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Hermès: la Kelly alla marijuana

Il sogno di migliaia di donne va letteralmente in fumo. La ‘Kelly’, iconica borsa di Hermès che deve il suo nome all’elegantissima Grace di Monaco, odora di marijuana. La casa di moda francese è stata costretta a mandare indietro alla fabbrica di Parigi, centinaia di borse affette da quella che sui social network è stata soprannominata: “sindrome della puzzola”.

Il problema si riscontra quando il cuoio di cui sono fatte le costosissime Hermès si riscalda. Un pranzo al sole ma anche un giro in macchina in una giornata estiva con un’elegante signora, può trasformarsi in un’esperienza nauseante.

Un grave danno di immagine per un marchio tradizionalmente considerato garanzia di eleganza e qualità dei pellami. Secondo la ditta, la colpa sarebbe di una partita di cuoio lavorato con una tecnica sbagliata e riguarderebbe solo le borse vendute tra il 2013 e il 2014. Le reali cause sono però ancora da verificare.

grace-kelly-hermes - nome come nasce storia perche si chiama - non si dice piacereDi certo si sa che il problema non riguarda i modelli più costosi, quelli in pelle di coccodrillo. Magra consolazione per chi è arrivato a spendere anche 50mila euro per possedere un oggetto che insieme al tubino nero usato da Audrey Hepburn e alle scarpe con la suola rossa di Louboutin, ha fatto la storia della moda.

La vicenda sulle borse alla marijuana riapre il dibattito sulle modalità con cui i grandi marchi producono i loro vestiti e accessori. Per ridurre i costi ogni singola fase del processo viene svolta da una fabbrica diversa, in Paesi diversi, spesso asiatici a causa del basso costo della manodopera. Di solito solo “l’assemblaggio” finale avviene nel Paese di destinazione. Questa lunga catena rende più difficile identificare l’anello debole in caso di errore. Questo è proprio quello che potrebbe essere accaduto da Hermès. Anche l’assenza di abusi o sfruttamento dei lavoratori può sfuggire ai controlli. Solo i pezzi più pregiati (come le borse di coccodrillo) vengono prodotti direttamente alla casa madre. Il costo della sicurezza però è sul cartellino: più di 60mila euro.

Il Sistema Moda è fondamentale per l’economia italiana, ma sta attraversando una fase di transizione a livello internazionale che richiede una profonda riflessione. La delocalizzazione della produzione è stata per anni un vero ‘mantra’ in quest’industria ma gli scandali che hanno coinvolto i colossi del low cost H&M e Primark, hanno portato molte firme a ripensare il loro sistema di produzione. Ora la “sindrome della puzzola” scuote i vertici dell’haute couture. La competizione internazionale e la conquista di nuovi mercati non può essere raggiunta a qualunque costo. A meno che Hermès non voglia ribattezzare la “Kelly”, “Marley”. L’alta moda non ha sempre un buon odore e da Grace a Bob il passo è breve. 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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