Home / Moda / Coco avant Chanel: la storia, le curiosità, il mito

Coco avant Chanel: la storia, le curiosità, il mito

Il tubino nero, mitico passe-partout. La bigiotteria e le perle che lei stessa sfoggia a cascata. La borsa 2.55 impunturata, con tracolla e catene dorate. I sandali beige dalla punta nera. La camelia sul revers, i pantaloni femminili che scandalizzano Deauville e i benpensanti, già nel 1920. Il profumo che ha un nome indimenticabile: N.5. La giacca con i bottoni vistosi ispirati dal lift di un albergo nel Tirolo. Il tailleur in tweed, suggerito da una gita in Scozia col Duca di Windsor. Questi sono gli indizi che portano a Coco Chanel. Oggetti icona. Prova assoluta della modernità di una delle personalità che più hanno segnato la moda mondiale. Sono testimoni della frase-manifesto da lei coniata: “La moda passa, lo stile resta”.

Sono i capisaldi dell’impero che Mademoiselle ha fondato e che da 31 anni viene reinterpretato dal talento del direttore creativo, Karl Lagerfeld. Il business cresce, le boutique aumentano. Il concetto di lusso modern, riconoscibile, imitassimo, viaggia nel mondo. E ora Chanel raddoppia la sua presenza a Roma. Alla boutique di via del Babbuino, da giovedì si è aggiunta quella in piazza di Spagna, uno spazio creato dall’architetto Peter Marino in cui arte e moda si fondono. Nell’interno gli abiti dialogano con foto di artisti contemporanei e la collezione ora in vendita è la Crociera Dubai, con un tocco di Oriente.

L’anticonformista Gabrielle, questo il nome di battesimo, nasce a Saumur, in Francia, nel 1883. Alla morte della madre l’orfanotrofio attende lei e la sorella. L’uniforme è un grembiule nero con colletto bianco: viene forse da quella scarna povertà la capacità di vedere lo chic in un niente. A venti anni lavora in un maglificio. Per sfuggire la mediocrità canta in un caffè concerto, il cavallo di battaglia è: “Chi ha visto Cocò?“. Il soprannome resta. Nel 1910 è a Parigi, apre una modisteria in Rue Cambon, è li che ancora oggi la griffe Chanel, a due passi dall’Hotel Ritz che diventa “casa”, ha boutique e atelier. nel negozio di Deauville, aperto nel 1913, vende cappelli, ma subito lancia anche il comodissimo Jersey. Nel 1915 è a Biarritz, dove produce le sue creazioni. La giovane sarta vive adesso con Etienne Balsan, ufficiale benestante: lui ama la vita mondana, lei va a cavallo, sfoggia costumi da bagno e lancia l’abbronzatura. Poi si innamora veramente, di Boy Capel, che muore in un incidente aereo. Alla solitudine si aggiunge la guerra, eppure la ragazza non si scoraggia. Lavora con Cocteau e Diaghilev, ama Pierre Reverdy, poi ha Paul Iribe.

Tra le due guerre, il successo è ormai conclamato. Hollywood la reclama e Madamoiselle veste Greta Garbo, Marlene Dietrich, Gloria Swanson. Relazioni, inoltri, costumi per il teatro e ancora moda. Quei tailleur che sono il segno distintivo della griffe, gli abiti dallo stile perfetto, le giacche. “Sempre meglio togliere che aggiungere” è il suo motto. Modernità, il credo. Il profumo, nel 1921, è un successo. E’ anche il primo firmato da una maison. Crea nel 1924 i democratici bijoux, catene di perle e oro, orecchini a bottoni, ciondoli. Nel 1926 lancia il make up, con un rossetto vermiglio che sarà la sua arma di seduzione. Negli anni Trenta, la maison Chanel occupa tre palazzi e impiega 4000 lavoranti, ma il 1936 porta le rivolte, gli scioperi e i licenziamenti. La Seconda Guerra Mondiale la costringe la costringe a chiudere la sartoria e nel 1947 quando Dior lancia il New Look, si ritira in Svizzera per otto anni. torna nel 1954, a 71 anni e riapre rue Cambon. Torna i auge: Grace Kelly, la duchessa di Windsor, Laureen Bacall, Jackie Kennedy seguono i suoi diktat. Madamoiselle muore a 88 anni, nel 1971. Milioni di donne seguono il suo stile. “Che la mia leggenda segua la sua strada, le auguro buona e lunga vita”, ha affermato una volta. Esaudita.

About Polinice

Polinice

Check Also

80 anni di Cinecittà, 80 anni di cinema

Il 28 Aprile 2017 saranno 80 anni di Cinecittà. Da quasi 80 anni Cinecittà è ...