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L’essere diverso: è giusto o sbagliato?

Tante sono le frasi in questo film che possono veramente meravigliarti, suscitando emozioni, pensieri, ricordi e domande; la cosa più importante è che aiutano al discernimento della vita. Ognuno di noi è unico, non possiamo essere uguali a un’altra persona, sebbene sia un modello. Dobbiamo decifrare il nostro “verso” in mezzo a un mondo che ci abbaglia di luci.

“Qual è il tuo verso?”; “hai mai fatto discernimento della tua vita?”; “Chi vuoi essere in questo mondo?”.

diversitàSono domande che sono rimbalzate nella mia mente vedendo questo film. Naturalmente le risposte non possono essere trovate nei libri, ma devono essere ricercate dentro di noi, dentro il nostro essere, la nostra vita.

Keating rompe gli schemi del conformismo e aiuta alla libertà creativa, quella che si nasconde in ognuno di noi: “Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se anche non abbiamo l’energia, che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi, unica ed eguale tempra d’eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere”.

Non è mai tardi per fare qualcosa di straordinario nella nostra vita, rompere gli schemi, andare alla ricerca di quel qualcosa che ci meraviglia e a sua volta ci rende veramente liberi.

Sorge la domanda: Cosa può realmente rendere liberi?

A questa domanda ci risponde Gesù quando dice: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 1,6) e poi ancora “La verità vi rende liberi”(Gv 8,32). Gesù ci invita ad andare più in là dell’orizzonte, ci accompagna incontro al nostro “destino”, ma soprattutto ci invita ad andare alla ricerca di questa verità che può essere trovata solo uscendo dal conformismo. Esistono anche delle guide che ci aiutano a camminare. Una guida che apre il nostro pensiero, un po’ come il prof. Keating che fa salire i suoi alunni sopra la cattedra per stimolarli a cambiare la loro percezione della realtà, che non sempre è come ci viene descritta o imposta. Oppure una guida come Gesù, che con i suoi insegnamenti ci prepara sia ad affrontare il nostro destino ma soprattutto a sceglierlo ed esserne protagonisti.

Purtroppo la realtà di oggi nasconde queste guide e per questo i ragazzi, non avendo più stimoli, si sentono inutili, si arrendono, si sentono incapaci di affrontare i “limiti” che la vita chiede di affrontare.

Nel film esistono diversi personaggi che ci possono aiutare ad assimilare questi concetti.

Il professore Keating, è una persona che comprende quali sono i problemi degli studenti e cerca di aiutarli. La sua libertà interiore fa la diversità, apre nuovi orizzonti, li aiuta a studiare per la vita e non per un titolo, gli fa amare la vita e i loro sogni, suscita curiosità; ma, ciò che più conta, aiuta i ragazzi a raggiungere una maturità interiore grazie al lavoro che ciascuno fa.

Neil è un ragazzo studioso. La sua intelligenza entra in contrasto con il padre, prototipo dell’uomo che si agita senza senso, quindi autoritario, espressione di un mondo appiattito. Con la conoscenza del prof. Keating, inizia la sua maturazione personale; meravigliato, comincia un camino che va oltre “l’orizzonte”, si sente padrone della sua vita. Inizia a prendere decisioni che non sono condivise dal padre. E’ diventato il “capitano” della sua vita, tanto da decidere di togliersi la vita. Con questo gesto risponde al padre “preferisce morire piuttosto, che essere come una marionetta”, scelta che per può essere sbagliata ma libera.

Altra figura che ritengo molto importante è quella del padre. Appare come un genitore preoccupato per l’educazione del figlio, vive in una società conformista che non lascia la libertà di scelta. Vive in modo sistematico (vedere la scena dove sistema le pantofole), in cui l’ordine esteriore è più importante di quello interiore, non riesce a capire, impone sempre più limiti alla crescita personale e creativa del figlio.

Questo film è una critica al conformismo che propone uno stile di vita piatto e senza speranza in cui le persone sono vuote interiormente; non emerge l’unicità che ciascuno ha; mette dei limiti al pensiero; non va oltre a quello che per la società è giusto; non rompe gli schemi.

In questo film il regista propone di superare gli schemi che la società ci impone e cerca di far emergere in noi la coscienza di essere creati da Dio come persone uniche e irripetibili.

Le diversità culturali, razziali, linguistiche, non sono dei limiti alla nostra libertà, al contrario aprono i nostri orizzonti.

Ci sono tantissime altre domande che questo film ci suggerisce, altri aspetti da meditare, per esempio la timidezza di Todd Anderson che poi sarà il primo salire sulla cattedra come a dire “grazie Professore, io ho capito la lezione”. Sta a ognuno di noi scoprire e meditare altri aspetti.

“Può essere rischioso essere diverso nel mondo di oggi?”.

 

About Michele Allegramente

Michele Allegramente
Attualmente studia filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana. I suoi ambiti di studio sono Metafisica e Fenomenologia. Di recente ha svolto un lavoro intitolato "Al bivio della fenomenologia. Due sentieri agli antipodi", in cui ha svolto un confronto tra E. Husserl e J.L. Marion. Sta svolgendo una ricerca sull'Assoluto e l'eventuale relazione tra filosofia e teologia.

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