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I 5 dischi italiani degli ultimi 30 anni

Non è mai semplice indicare dei titoli fondamentali, soprattutto se la categoria è geografica e non di genere. L’elenco tiene fuori la musica per film, e non sono stati inseriti neanche i cantautori, che in Italia meritano (nel bene e nel male) una categoria a parte. Ovviamente non sono state considerate musica colta e il jazz che mi costringerebbero a inserire lavori da valutare con categorie diversissime da quelle che utilizzo di solito. Questi sono cinque album che rientrano nella musica di consumo che questa sia rock o musica indipendente.

 

C.C.C.P. – Affinità – divergenze fra il compagno Togliatti e noi: Del conseguimento della maggiore età (1986)

Il disco “punk” italiano per eccellenza esce a quasi dieci anni dal fatidico 1977, che vide l’uscita della maggior parte dei dischi più importanti del punk rock inglese. A ben vedere, infatti, i CCCP hanno più legami con il punk tedesco anni ’80 (che con gli Eisturzende Neubauten cominciò a essere chiamato industrial), che con i padri degli anni ’70. Un sound irripetibile, accompagnato da un sarcasmo abulico, contraddistingue l’interno album, che rimane a quasi trenta anni dalla sua uscita uno dei lavori più originali della musica pop italiana.

 

Massimo Volume – Lungo i Bordi (1995)

Qualcuno ancora non l’ha capito, quindi proviamo noi a dargli una mano. I Massimo Volume sono una delle pochissime band italiane che hanno avuto il merito di coniare uno stile veramente autonomo, riuscendo a non fossilizzarsi nel copiare il sound anglo-americano. Nel 1995 c’erano state solo le prime avvisaglie di ‘post’, che però aveva in seno tutta la musica alternativa di fine anni ottanta e inizio novanta, colto magistralmente dalla band. La vera novità è nelle liriche e nel cantato, che non hanno nessun precedente e rimangono (nonostante l’abuso fattone da gruppi di scarso livello) fra i picchi più alti della musica italiana.

 

La Quiete – La Fine non è la fine (2004)

Disco profondamente sconsigliato a chi non è abituato a sonorità estreme; per tutti gli altri questo è uno dei migliori album scremo mai usciti, ed è italiano. Fondamentale musicalmente, ma non solo. In questa band c’è un’etica ed un’ (anti)estetica destinate presto a estinguersi.

 

Negazione-Lo Spirito Continua (1986)

Violento, fatale e fatalista. E’ questo l’album più importante del più grande gruppo punk-hardcore della penisola. I testi di “Zazzo” Sassola sono la perfetta fotografia dell’epica del giovane alternativo (passatemi il terribile termine) dell’epoca.

 

Elio e le Storie Tese – Italyan, Rum Casusu Cikti (1992)

I primi Elio e le Storie Tese erano la cosa più bella, fresca, intelligente che si potesse sperare di avere in un’Italia stantia e che puzzava già di carcassa (poi l’abbiamo fatta decomporre ben bene). Il citazionismo musicale e il nonsense, presi dal loro nume tutelare Frank Zappa, sono qui liberi da tutti i vincoli che attanaglieranno lentamente la carriera di Belisari e compagni, qua ancora con il grandissimo Feiez. Benché ancora sono talvolta considerati meri saltimbanchi da una certa intelligentia musicale, gli EelST sono stati una delle espressioni più alte e genuine dell’intera musica italiana.

 

Altri dischi:

Verdena-WOW (2011)

C.S.I – Linea Gotica (1996)

Fine Before you Came – s f o r t u n a (2009)

Afterhours-Hai paura del buio? (1997)

Marlene Kuntz-Ho Ucciso Paranoia (1999)

 

 

 

 

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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