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Astonishing Frank Gehry

 

Swimming Carp by Hiroshige. --- Image by © Christie's Images/CO
Carp drawings, Ando Hiroshige

 

Bernard Berenson ha scritto un piccolo e prezioso volume dal titolo Piero della Francesca, o dell’arte non eloquente. Parlare di Frank Gehry significa collocarsi esattamente dalla parte opposta, potremmo infatti parlare di Frank Gehry, o dell’architettura eloquente. Dalle carpe di Ando Hiroshige ai veli delle donne dipinte nei quadri di Vermeer, dai film degli anni Trenta alle sculture dell’amico Claes Oldenburg, decisivo animatore dell’immaginario del Nostro, Ghery ha continuamente accolto e reinterpretato fascinazioni provenienti dalla cultura artistica nella sua accezione più pop e divulgativa. Frank Gehry, canadese di nascita, americano per formazione, è da sempre stato uno straordinario animale mediatico, verrebbe da aggiungere vorace ed inarrestabile: ha contribuito a far nascere il neologismo starchitect, ha dato vita ad un vero è proprio fenomeno socioeconomico conosciuto come Bilbao Effect, è stato protagonista di un celebre documentario, presentato a Cannes nel 2006, opera del regista Sydney Pollack, è stato ironicamente inserito perfino in una puntata dei Simpson. Oggi, a ottantacinque anni compiuti, ha sollevato un’ennesima polemica per aver risposto con il dito medio ad una inopportuna (a suo modo di vedere) domanda di un giornalista spagnolo, durante la conferenza stampa seguita al ritiro del premio Príncipe de Asturias per le arti.

¿Cómo responde usted a los que le acusan de practicar la arquitectura-espectáculo?

Dito medio. Poi una precisazione:

Let me tell you one thing. In this world we are living in, 98 percent of everything that is built and designed today is pure shit. There’s no sense of design, no respect for humanity or for anything else. They are damn buildings and that’s it.

E ancora:

Once in a while, however, there’s a small group of people who does something special. Very few. But good god, leave us alone! We are dedicated to our work. I don’t ask for work. I don’t have a publicist. I’m not waiting for anyone to call me. I work with clients who respect the art of architecture. Therefore, please don’t ask questions as stupid as that one.

Sulla vicenda non vorrei dilungarmi troppo se non per puntualizzare alcuni aspetti chiave: la domanda, per quanto legittima, è del tutto scontata, retorica, banale, noiosa e vuota. Gehry ha già avuto modo di ripararsi da una pioggia incessante di critiche provenienti da tutte le accademie del mondo in merito al suo linguaggio, inteso come gratuito ed autoreferenziale. La risposta è vera, pur ritenendo decisamente appassionanti le vicende, nonché le architetture, che compongono il 98% sopracitato. Inoltre sarei molto curioso di sapere chi inserisca Gehry in quel “small group of people” che sa tanto di motto da capo cheerleader di una scuola superiore americana.

 

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Fishdance Restaurant in Kobe, Japan

 

Come tutti i fenomeni paradigmatici di un’epoca, e Frank Gehry lo è senza dubbio, l’architetto americano andrebbe conosciuto e studiato con attenzione, non tanto per emularne il linguaggio, quanto per comprendere le ragioni, le strategie, le dinamiche interne al suo lavoro. Per quanto possa essere stato dipinto come un distratto plasticaro, pochi pongono l’accento su elementi di autentico interesse offerti dall’architetto Gehry, come per esempio un’ibrida formazione assolutamente non ortodossa, che dimostra come oggi la laurea, soprattutto in architettura, sia in fin dei conti uno strumento quasi accessorio, o ancora i suoi inizi postmoderni, a mio modo di vedere incredibilmente fertili ed ancora ben presenti nell’atteggiamento progettuale.

In conclusione devo aggiungere che nell’esiguo numero di opere di Frank Gehry da me visitate, tra Berlino, Praga, Barcellona e New York, non sono mai rimasto deluso dai uno dei suoi interventi, tutti perfettamente arrestati proprio nell’istante prima di scadere nell’ennesimo nauseante oggetto di culto.

I got interested in the fish image when everybody started doing the neoclassical, postmodern stuff. I remember thinking that Greek classicism is anthropomorphic, and I believe it was when I was giving a lecture at UCLA that I said, “Well, if you’re going to go back, why don’t we go back three hundred million years to fish? If you’re going to go backward, let’s go way backwards”

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research - warehousearchitecture.org - Laureato a La Sapienza di Roma, lavoro presso lo studio MA a New York - ma.com -

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