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The Babadook, horror a testa in giù

 

 

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Sono sicuro che gli australiani siano gente molto per bene, ma è un po’ di tempo che mi sono fatto convinto che la loro collocazione nell’uncanny valley sia problematica. Questo sentire è veicolato al 99% da suggestioni cinematografiche, ma sta di fatto che in quel campo tendo sempre a ricollegarli a una versione leggermente sfasata e pericolosa degli americani dei sobborghi, che già di per loro fanno un po’ paura. Detta così sembra una cosa negativa, ma in realtà la generale familiarità condita da vago disagio che spesso mi capita di riscontrare nei non moltissimi film oceanici che ho occasione di vedere suscita notevole interesse nel sottoscritto.

Case in point: ieri sera ho visto questo horror australiano che ha fatto recentemente parlare di sè, intitolato The Babadook. Il film racconta la storia di Amelia e Samuel, madre e figlio, intrappolati in uno spiacevole vortice a base di paura dei mostri, morte del padre, violenza sottocutanea e inquietudini varie.

Il tono e l’atmosfera del film sono abbastanza classicamente riconducibili agli stilemi del cinema dell’orrore, ma il potenziale metaforico/allusivo della faccenda viene anch’esso esplorato abbastanza da garantire soddisfazioni agli appetiti esegetici di recensori migliori del sottoscritto.

In tutto questo la fa però da padrona quel vago senso di spostatezza di cui sopra. Lo strano accento, all’apparenza gioviale ma in fondo un po’ sospetto, la casa enorme per solo due persone, l’imitazione di casalinghe americane prese a esempio di ipocrisia e mancanza di empatia, la vecchina della porta accanto.

Mi rendo conto che questo elenco di cose che ci sono nel film difficilmente potrà spiegare cosa intendo, e dubito ancor più che getti luce su come il tutto sia causato dall’australianità della pellicola, ma mettiamola così: trovo molto interessanti film che si presentano in larga parte come variazioni su temi ampiamente conosciuti, e che però lasciano quel sentore, quella punta di sospetto che qualcosa non sia andato come doveva, che ci sia stata subliminalmente somministrata una salutare dose di angoscia varia ed eventuale, e trovo che questa qualità sia riscontrabile più spesso della media nei film australiani.

Ipotesi da verificare, sicuramente. Vi terrò informato sui progressi sperimentali.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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