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Elezioni Israele, nuovo trionfo della destra

Al termine di un’amara e combattuta campagna elettorale conclusasi ieri, il Primo Ministro uscente Netanyahu ha sorprendentemente vinto le elezioni in Israele, sconfiggendo la sinistra di Herzog. 

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I risultati­– Benjamin Netanyahu è stato riconfermato Primo Ministro e il suo partito, Likud, si è garantito 30 seggi nel Knesset, il Parlamento Israeliano. Questi i risultati delle elezioni presidenziali 2015 in Israele.

La vittoria di Netanyahu giunge per i più inaspettata, dopo che recenti sondaggi avevano indicato il partito di destra Likud in svantaggio rispetto a Zionist Union, il partito di sinistra governato dal più grande avversario di Netanyahu, Isaac Herzog.

Zionist Union ha ottenuto 24 seggi parlamentari, sei in meno rispetto a Likud.

A seguire, con 14 seggi, la lega dei partiti arabi, la Joint Arab Coalition, composta dai quattro più grandi partiti palestinesi di Israele. Il risultato ottenuto dalla Joint Arab Coalition, terza in numero di seggi parlamentari, è sorprendentemente positivo: infatti, nonostante queste elezioni rappresentino solamente la prima occasione in cui i partiti arabi si sono coalizzati, la loro unione ha già riscosso un discreto successo tra i cittadini di Israele.

Al quarto posto, con 11 seggi, il partito di centro Yesh Atid, capitanato dall’ex ministro della finanza Yair Lapid.

Kulanu, il partito di centro-destra fondato dall’ex esponente di Likud Moshe Kahlon, ha ottenuto dieci seggi, seguito dal partito di destra nazionalista Jewish Home (8 seggi) e dai due partiti di stampo religioso Shas e United Torah, entrambi in Parlamento con sette seggi.

Infine, alla destra ultra-nazionalista di Yisrael Beitenu e alla sinistra di Meretz sono stati rispettivamente assegnati sei e quattro seggi.

 

Le reazioni– Il Primo Ministro Netanyahu ha commentato la sua vittoria su Twitter, esprimendo gratitudine a coloro che lo hanno votato. “Farò qualsiasi cosa in mio potere per assicurare il benessere e la sicurezza dei cittadini di Israele,” ha aggiunto il Primo Ministro, in un secondo tweet.

Anche Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha usato Twitter per esprimere le proprie congratulazioni a Netanyahu.

In un comunicato stampa ufficiale, tuttavia, la Mogherini ha enfatizzato la primaria necessità per il nuovo governo di raggiungere accordi riguardo al conflitto tra Israele e Palestina, reo di aver già “privato troppe generazioni di pace e sicurezza.”

Herzog ha dichiarato di essersi congratulato con il suo avversario ma, al contempo, ha descritto Zionist Union come una “voce alternativa” all’interno del panorama politico di Israele, lasciando intendere di non contemplare l’idea di una coalizione con Likud.

Secondo quanto riportato da Israel Radio, Shelly Yacimovich, tra i membri più senior di Zionist Union, avrebbe parlato con Herzog a seguito della sconfitta e il leader del partito avrebbe confermato apertamente l’idea di voler far parte dell’opposizione.

Anche altri politici di Zionist Union hanno escluso l’idea di una coalizione: Stav Shaffir ha scritto sulla sua pagina Facebook che il partito “ servirà il popolo dall’opposizione.”

I politici di Zionist Union non sono gli unici a non gioire della vittoria di Netanyahu.

Saeb Erekat, per anni a capo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), ha accolto con durezza la rielezione di Netanyahu. “Questi risultati mostrano la vittoria di una campagna basata sul razzismo, sull’apartheid e sulla negazione dei fondamentali diritti umani dei Palestinesi,” ha commentato Erekat. Il noto negoziatore palestinese ha inoltre giudicato la comunità internazionale come parzialmente responsabile del successo elettorale di Netanyahu. “La vittoria di Likud non sarebbe stata possibile se la comunità internazionale avesse agito prima a proposito delle sistematiche violazioni del diritto internazionale effettuate da Israele,” ha aggiunto Ereket.

 

La coalizione– “La realtà quotidiana del nostro Paese non ci consente il lusso di procrastinare: i cittadini di Israele hanno il diritto di aspettarsi che formiamo sin da subito un governo che li tuteli negli ambiti della difesa e dell’economia.”

Con queste parole,  poche ore dopo la sua vittoria, il Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la volontà di creare immediatamente un governo di coalizione a beneficio dei cittadini.

Il nuovo governo sarà composto prevalentemente da partiti di destra e Ortodossi.

Netanyahu ha affermato di essersi già consultato con i leaders di Jewish Home, Kulanu, Yisrael Beiteinu, Shas e United Torah Judaism, i partiti che il Primo Ministro intende coinvolgere nella nuova coalizione.

In questo modo, Netanyahu controllerebbe la maggioranza dei seggi nel Knesset (67 su 120).

 

 

 

 

 

 

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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