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A est del paradiso

Ieri sono andato per la seconda volta alla “Movie night” organizzata qui a Praga dal club studentesco per dare un assaggio di cinema ceco agli studenti internazionali, e per la seconda volta mi sono sciroppato un polpettone semi-storico su quanto brutti e cattivi fossero i comunisti, spolverato con umorismo da scuole medie e maschilismo casual tanto per non farsi mancare niente.

Più che riflettere sul come la caduta della cortina di ferro abbia influenzato il cinema e in generale le arti nei paesi del patto di Varsavia, queste proiezioni mi hanno spinto a domandarmi perché dei ragazzi all’incirca della mia età siano spinti a utilizzare prodotti del genere per mettere in mostra il proprio paese davanti ad una platea internazionale.

La carenza di gusto cinematografico tra gli studenti di un politecnico non è forse esageratamente sorprendente (tanto è vero che entrambi i film sono stati sonoramente apprezzati dalla pressochè totalità dei presenti), ma dubito che il fil rouge che ha legato queste proiezioni sia stato casuale, ed è forse sintomo di una qual certa coda di paglia storico-culturale di cui mi sembra soffrano molti dei ragazzi est-europei che mi è capitato di conoscere in questa trasferta.

Ovviamente il trauma dell’occupazione è un qualcosa che non mi azzardo a stigmatizzare dalla mia posizione privilegiata, ma mi sarei aspettato che tra i miei coetanei, persone quindi che non hanno avuto un’esperienza diretta degli anni del socialismo, la tendenza a tracciare certe linee con la nettezza che mi sembra di avvertire fosse attenuata se non del tutto eliminata.

D’altra parte pensando a come la retorica primo-novecentesca sia ancora oggi parte integrante dell’educazione politica di molti adolescenti italiani, non dovrei essere troppo sorpreso che vicende temporalmente molto più vicine abbiano questo peso in una parte del mondo che probabilmente ancora non è riuscita a riappropriarsi di una propria identità storica e culturale, ma a maggior ragione dopo questa esperienza non riesco a fare a meno di augurarmi una pronta dipartita delle ormai vetuste e anacronistiche divisioni lasciate in eredità dal secolo breve quantomeno dal panorama culturale di chi quegli anni non li ha vissuti.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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