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Il Rap italiano in 5 dischi: anche per profani

L’italia vanta una tradizione Rap originale e variegata, con stili che vanno da ritmi funkeggianti e rilassati a brani cupi ed incazzati neri.

Di seguito, 5 dischi che hanno segnato la storia del Rap italiano e che anche i musicofili non particolarmente attratti da questo genere dovrebbero, a mio parere, ascoltare una volta nella vita.

 

Sangue Misto – SxM

Dopo la loro esperienza nell’Isola Posse All Star, Neffa, Deda e Dj Gruff danno vita ad un gruppo destinato a rimanere una pietra miliare della doppia acca italiana. Il loro unico album è SxM, uscito nel 1994, 12 tracce che trattano degli argomenti più disparati: dalla denuncia sociale (Clima di tensione, Lo straniero..) alla passione per la marijuana  che accomuna tutti e tre i componenti (La porra). Non manca anche un pezzo che funge un po’ da “inno” del gruppo, Cani Sciolti, che richiama un po’ lo stile degli A tribe called quest, band americana molto stimata dal trio.

Altri pezzi che meritano di essere menzionati, particolarmente per le basi prodotte da Dj Gruff,  sono Senti come suona e Manca mone.

 

Neffa – I Messaggeri della Dopa

L’emblema del funk-rap italiano. Un lavoro che vede collaborare tutti i rapper che hanno fatto la storia dell’epoca (1996). Le basi musicali scorrono leggere e piacevoli, la voce di Neffa ricalca gli accenti dati dai rullanti con maggiore maturità rispetto ad SxM ed i featuring sono tutti all’altezza del disco: partecipano all’album “guaglioni” da tutta Italia, e qualche collaborazione arriva anche dall’estero (Sean Martin, Dre Love, Storyteller, Phase 2..). In “Messaggeri Pt1” e “Messaggeri Pt2” gli mcs si alternano freneticamente su beat molto semplici, richiamando molto lo stile delle “jam di freestyle” americane. Non mancano tracce introspettive, nelle quali Neffa esplora il suo io attraverso lunghe strofe su beat prodotti da sé (Aspettando il sole, Un altro giorno).

 

KaosOne – Fastidio

Con KaosOne il discorso cambia decisamente. Fastidio è il suo primo lavoro ed è anche il più hardcore (come ci tiene a sottolineare nel pezzoCentopercento). La sua inconfondibile voce graffiante si mischia con delle basi confezionate ad hoc per lui da Neffa (che, come si sarà ormai notato, era onnipresente nel Rap degli anni ’90).

I ritornelli sono spesso samples di altri brani precedenti (su Wikipedia è possibilie trovare una dettagliata tabella) e nel disco, a pezzi in cui KaosOne si destreggia solitario tra le casse e i rullanti (Fino alla fine, L’antidoto, Il Codice..) si alternano featuring di altissimo livello (Meglio che scendi con Neffa, Ora non ridi più con Deda, Fastidio con Dj Gruff).

 

Dj Gruff – Zero stress

Siamo nel 1997 quando Dj Gruff dà vita a questo disco sul quale si potrebbe stare a parlare per ore. Infatti, proprio come il suo autore, Zero Stress ha una personalità molto complessa, presentando pezzi che passano da ritmi rilassati e leggeri (Lucida Follia, Tifititaf, L’agiluomo) a temi cupi e spinosi (Zero stress pt1 e pt2, Dimmi se ti piace adesso, Sucker Jump) dai quali traspare tutto il disprezzo per quei rapper che cominciavano a rendere più “commerciale” quel rap che Gruff e i suoi  “guaglioni” tenevano a difendere con le unghie e con i denti.

Tra i vari, c’è anche un’originale “canzone d’amore” che esplora i lati più “carnali” dei rapporti sentimentali: Versi di passione.

Fritz Da Cat – Novecinquanta

La voce di Fritz non si palesa mai sulle tracce dell’album. Il suo merito va, invece, associato tutto ai beat, da lui sapientemente prodotti, ed alla sua abilità di riunire un gran numero di talenti della doppia h dell’epoca.

Le voci che si cedono vicendevolmente il posto in questo lavoro sono di artisti del calibro di Neffa, nel brano L’incognita (che lui poi riutilizzerà nel suo disco Chicopisco), Deda, nel pezzo Dopo noi la quiete, KaosOne sulla traccia Cose preziose (da molti ancora considerato uno dei suoi pezzi migliori) e Dj Lugi, il rapper calabro, che si diverte in maniera evidente sulla base movimentata di Non c’è limite allo Show.

L’album, nel complesso, oltre a raggruppare una serie di capolavori del Rap italiano, è stato anche un fulcro fondamentale nel processo di crescita di ciascuno degli Mc che vi ha collaborato.

Pasquale Scognamiglio

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