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Dateci un taglio: La barba non è più di moda

La barba non è più di moda. So che per alcuni questo annuncio potrebbe avere lo stesso effetto devastante di “Babbo Natale non esiste”, ma è così e anche in questo caso, prima o poi qualcuno ve lo doveva dire. Il 2014 è stato l’anno dell’onnipresenza del pelame: dalle passerelle della moda maschile a tuo fratello in corridoio, dagli spot pubblicitari alla nazionale di calcio (ai Mondiali in Brasile gli Azzurri sono stati i più barbuti di sempre, con grande invidia di Messi e Ronaldo che essendo testimonial di rasoi non hanno potuto seguire il trend). Per non parlare del clamoroso look di Concita Wurst, la vincitrice dell’Eurofestival. Mai come negli ultimi tempi si è vista una così alta concentrazione di barbe lunghe, pantaloni stretti con risvolto e botteghe biologiche.

Effettivamente può avere il suo fascino. Il 55% della popolazione femminile rivela infatti di essere maggiormente attratte dagli uomini con la barbaQuell’aria trascurata può rendere un uomo più interessante e virile, nascondere un mento sfuggente, dare qualche anno in più ai ragazzi. Se ben curata, contrasta piacevolmente con un completo elegante. Senza tanti giri di parole, la barba può essere sexy a patto che non sfoci nel radicalismo hipster che ti fa assomigliare più a Gandalf che a George Clooney.

Il principe HarryLa tendenza del volto lanuginoso è diventata addirittura oggetto di studio. Secondo alcuni accademici si collegherebbe alla crisi economica: a favorire la crescita delle barbe sarebbe stata non tanto una spending review cosmetica (anche se, secondo una stima della BBC, i venditori di schiuma e lamette nel 2013 avrebbero perso quasi 92 milioni di euro rispetto all’anno precedente), quanto il desiderio dei giovani precari di trasmettere un’immagine maschile forte.

Quando eravamo alle medie, passavano ore e ore a trovare la motivazione recondita per cui un poeta aveva scelto di scrivere “ire” anziché “ andare”. Beh io ho sempre pensato che nella maggior parte dei casi usavano semplicemente la prima parola che gli veniva in mente. Tutto questo per dire che probabilmente il 90% della schiera di giovani neo hipster d’avanguardia che impazzano un po’ ovunque non nasconde grandi ideologie dietro quella barba folta e quei pantaloni troppo corti.

Uno studio interessante però c’è, ed è quello di Jonathan Touboul, neuroscienziato del Collège de France. Secondo Touboul «Se prendiamo grandi gruppi di individui tra loro interagenti – siano essi hipster, operatori di borsa o qualunque altro gruppo che voglia andare contro la maggioranza cercando di risultare “diverso” – vedremo che alla fine faranno tutti le stesse cose allo stesso momento». In altre parole, se all’inizio lo scopo della barba era quello di distinguersi, ora gli anticonformosti si stanno uniformando gli uni agli altri. Risultato? Boom di camicie di flanella, occhiali con la montatura spessa e biciclette pieghevoli sotto il braccio.

pitt-900670_0x410Il livello di saturazione però è vicino. Per una legge antica e implacabile, ciò che è diventato comune non può più essere di moda. Inevitabilmente qualcuno ha già cominciato a darci un taglio, partendo da Jake Gyllenhall, Bradd Pitt, Ryan Gosling e George Clooney e finendo con il mio compagno di banco e il mio vicino di casa. Resiste giusto mio fratello, ma probabilmente interverrà presto mia madre che minaccia di tagliargli la barba nella notte.

Insomma, gli edonisti hipster convinti, per i quali distinguersi dalla massa è una necessità esistenziale, non possono sopportare di vedere ex pariolini/ex zecche/ex coatti tutti precisi con mocassini, pantaloni con il risvolto e camicia con il coletto abbottonato. I barbuti dell’ultim’ora stanno cedendo alle richieste delle fidanzate che, inizialmente affascinate dal look chic-trasandato, si lamentano della barba che punge. Sessioni di esami, colloqui di lavoro e cena con parenti e genitori dei consorti impongono una passata di lametta.

Cosa succederà adesso? Gli orfani hipster potrebbero aderire ai Mo Bro e farsi crescere i baffi, o importare dalla Scozia la moda del gonnellino. In ogni caso, come scrive un giornalista del Corriere della Sera: “Quando anche Andrea Pirlo e Daniele De Rossi torneranno a mostrare le gote, la barba degli anni Dieci inizierà ad essere guardata con il sarcasmo riservato alle acconciature anni Ottanta”

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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