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Armageddon Gigolo: a chain of sperm and blood

“Through your body I’ll discover the drug
That will mortify my existence
Through the suffocation I implore
That blasphemy named liberty”.

Oggi ho un’immagine fissa in mente: un corpulento uomo tra i ventie i trenta che sgraziatamente si ciba di puff al formaggio, che candidamente biascica – coni resti di patatine che gli cascano dalla bocca, in un insieme di saliva e formaggio – che in Italia non sono mai usciti bei dischi. Immagino costui che ogni fine settimana va in una di quelle serate dove puoi rimorchiare solo se sei un fico, o quantomeno se si è un minimo in forma, magari aspettando l’ubriachezza molesta di qualche ragazza insicura. Un tizio del genere non saprà mai che nel 2006, in Italia, a Roma, è uscito “Armageddon Gigolo” degli Spiritual Front.

 

Riuscendo a svincolarsi dalle asfissianti etichette di dark, neo-folk, e cercando anche di allontanarsi musicalmente da una scena che diventava sempre più autoreferenziale, gli Spiritual Front riuscirono a darsi con questo terzo album una forma unica e irripetibile.

Autodefinendo il loro genere “nihilist suicide pop”, gli Spiritual Front, in “Armageddon Gigolo” suonano in un grottesco cabaret, in cui l’erotismo ‘deviato’ ( se ancora significa qualcosa) permea ogni singolo pezzo. Simone “Hellvis” Salvatori, fondatore e mente della band, in questo lavoro riesce a trovare la bramata sintesi fra pop decadente e arrangiamenti cinematografici. Le magnifiche aperture orchestrali vengonono quasi mortificate dal tono sensuale, torbido, solo a volte apocalittico di Salvatori, che descrive la sessualità con una tensione colma di incoerenti massime, quasi come se rinnegasse più volte se stesso. Ora impotente innamorato, ora monolitico profeta.

 

L’album gode di una coerenza complessiva straordinaria. E’ inevitabile calarsi nelle torbide immagini che Salvatori racconta, costingendo l’ascoltatore al voyeurismo, o in alcuni casi, a essere oggetto delle private pratiche sessuali, divise fra bramosia sessuale e amore. Nonostante l’album goda della presenza di tre, quattro pezzi che hanno permesso agli Spiritual Front di essere una delle band italiane più considerate oltre confine (su tutte “Slave”, “Bastard Angel”, “I walk the (dead)line”, “Jesus died in Las Vegas”, e “Love through vaseline”), “Armageddon Gigolo” ha il merito di catapultarti senza difficoltà nelle sue ambientazioni. Ascoltare per credere.

 

 “Jesus died in Las Vegas
And here the lights all have the taste
Of all his blood, pain and regret
Jesus died in Las Vegas
And he died with the arrogance
Of who feels loved, feels loved and betrayed “

 

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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