Home / Musica / Erik Satie: un anti-accademista in abiti di velluto

Erik Satie: un anti-accademista in abiti di velluto

Erik Satie è stato un personaggio estremamente bizzarro, dalle idee stravaganti e dai modi decisamente anticonformisti.

Introdotto alla musica quasi per caso dalla seconda moglie di suo padre, insegnante di pianoforte, il suo primo approccio con le sette note non fu affatto brillante: i professori del conservatorio lo ritenevano senza talento, tanto da portarlo ad abbandonare i suoi studi musicali per arruolarsi in regime di fanteria all’età di 18 anni.

Non gli servì molto tempo per capire che la vita dell’esercito non faceva per lui, così dopo qualche settimana si espose volontariamente al freddo provocandosi una pneumopatia e facendosi riformare.

La sua vera crescita artistica iniziò nel 1887, quando si trasferì a Montmartre, culla della più viva verve intellettuale dell’epoca. Fu per le stradine del quartiere parigino che strinse amicizia con artisti del calibro di Claude Debussy, Maurice Ravel, Paul Verlaine, Jean Cocteau e Pablo Picasso.

Le sue composizioni più preziose risalgono al suo periodo modernista, nel quale manifestò tutta la sua ribellione al classicismo tanto caro a tutti quegli accademici che lo avevano pesantemente screditato, ricorrendo ad una irriverente satira che spesso lo condusse in tribunale.

Il suo stile è difficilmente catalogabile; brani come le Gymonopedie o le Gnossienne restano ad oggi delle pagine a sé stanti della storia della musica, intrise di una filosofia musicale tanto complessa, quanto semplice risulta la loro esecuzione.  Numerose furono le sue innovazioni, addirittura, avventurandosi tra le opere di Satie, è possibile imbattersi in strumenti fino ad allora mai utilizzati in musica (come sirene o macchine da scrivere).

Indiscusso è il peso che l’arte di Satie ebbe sui suoi “eredi musicali”: l’ambiguità armonica delle Gymnopedie sconvolgerà profondamente l’animo di Debussy, tanto da andare a costituire il ponte del suo passaggio dal simbolismo all’impressionismo; il balletto Parade, nato dalla collaborazione di Satie con Cocteau e Picasso, affascinerà a tal punto i musicisti del tempo, con la sua commistione di generi che vanno dal jazz alla musica da circo, da divenire la struttura portante del circolo musicale conosciuto come Gruppo dei Sei.

Per quanto riguarda l’uomo Erik, i suoi comportamenti erano all’altezza delle sue composizioni, eccentrici e stravaganti. Abitava in un appartamento che egli chiamava “L’armadio”, composto di due stanze, una delle quali era sempre chiusa, per custodire (come si scoprì dopo la sua morte) un’enorme quantità di ombrelli, che Satie collezionava e ai quali teneva così tanto da non volerli usare.

Era letteralmente fissato con il numero 3, probabilmente un residuo della sua frequentazione, in gioventù, di sette e ordini.

In un periodo di profondo misticismo, decise addirittura di fondare una sua chiesa, l’Église métropolitaine d’art de Jésus-Conducteur, della quale però fu l’unico adepto.

Aveva inoltre una passione per l’abbigliamento: prediligeva gli abiti di velluto e aveva un gran numero di completi tutti uguali.

Insomma, un personaggio estremamente affascinante, un musicista che può essere solo in parte compreso ascoltando i suoi lavori, un artista la cui bizzarria lasciava spesso spiazzati anche i più irriverenti degli artisti di quel periodo. Un perfetto esemplare della belle epoque. In abiti di velluto.

About Pasquale Scognamiglio

Pasquale Scognamiglio
Aspirante chirurgo con il vizio del pianoforte. Ben lungi dall'essere un musicologo, preferisco definirmi come uno a cui piace parlare di musica, che, lo diceva Miles Davis, insieme alla vita è una questione di stile. Oop bop sh'bam. Ho detto tutto.

Check Also

playing for change

Playing for change, un messaggio di pace dalle strade del mondo

Playing for change è un progetto che prova quanto la musica sia in grado di ...