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2Cellos: Violoncelli nella città eterna

Il tour italiano dei due violoncellisti sloveno-croati è approdato anche a Roma, al Palatlantico. I due musicisti, che così elegantemente si incastrano sia da un punto di vista artistico che caratteriale, hanno fatto vibrare per una sera il cuore della città eterna, coinvolgendo gli spettatori in uno spettacolo decisamente coinvolgente nella sua varietà. Il pezzo con cui i due artisti decidono di musicare il loro ingresso sul palco è “Where the streets have no name”: le note e l’armonia degli U2 si diffondono per il palazzetto e catturano l’attenzione degli ascoltatori, che restano quasi ipnotizzati dalle vibrazioni delle corde accarezzate dagli archi. Finito il brano, Luka e Stjepan prendono parola. Dopo un classico “Ciao Roma!” per scaldare l’atmosfera, si lanciano in battutine “hot” in un misto tra italiano ed inglese e rassicurano i più rockettari del pubblico: il concerto inizierà con melodie lente e delicate, “…for the ladies!”, ma i ritmi diventeranno sempre più incalzanti, soddisfacendo anche gli animi più irrequieti.

Sono di parola: i suoni diventano via via più sincopati, i tempi si infuocano e il ruolo di Dusan Kranjc, il batterista, addirittura assente all’inizio del concerto, diventa sempre più determinante.

Così si passa dalle atmosfere sognanti di Sting (Shape of my heart), al rock degli AC/DC (“Highway to hell”, “Thunderstruck” e “You shock me all night long”), dalla melodia cantabile di “With or without you”  (durante la quale il pubblico apprezza un’improvvisa citazione di “Con te partirò” di Andrea Bocelli) alla furia di “Voodoo People” dei Prodigy. Gli spettatori si lasciano trasportare dalla musica senza opporre resistenza alcuna, cantando le canzoni dei Coldplay reinterpretate dai due violoncellisti e danzando al ritmo dei pezzi di Michael Jackson. Concludono la scaletta con un’intramontabile “Satisfaction” dei Rolling Stones, chiedendo al pubblico (che anche questa volta si mostra pronto) di partecipare attivamente cantando il testo.

Provano così ad abbandonare il palco, ma vengono richiamati dagli applausi dei “cellofili” per un bis che è quasi d’obbligo. Iniziano dilettandosi con i virtuosismi dell’”Overture del Guglielmo Tell” alla maniera degli Iron Maiden, regalano le ultime vibrazioni rockeggianti ai fan, che si scatenano sulle note di “Back to Black”, ennesimo tributo agli AC/DC e concludono il tutto come avevano iniziato, con una melodia lenta e dolorosa, “Fields of Gold” di Sting.

Insomma, musicisti con la M maiuscola, brani reinterpretati in maniera tale da mostrare sfumature mai notate prima e l’energia di due giovani che dedicano la loro vita alla loro più grande passione. Uno show che non lascia delusioni.

About Pasquale Scognamiglio

Pasquale Scognamiglio
Aspirante chirurgo con il vizio del pianoforte. Ben lungi dall'essere un musicologo, preferisco definirmi come uno a cui piace parlare di musica, che, lo diceva Miles Davis, insieme alla vita è una questione di stile. Oop bop sh'bam. Ho detto tutto.

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