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Tim Buckley – Goodbye and Hello

Tim Buckley, nell’Agosto di un 1967 che non aveva ancora finito di regalare al mondo tutti i suoi dischi fondamentali, licenzia per l’Elektra “Goodbye andHello”, il secondo album della sua sottovalutatissima carriera.

Partendo dal solco lasciato da Bob Dylan con “Blonde on Blonde”, Tim Buckley, che continua il sodalizio con il poeta Larry Beckett, presenta un album con arrangiamenti stupefacenti, massima espressione di un cantautorato che riesce ad essere psichedelico con un’originalità che non ha alcun eguale nella storia nella musica. L’album se da una parte vuole porsi come summa di una certa tradizione autoriale, da un’altra lo rinnega, anticipando gli umori disperati e allucinati dei dischi successivi.

L’unicità di questo disco è certificata dal meraviglioso terzetto centrale “One I Was”, “I Never Ask To Be Your Mountain” e “Phantasmagoria in Two”, tre dei brani più ispirati dell’intera carriera del tormentato autore. “I Never Ask To Be Your Mountain” è un tribale e psichedelico addio alla moglie e al figlio (Jeff, ndr), una tormentata liberazione soffocata da una lancinante malinconia di fondo. “Once I Was” e “Phantasmagoria in Two” sono due magnifiche canzoni d’amore folk, ancora non drogate come le stranianti ballate a cui l’autore dedicherà la seconda parte della sua carriera.

Organetti, harmonium, clavicembali, violini usati con eccentrica genialità all’interno dell’album non fanno che piegarsi ai virtuosismi vocali di Buckley, che sembra sempre sul punto di lasciarsi andare, salvo poi riprendersi con un eleganza distaccata. Un album ancora a metà del guado, che anticipa solo in parte i toni degli album successivi. Buckley si offre malinconico ma composto, lontano dai fragilissimi e meravigliosi crolli che permeeranno la drammatica trilogia  folk-jazz, che si chiuderà nel 1970 con “Lorca”,

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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