Home / Musica / Heavy metal is the law

Heavy metal is the law

La mia vita di ascoltatore musicale è divisa in alcune fasce temporali separate tra loro in maniera piuttosto netta. A intervalli irregolari succede che la maggior parte della musica che sto ascoltando mi venga in qualche modo a noia, e che quindi per dare una scossa faccia una qualche forma di pulizie di primavera, che consistono solitamente nello svuotare l’iPod e cominciare a riempirlo evitando categoricamente qualsiasi cosa ci fosse sopra prima del “punto di rottura”. I benefici effetti di questa pratica sono molteplici: in primis mi trovo costretto più spesso di quanto credo accada alla maggior parte delle persone ad esplorare territori sconosciuti, con conseguente ampliamento di prospettive, in secundis riesco a lasciare a maggese alcuni campi onde evitare che l’eccessivo sfruttamento li porti ad inaridire.

Uno di questi campi, probabilmente il più rilevante, è quello del metal, che è stato la mia prima e più totalizzante passione musicale. Sono passato, ormai diversi anni fa, dal non ascoltare altro (piuttosto letteralmente) a non toccarlo con un bastone di due metri per motivi che non saprei spiegare, ma che probabilmente avevano a che fare più che altro con la foga di esplorare nuove aree che fino ad allora non avevo ancora toccato. Sto però al giorno d’oggi vivendo un certo ritorno di fiamma che credo sia solo in parte dovuto a motivi di semplice nostalgia e più al fatto che, contrariamente all’opinione comune, ci sono diversi ottimi motivi per continuare ad ascoltare metal oltre i 16 anni.

1) Più di ogni altro maxi-raggruppamento della musica popolare, il metal continua a rappresentare un microcosmo isolato, i cui contatti con le altre aree sono limitatissimi. La cosa non è positiva di per sè, ma il microcosmo di cui stiamo parlando è abbastanza grande da permettere innovazione e rimescolamento delle carte al suo interno, senza per questo diventare succube di mode e tendenze più o meno passeggere del “mondo esterno”.

2) L’intuizione che porta alla creazione di canzoni più melodiche è spesso inspiegabile, e la maggior parte delle band di musica pop nel senso un po’ più stretto del termine tendono a finire la benzina dell’ispirazione abbastanza in fretta. Il metal è un genere un po’ più scientifico, in cui il mestiere e l’esperienza possono, almeno parzialmente, sopperire all’entusiasmo dei giovani virgulti. Questo fatto spiega la pazzesca longevità di molte band storiche, oltre che l’elevato tasso di fidelizzazione dei fans, e c’è una notevole soddisfazione nel pensare che il prossimo disco di nonnetti come i Meshuggah sarà con altissima probabilità più interessante del secondo o terzo album del gruppo pop per cui ho preso una cotta l’anno scorso.

3) L’aura di sfiga e nerdismo che circonda l’intero microcosmo continua e continuerà ad essere molto più tiepida e rincuorante di qualsiasi imitazione ne venga fatta in altri ambiti. Il metal è un genere molto seguito, più di quanto si pensi, ma non è mai stato popolare se non in versioni estremamente bastardizzate, e al giorno d’oggi si può continuare a dire che in qualche modo rappresenti un bastione di genuino antiestetismo che magari non avrà effetti positivi sulla musica, ma credo che quantomeno ne prevenga alcuni di negativi che affliggono altri contesti.

Questo breve elenco probabilmente non basterà a creare nuovi convertiti, ma spero che possa servire a riavvicinare qualche figliol prodigo ipnotizzato dalle luci della ribalta.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

Check Also

album

L’album, una specie in via d’estinzione?

Una delle differenze più ovvie tra gli appassionati di musica casual e i nerd più ...