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Sangue fatto in casa

Il campo dei film di genere è uno in cui si fa spesso fatica a orientarsi alla ricerca di perle nascoste. Probabilmente più colpito di altre “istituzioni” dalla concorrenza televisiva, si tratta pur sempre di una nicchia semi-emarginata i cui estimatori sono sempre meno di quanto si penserebbe, e che sposta quantità di pubblico molto oscillanti, rappresentando, con l’eccezione di alcuni film d’azione di alto profilo, un investimento non dei più sicuri. Il riconoscimento ai migliori autori nel campo tende anche ad essere alquanto in ritardo rispetto ai maestri cinematografici di più lago respiro che tra festival, statuette e quant’altro vengono nella maggior parte dei casi incensati ben prima che qualche nerd metta in piedi una campagna di rivalutazione di qualche supposto genio incompreso.

É quindi piacevole trovare non un solo regista degno di nota, bensì un intero gruppo di aficionados che lavorano spesso insieme in varie forme e sono riusciti a produrre negli ultimi anni diversi lavori di un certo pregio nel campo dei film di genere (e non solo). I registi di cui parlo sono Adam Wingard, Joe Swanberg e Ti West, tre trentenni americani che lavorano spesso a stretto contatto, l’uno recitando nei film dell’altro, per esempio, o realizzando insieme film ad episodi. L’approccio collettivo non è particolarmente significativo dalla prospettiva dello spettatore, ma lascia intendere una mentalità DIY che non può non affascinare, specie se associata al tipo di film di cui stiamo parlando, che spesso fanno del fare di necessità virtù un’importante prerogativa non solo pratica ma anche estetica.

Prendiamo per esempio l’ultimo film di Wingard che mi è capitato di vedere qualche giorno fa. Si intitola The Guest e racconta una storia alquanto inverosimile e volutamente strampalata di un ex-soldato appena congedato, il cui passato si rivelerà meno lineare di quello che inizialmente ci si vuole far credere. È un film piuttosto vecchio stile che per atmosfere, riferimenti e anche colonna sonora ricorderà alcuni film d’azione degli anni ’80, oltre che altri tributi più recenti che si rifanno allo stesso filone.

Non si tratta di un capolavoro, ma la dedizione alla causa del regista è evidente, e il lavoro da lui svolto nei confini di un budget che non sono riuscito a ricavare dalla rete ma che non posso pensare fosse faraonico è lodevole. Altri film del triumvirato che mi sento di consigliare, anche più di questo The Guest, sono You’re Next e The House of the Devil, ma più che indicare singole pellicole volevo in questo post dare spazio al “progetto” dei tre che con un po’ di fortuna riserva per il futuro anche più piacevoli sorprese di quelle che ci ha già saputo regalare.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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