Home / Moda / Borsa falsa? Per scoprirlo basterà uno smartphone

Borsa falsa? Per scoprirlo basterà uno smartphone

La vedi andare al supermercato con la Kelly di Hermès, portare i libri dell’università dentro gigantesche Balenciaga, sfoggiare Cèline in dodici colori nei pranzi con le amiche. Per quanto si possa svaligiare l’armadio della mamma, a meno che non si parli di Sarah Jessica Parker, il dubbio ti viene. “Che bella! Ma non cel’avevi anche blu? Dove l’hai comprata?”. “Me l’hanno regalata/me l’ha portata una mia zia dall’America/al compleanno”. Riceverai le risposte più varie ma mai e poi mai ti sentirai dire: “È finta”.

Eppure la forma è strana, tu che studi con attenzione i cataloghi quel colore non sei neanche sicura che esista. Il dubbio c’è, la certezza non la puoi avere mai. O meglio, non la potevi avere mai.

A breve sarà possibile smascherare i prodotti contraffatti, in tempo reale, con la fotocamera di uno smartphone. È l’idea su cui sta lavorando sta lavorando NEC: un sistema che consente di riconoscere un falso confrontando le immagini scattate sul telefonino con quelle di un database presente su cloud.  Una rivoluzione che potrebbe competere giusto con uno scanner che individua le false bionde.

La tecnologia, ancora in fase di test, riesce a registrare una sorta di impronta digitale per qualsiasi genere di oggetto, determinata da certi dettagli tipici della sua superficie, impressi durante la produzione, invisibili all’occhio umano. Questo metodo di riconoscimento, secondo NEC, è in grado di funzionare anche su manufatti di piccole dimensioni, come dadi e bulloni, ai quali è difficile apporre un numero seriale o un codici a barre. Per scoprire il falso basta scattare una foto che viene confrontata con quella del prodotto originale, salvata dal produttore nella banca dati. NEC prevede di mettere a punto la sua tecnologia entro il prossimo anno per poterla commercializzare nel 2016.

Nell’attesa, come riconoscere una borsa fasulla? Oggi i copioni sono quasi perfetti. Non bastano più gli accorgimenti basilari come la qualità del pellame, l’etichetta, o la fodera interna, (che deve aderire perfettamente alla borsa) anche perché, se non si guarda mai nella borse delle signore, sicuramente non si guarda in quella delle sconosciute. Ecco quindi qualche trucco.

Il più imitato è sicuramente Louis Vuitton. La simmetria è alla base delle borse originali: i simboli sono perfettamente uguali e centrati attorno ai disegni su tutti i lati della borsa, tanto è vero che i manici, ad esempio, coprono lo stesso simbolo da entrambi i lati. Nei prodotti autentici il marchio LV non sarà mai tagliato.

Passiamo a Prada. Chi ha visto il film Serendipity, sicuramente ricorda il portafoglio “Prado”, ma errori così grossolani sono rari. Negli originali le cuciture sono perfette e in tinta con i colori della borsa. Se vedete sfilacciature o segni di ruggine sulle guarnizioni metalliche, state certe che quella che avete tra le mani è una borsa falsa, perché le Prada vengono controllate meticolosamente anche nei minimi dettagli. Eventuali elementi in metallo saranno dorati, argentati oppure rosa ma tutti con il marchio Prada inciso. Se vi capita la borsa tra le mani fate bene attenzione al marchio, perché la seconda gambetta della prima A di Prada è leggermente più lunga della prima.

Gucci. In genere una borsa Gucci è autentica quando ha le doppie G non allineate lungo le cuciture. Il marchio è ovunque, anche dentro la borsa, nelle zip e nelle borchie.

Infine accorgimenti per i modelli 2.55 Chanel: le tracolle 2.55 sono realizzate solo in agnello liscio o in vitello matelassé, hanno cuciture allineate e perfettamente combacianti e nei modelli matelassé il numero dei quadratini è sempre dispari. La fodera interna è sempre in nero o in bordeaux.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

Check Also

È morto Azzedine Alaïa, chi era lo stilista che snobbava le fashion week

Era sua abitudine presentare le sfilate al di fuori del calendario dell’alta moda, lontano dalla ...