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Usa, Obama e l’economia neokeynesiana

 

Il mondo occidentale è diviso da due differenti visioni dell’economia e della politica monetaria. Da un lato il modello di stampo tedesco che ha come sua proiezione l’Unione Europea, dall’altro il modello neo keynesiano statunitense. Se un tempo l’Europa era il fulcro di politiche espansive e la culla di accademici e studiosi quali Federico Caffè e Popper, oggi è la casa dell’austeritá. Questo è il punto da tener presente poiché alla più grande crisi economica dopo quella del 1929, Stati Uniti d’America e Unione Europea hanno risposto in maniera differente, ciascuna con la propria visione.

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Parlando di dati si è appena registrato nel quarto trimestre dell’anno un +5% di Pil. Un dato che in Italia è inimmaginabile e la sua decima parte è prevista fra due anni. I numeri han comunque un senso, una loro logicitá ed espressione; seppur sempre oggetti.Il mondo occidentale è diviso da due differenti visioni dell’economia e della politica monetaria. Da un lato il modello di stampo tedesco che ha come sua proiezione l’Unione Europea, dall’altro il modello neo keynesiano statunitense. Se un tempo l’Europa era il fulcro di politiche espansive e la culla di accademici e studiosi quali Federico Caffè e Popper, oggi è la casa dell’austeritá. Questo è il punto da tener presente poiché alla più grande crisi economica dopo quella del 1929, Stati Uniti d’America e Unione Europea hanno risposto in maniera differente, ciascuna con la propria visione.

 

La visione statunitense non ha precedenti storici all’interno del mondo americano. Tale visione ha risentito del genio e della scelta del Presidente Barack Obama di seguire l’esempio di grandi premi Nobel per le scienze economiche. Tali luminari delle scienze economiche sono Krugmam, Stiglitz e Sen. Al primo Barack Obama, in disaccordo con parte dei democratici, ha affidato l’impianto con il quale affrontare la crisi economica all’inizio del suo secondo mandato. Per comprendere l’impianto di questa visione economica basta leggere il libro ” Stop this depression Now! “. Libro inviso alla BCE e alla Commissione Europea e ormai sacra scrittura a Washington. Essendo l’economia nel computo dei risultati una scienza esatta gli Usa hanno abbattuto il modello rigorosta europeo. Il tutto grazie alla macroeconomia di stampo neokeynesiano e questo nel paese del turbo capitalismo è un elemento  di rotrottura con la sua stessa tradizione e ideologia capitalista.

Parlando di dati si è appena registrato nel quarto trimestre dell’anno un +5% di Pil. Un dato che in Italia è inimmaginabile e la sua decima parte è prevista fra due anni. I numeri han comunque un senso, una loro logicitá ed espressione; seppur sempre oggetti. Questi risultati più che mai soddisfacenti per l’Amministrazione Obama vanno a significare che nell’Unione è cresciuta la fiducia dei cittadini e lavoratori. Che dopo il rialzo di Wall Street anche le persone fisiche hanno riniziato a credere nel sogno americano.

Un sogno che nello scacchiere internazionale spesso vive di cecità e poca lungimiranza e la Siria e Ucraina ne sono esempio.  Un sogno che a Fergusson e New York è un incubo dato il nuovo conflitto razziale che riporta indietro tutti di decenni.

 

Un sogno americano che ora può tornare a essere il centro economico del mondo e che nella sua classe di economisti ha ritrovato vigore.  Un sogno che da una settimana può liberamente incontrarsi con la Cuba marxista e cattolica. E forse allora è un bel Natale negli Stati Uniti d’America.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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