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Blue since the day we parted: ancora Xavier Dolan

Giusto qualche settimana fa avevamo parlato di Xavier Dolan e di quello che all’epoca già non era più il suo ultimo film. Il suo ultimo film è però nel frattempo uscito in qualche sala romana e sono lestamente riuscito ad approfittare della gradita sorpresa festiva per dare un’occhiata a Mommy. Come il titolo lascia immaginare, il film si concentra su Diane, una madre vedova, e sul suo rapporto con Steve, il turbolento figliolo appena cacciato da una casa di recupero per aver dato fuoco alla cucina.

Come ormai ci si aspetta dal buon Xavier la manopola della drammaticità del film viene impostata ben presto al livello massimo e di lì si muoverà verso il basso solo in maniera estemporanea, spesso raggiungendo a sorpresa nuovi picchi che dopo l’ennesima scena straziante non si sarebbero pensati possibili. Questo tono, comune alla maggior parte dei suoi film, unito alla forte carica erotica che attraversa le sue pellicole fa pensare un po’ a un novello Almodovar, ma il cinema del maestro iberico è sicuramente caratterizzato da un senso dell’umorismo molto più spiccato. La scarsità di venature è forse la pecca che più si nota nella poetica del cineasta canadese, che sicuramente è in grado di dare intensità e impatto alle proprie scene, ma che ancora non presta ai dettagli e alle sfumature l’attenzione che distinguono il giovane talentuoso dal maestro consacrato.

Mommy non fa eccezione sotto questo punto di vista, nel senso che il regista non si risparmia assolutamente, e in questo ha senz’altro successo, nell’escogitare qualsiasi marchingegno per percuotere ed intimidire lo spettatore sotto il peso di situazioni, dialoghi e anche un certo senso di fisicità che è a malapena sostenibile quando raggiunge i momenti più intensi, ma ottiene tutto questo al prezzo di un ritmo decisamente poco elegante, di un appiattimento della maggior parte dei personaggi, e più in generale della sensazione diffusa di mancanza di lavoro di lima.

Si potrebbe argomentare che quando si cerca l’intensità sopra ogni altra cosa il lavoro di lima non serva o possa addirittura risultare controproducente, ma non credo sia questo il caso, un po’ perchè storicamente il melodramma è un genere di grande rifinitura formale, utile proprio a controbilanciare gli eccessi della scrittura, un po’ perchè, come dicevo sopra, Dolan è ancora ascrivibile alla categoria dei giovani talentuosi, e la sua impetuosità post-adolescenziale è destinata a scemare in qualche misura se continuerà a produrre film a questo ritmo, ed è più sensato pensare a questi lavori come il preambolo ad una carriera ancora di là da venire piuttosto che come ad opere compiute e mature.

Nel complesso il discorso resta lo stesso: il regista è molto giovane ma i segni di vitalità che emergono da questi suoi primi film mi fanno a questo punto aspettare l’esplosione da un momento all’altro. Non so se ci sono nuove uscite in programma per l’anno appena iniziato, ma incrociamo le dita.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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