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DAL DOTTOR STRANAMORE AD OGGI Piccola intervista a Eric Schlosser – Command & Control

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L’anno passato, proprio in questo periodo, ho scritto sulla bomba atomica. Forse era una tematica poco filosofica ma si intrecciava con gli studi che stavo facendo sulla teoria del controllo ideata dal filosofo Michel Foucault. Erano giorni in cui tra le pagine dei quotidiani si discuteva animatamente riguardo a quali fossero le nazioni con più e meno armamenti nucleari, su quali fossero i governi più temibili sotto un profilo “atomico”, su chi fosse effettivamente provvisto di ciò che pubblicamente stava dichiarando. E mi chiedevo quanto le variazioni di questo “indice atomico” stesse influenzando gli equilibri diplomatici mondiali. Nel frattempo gli scontri internazionali si sono inaspriti drasticamente, e le risposte si sono svelate da sole.

 Ieri ho saputo che il giornalista, scrittore e produttore Eric Schlosser era stato invitato a presentare il suo ultimo libro Command & Control ad una conferenza alla UCL con in programma un’analisi sui condizionamenti storici mossi dal riassesto dagli armamenti nucleari dalla Guerra Fredda fino ad oggi, a partire da Kubrick e Il dottor Stranamore. Allora sono andata a fargli delle domande.

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Inanzitutto, chi è Eric Schlosser? È un giornalista investigativo d’assalto, il quale ha dedicato anni di ricerche e testimonianze attive su tematiche d’attualità che sono tra le più scottanti del nostro tempo come l’industria “alimentare”, i commerci illegali, tentati accordi politici nascosti o falsati. Ha smascherato gran parte di quei meccanismi di potere che si ripetono e “controllano” le nostre società attraverso manovre segrete politiche e di mercato. A riguardo ha curato dossier in collaborazione con le più note testate americane come il New Yorker e The Nation, e pubblicato bestseller come Fast Food Nation, sulle crudeltà dietro all’industria del Fast Food e Reefer Nation, sul commercio di Marijuana. È stato produttore di il Petroliere, di Food, Inc e dell’omonimo Fast Food Nation.

Oggi ha presentato il suo ultimo libro, Command & Control, il quale narra della caduta di un missile nucleare, durante la Guerra Fredda, nelle campagne dell’Arkansan: fu il missile nucleare più potente che sia stato creato negli USA. Lì venne recuperato, nascosto, studiato e custodito. Il libro si focalizza particolarmente sull’analisi dei fatti e delle testimonianze che per 50 anni hanno fatto parte di quest’episodio. Nel frattempo, tra le righe,  Schlosser svolge un’accurata e fulminante analisi dei giochi di potere che manovrano, e che sono manovrati a loro volta, dall’esclusività nazionale del possesso nucleare.

Sclhosser, spalleggiato da Thomas Nash, direttore dell’NGO inglese Article 36, la quale coopera con l’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) per il disarmo nucleare, ha posto il problema della fiducia nello Stato da parte dei cittadini e degli errori che continuano a ripetere i governi nel generare un “falso senso di sicurezza” (che Schlosser chiama “the Titanic effect”), il quale oltre ad ingannare il cittadino lo pone in uno stato di ignoranza, e quindi di impotenza, di fronte ad un potenziale pericolo. “The more impossible a serious accident seems to be, the more likely it becomes”

La politica del non rivelare è svantaggiosa per lo Stato stesso, oltre che per il cittadino. Gli Stati che non dichiarano, per esempio il numero di armamenti nucleari, investono segretamente denaro che non dichiarano, denaro che non è calcolato debbano avere, al fine di controllare psicologicamente gli altri Stati, che essi siano o meno nemici.

Schlosser parla di competizione, di una gara implicita a chi mostra indirettamente più potere al proprio vicino. Un gioco di comando e di controllo bilaterali: comando e controllo sulle altre nazioni, attraverso il segreto e la minaccia di una potenziale arma; controllo e comando sui cittadini, attraverso lo stesso segreto e un falso senso di sicurezza. Questo meccanismo letale, a differenza della Guerra Fredda mette in gioco, oltre agli USA e alla Russia, l’intero equilibrio mondiale, col rischio di ripensare alla vicinanza con una Terza Guerra Mondiale. Qualora il dialogo non si riapra da entrambi i fronti, qualora il numero esorbitante (conosciuto nel caso degli USA, vago nel caso della Russia, sconosciuto nel caso di alcuni “altri” Stati) di missili nucleari non venga ridotto.

Ciò che mi interessava sapere da Schlosser, seppure il libro non parli proprio di teorie, riguarda i meccanismi di controllo, ai quali in fin dei conti il titolo stesso del libro rimanda .. così gli inizio a domandare..  *Se nel passato era il Sapere -come massima espressione dello Stato- a nascondere il potere (vedi “potere-sapere” di Michel Foucault), oggi, dove sarebbe nascosto il potere?

Schlosser mi fa notare che il meccanismo non è cambiato molto, che anzi è lo specchio di quello passato. Se una volta era il Sapere, il dire, l’istruire, l’informare che doveva far filtrare i messaggi e i meccanismi di controllo del potere, adesso è il segreto che parla. È il non dire che si traduce come minaccia: il potere raggiunge il suo limite massimo quando non si mostra ed è pronto a sorprendere. “The Titanic effect”, si proprio quello.

 Nel passato il potere del controllo era indirizzato soprattutto alla società, ai cittadini. Era un modo subliminare di indirizzare la massa verso determinate idee, di predisporla. Oggi?

    Oggi la massa è spettatrice e vittima. Milioni sono le vittime della partita che giocano i governi senza considerare gli enormi rischi per i cittadini. Essi sono “controllati” da quella falsa sicurezza attraverso la quale i governi promettono risoluzioni, non facendo altro che rafforzare lo stato di fragilità e impotenza del cittadino. Ma il vero meccanismo di controllo è quello che avviene tra gli Stati.

 Sembra esserci una perdita del senso etico dello Stato nei confronti del cittadino; quale senso ha invece la scelta di concentrarsi sul pressing psicologico tra nazioni piuttosto che occuparsi  dell’umanità?

   “Remember your humanity and forget the rest”. (lo disse il premio Nobel Joseph Rotblat, le cui riflessioni sui missili atomici e sul fattore pericolo furono riunite nel’55 nel Manifesto Russel – Einstein). La chiave sarebbe diminuire gli armamenti, così da diminuire il rischio di una catastrofe. Dall’altra parte anche rendere chiari i pericoli, svelare i dati. Mentre gli USA hanno dichiarato un certo numero di missili atomici, altri stati ne posseggono talmente tanti che scelgono ill segreto.Bisogna per questo cambiare il modo di vedere le armi nucleari, rendersi conto realmente del loro potenziale catastrofico.

 Oggi, la tensione in atto riguardo al possedimento degli armamenti nucleari è accostabile a quella del passato? Cos’è mutato da ieri ad oggi?

     La tensione persiste ed è moltiplicata. Non è più su due fronti (USA-URSS), ma su molti di più – o meglio su un fronte globale, meno conosciuto e più problematico. La politica del segreto rende statica questa tensione, gli errori sono stati troppi e i meccanismi di controllo sono difficili da sradicare. Tuttavia ristabilendo il dialogo al posto del segreto, e analizzando gli stessi processi di controllo, ci si potrebbe liberare di molti rischi.

(E prima di andare via mi accenna che il suo prossimo libro sarà sulle prigioni. E che passa il suo tempo a leggere libri di Foucault per riuscire a finirlo..)

Poli-Nietzsche Costanza Fino

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About Costanza Fino

Costanza Fino
Vive su una nuvola di zucchero filato roteando su una bicicletta fatta di bambù. Laureata in filosofia politica, specializzata sull’India e sulle sue minoranze sociali, pensa a viaggiare, ascoltare, disegnare, fotografare, suonare e pedalare.

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