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SALDI: Che tipo di compratrice sei?

“Buongiorno! Oggi iniziano i Saldi! Vieni a scoprire i nostri fantastici sconti fino al 50%!”. La prima cosa che ho visto stamattina è stata questo messaggio sul mio cellulare, corredato da una e-mail con lo stesso contenuto. Al di là del fatto che secondo me, visto che quest’inverno i negozi non hanno registrato grandi pienoni e che si prevede una spesa media a persona di 165 euro, avrebbero dovuto scrivere “sconti a partire dal 50%”, il messaggio è uno: oggi iniziano i saldi.

3 gennaio, la guerra all’acquisto stracciato quest’anno parte in anticipo. Secondo alcuni una pessima idea: “Una follia! L’hanno fatto solo per farci aprire in giorni di vacanza!” mi ha detto una commessa. In realtà una sanità mentale di fondo c’è. A metà gennaio la tua voglia di fare acquisti è satura, così come la tua voglia di cibo. Tra i buoni propositi dell’anno nuovo c’è “andare in palestra” e “non comprare più cose inutili”. A tuo marito o a tuo padre, è arrivato l’estratto conto delle spese di dicembre. Si lavora e l’idea di affrontare varchi e ZTL nella pausa pranzo non ti entusiasma. Ora invece sei ancora nell’euforia natalizia, un giretto in centro per cambiare qualche regalo può trasformarsi in un’occasione per dare uno sguardo alle vetrine. In ogni caso c’è il pienone di turisti.

Ognuna di noi ha un suo approccio allo shopping personalissimo. Tutte le categorie qui sotto sono tratte da storie e persone “non puramente casuali”, ma sono sicura che anche voi vi riconoscete in almeno uno stile di acquisto..

Le scientifiche. Ci sono quelle che questo post non lo leggeranno mai perchè dalle 9.59 sono fuori dalla porta del loro negozio preferito. Hanno puntato il loro acquisto da tutta la stagione, hanno studiato la planimetria del negozio e la disposizione dei capi. Pur di essere le prime aiutano anche gli inservienti a lavare per terra.

L’estete. Il principio di base è che per ottenere quello che vuoi devi vestirti in un certo modo. Con Jeans e golfone da Hermes o da Chanel i commessi neanche ti considerano. Se entri con una busta di Zara da Dior ti etichettano come una da 9,99 e non perdono tempo a servirti. Assurdo, classista e insensato ma in molti casi vero.

Le volubili. Quello che compreranno dipenderà dalla cortesia dei venditori, dal numero di persone che c’è nel negozio (mai faranno shopping in uno store vuoto dove si sentono osservate), da quello che c’è in vetrina, dal colore dei bollini

Le Cartoon. Un modello che mi sta bene? Lo compro in tutti i colori e in tutte le varianti. Il loro armadio è come quello di Pepper Ann: vestiti tutti uguali, ordinatamente disposti uno accanto all’altro

Le 99ers. Qualunque cosa a 9,99, 59,99, 199,99 le attira. Vanno alla ricerca dello scontatissimo, se l’abito è a più del 50% lo comprano a prescindere. Se non serve ora servirà in futuro. “Ma è un’occasione!” è il loro motto.

Le passeggiatrici. Non vanno in centro per fare shopping ma per fare una “passeggiata”. Non necessariamente comprano, anzi di solito nei negozi nemmeno entrano. Affollano le strade e “lento pede”, si suol dire, camminano per le vie dello shopping, si fermano, guardano le vetrine. Le passeggiatrici sono le acerrime nemiche delle scientifiche, che fanno puntualmente slalom tra la folla borbottando “supera! supera”.

Qualunque sia il vostro stile indossate scarpe comode e vestiti che potete togliere e mettere con rapidità poi buttatevi nella mischia.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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