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Quando si decide di diventare uno Stilista: H.C. 1988 è la scommessa di un Sir molto italiano

Seduti in uno dei tanti American bar all’amatriciana di Roma, tra un un Martini e l’altro, il mio interlocutore mi svela un segreto; una cosa che non avrei mai sospettato: “Ma lo sai che la pelle di lucertola in realtà è per la maggior parte pelle di armadillo? Hai presente l’animale no?” – “Certo che si” – Annuisco incredulo.

Abito blu monopetto, tre bottoni stirato a 2, spalla alla napoletana, sempre, orlo ponderato, senza esagerazioni, camicia bianca con un collo tagliato a maniera, sbottonato, occhiali tondi di radica, un impermeabile modello Bogart in Casablanca poggiato sulle spalle; Federico De Peppo mi racconta come gli è saltato in mente di mettersi a fare lo stilista, lui, compagno di liceo ritrovato per caso sulla “via”, che di moda se ne è sempre interessato poco, e quando tutti i suoi coetanei adolescenti facevano la fila davanti agli stessi negozi per comprare capi tutti uguali , vestiva solo tenute da tennis scuola Nicola Pietrageli. Per stare comodo ed essere pronto per gli allenamenti. Poi l’iniziazione; “quando sono andato per la prima volta da un sarto a farmi confezionare una camicia come volevo io ho capito tante cose, una tra queste e’ stata la voglia di creare”.

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Formazione accademica in Haute couture, qualche master di styling e design, un’innata idolatria per Karl Lagerfeld e la voglia di scommettere su se stesso con il suo brand: HuitCinq 1988. “L’eleganza, è una dote senza la quale, il mondo sarebbe un luogo invivibile.” – recita, e io non posso dargliene torto. Ha iniziato disegnando borse da donna, cose che si vendono, ha avuto una buona risposta del pubblico femminile e allora ha pensato che se riusciva ad accontentare una signora, forse, era il caso di occuparsi anche degli uomini, che sono così sbadati in materia. Piccola pelletteria con pelli pregiate, pochette fantasia, ma sopratutto cravatte: 7 pieghe sfoderate, in seta, rigorosamente tagliate a mano e si misura. Pezzi unici praticamente. Mi confessa trattenendo a stento la fierezza, ma raccontandomi anche la fatica. La fatica che fa un piccolo brand emergente nel mercato e nel pianeta moda, un asteroide più che altro, che orbita per lo più dove i grandi pianeti chiamano. A detta sua i favoritismi nel campo della moda sono secondi solo alle Municipalizate. Dove hai studiato o quello che disegni conta poco se non trovi l’aggancio giusto.. Però io inseguo il sogno, dice.

Se gli si domanda qual’è il suo tipo di cliente ideale, a chi si rivolge, risponde semplicemente: “Chiunque sappia farsi un bel nodo alla cravatta”. Made in Italy? – “Si lo sono, rigorosamente, cucio tutto io a mano, scelgo personalmente i pellami e lo pubblicizzo pure, ma ormai ci marciano tutti e troppo, anche a discapito della vera eccellenza del Made in Italy, lo sai anche tu..” – Convengo con lui, e scambiamo due parole sulle inchieste recenti, ma glissa – “Fammi arrivare a quei livelli, poi ti dico come girano veramente le cose, e se il gioco vale la candela.”

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Io per ora mi limito a fare come mi hanno insegnato: prendo un taglio di pelle pregiata, un gesso, traccio le linee che ho immaginato e creo. Come un sarto fa con un abito. Questo sicuramente differenzia me e tanti miei colleghi dal resto del mercato, dominato dalle grandi produzioni di massa, in serie, anche degli oggetti che ci vengono spacciati come di “un certo pregio”, io vi offro una cosa unica, un pezzo di me.

Federico è una goccia nel mare, anzi no, mi correggo, Federico è parte di una corrente, la corrente di chi nel campo della moda vuole ricominciare dai fondamentali: tanti giovani con la devozione per le buone abitudine del passato e tanto fiducia nel futuro, anche del nostro paese. Del resto cosa c’è di più bello di un uomo ben vestito? Un uomo ben vestito con un’idea in tasca.

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About Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
Aspirante giornalista, scrittore e acclamato mondano. La mia massima aspirazione è quella di conoscere la verità e l'essenza di tutto ciò che mi circonda, del resto "VI VERI UNIVERSUM VIVUS VICI". Mi interesso di attualità, storia, moda, costume e sociologia. Amo la letteratura, il cinema, viaggiare, la fotografia, il whisky invecchiato e l'alta sartoria. Credo fermamente nel pensiero di Bukowski: "La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto."

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