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Dolce&Gabbana: Viva la mamma era più che una sfilata

 

..era una dichiarazione di intenti, una scelta consapevole, una sfida.

Continua a colpi di hashtag la battaglia sui “figli sintetici”scatenata dalle dichiarazioni degli stilisti Stefano Dolce e Domenico Gabbana. Entrambi omosessuali, in un’intervista al settimanale Panorama hanno affermato di essere contrari alle adozioni da parte dei gay.

Dolce e Gabbana, viva la famiglia tradizionale

“I figli sintetici non mi convincono”. Questa frase di Dolce ha scatenato oltre 24mila tweet in 24 ore e centinaia di polemiche, sui social e fuori. Alle proteste del cantante Elton John che ha lanciato in rete l’hashtag #BOICOTTADOLCEGABBANA, gli stilisti hanno risposto: “Boicottarci per cosa, perché non la pensiamo come voi? Siamo nel 2015, questo è medievale”.

Stefano Gabbana gli avrebbe dato anche del “fascista” su Instagram: “Vedo che ci sono anche in rete i gay omofobi” ha dichiarato poi al Corriere della Sera. Subito dopo ha lanciato #BOICOTTAELTONJOHN

In un’intervista esclusiva alla Cnn, D&G hanno spiegato di rispettare il modo di vivere di tutti, compreso di chi decide di avere figli in provetta. Ma, dicono, anche gli altri dovrebbero rispettare le differenze di opinione: “Ognuno deve scegliere ciò che vuole, questa è la democrazia”. Nonostante ciò si è alzato un vero e proprio polverone mediatico.

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Le dimissioni di Giuliano Federico, che era alla guida del giornale dei due stilisti, è solo l’ultima di una serie di reazioni di esponenti del mondo della moda e dello spettacolo. Ora anche molti politici fanno a gara per esprimere la loro idea.

LE REAZIONI DELLA POLITICA – Il senatore Carlo Giovanardi, paladino della famiglia tradizionale, ha paragonato i “talebani gay” a nazismo e comunismo: “Nel secolo scorso aberranti ideologie hanno massacrato interi popoli; questo secolo si apre con un violento attacco al diritto naturale, con metodi squadristi di aggressione a chi non condivide un ritorno a forme di schiavitù e di sfruttamento della povertà e della disperazione.” Ha scelto l’ironia Vladimir Luxuria: “Forse adesso per la pubblicità del profumo Dolce e Gabbana al posto di quel modello bellissimo metteranno Giovanardi. Spero di no”, ha commentato a “La Zanzara” su Radio 24. Si tratta invece di “dichiarazioni coraggiose” e ”libertà d’espressione”, secondo Roberto Formigoni. “Io sto con Dolce e Gabbana. Elton John è un talebano”, ha detto il senatore del Nuovo centrodestra.

Il giornalista Tommaso Labate, scrive su facebook che Dolce e Gabbana hanno riportato matrimoni e adozioni gay al centro del dibattito politico. In rete invece l’attenzione è concentata più sui commenti di star e celebrità che sul vero contenuto dell’intervista.

L’INTERVISTA –  Nell’articolo della discordia pubblicato su Panorama, Dolce esprimeva alcuni suoi pensieri in merito alla fecondazione assistita e alla pratica dell’utero in affitto. In particolare aveva detto:

“Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni”. E poi: “Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”. Sul tema, Stefano Gabbana era più possibilista.

dg10-300x215LA REAZIONE DI ELTON JOHN –  Le parole di Dolce non sono piaciute al cantante inglese Elton John che ha invitato a boicottare i prodotti dei due stilisti italiani. La popstar è sposata con David Furnish e ha due bambini, concepiti grazie alla fecondazione artificiale e all’utero in affitto. Così, attraverso i social network, ha scritto:

“Come osate riferirvi ai miei splendidi figli come sintetici? Vergognatevi di aver puntato il dito contro la fecondazione in vitro, un miracolo che ha consentito a legioni di persone che si amano, sia eterosessuali sia gay, di realizzare il loro sogno di avere figli. Il vostro pensiero arcaico è fuori dal tempo, come la vostra moda. Non indosserò più abiti di Dolce & Gabbana”.

#BOICOTTADOLCEGABBANA – A dar manforte a Elton John sono poi arrivati messaggi simili da parte di Courtney Love, vedova di Kurt Cobain (“Ho appena raccolto tutti i miei vestiti Dolce e Gabbana e li voglio bruciare”), la tennista Martina NavratilovaRicky Martin. Stilisti, cantanti, attori, valanghe di tweet e commenti su facebook. Milioni di persone hanno espresso la loro posizione a favore o contro “i figli sintetici”. Solo nelle prime 24 ore, l’hashtag #boycottdolcegabbana, lanciato dagli stilisti sui social ha scatenato quasi 29mila tweet, che hanno raggiunto un’audience potenziale di 50,3 milioni di utenti secondo quanto calcolato da un’analisi di Reputation Manager.

IL POST DI PARISI – “Ci sono migliaia di mamme famose (Celin Dion, Mariah Carey, Nicole Kidman, Brooke Shields, Sarah Jessica Parker, Emma Thompson, Christie Brinklie, Jennifer Lopez, per non parlare della “musa ispiratrice” delle tue collezioni) e non, che grazie alla scienza moderna, hanno potuto esaudire il loro desiderio di maternità e donare il loro amore di madri. Nessuna di loro ti ‘convince’?” ha scritto su facebook la showgirl Heather Parisi, madre di due bambini nati grazie all’aiuto della scienza.

LA STAMPA ESTERA – La notizia è rimbalzata anche sui giornali esteri. Il quotidiano francese Liberation e il settimanale tedesco Stern hanno riportato l’intervista. La spagnola ABC.es ha sottolineato il “pensiero arcaico” dei due stilisti. Secondo il quotidiano Usa,Washington Post, le dichiarazioni rilasciate dai due stilisti getterebbero una nuova luce anche sulla loro ultima collezione autunno-inverno 2016, intitolata proprio “Viva la mamma”. Infine l’inglese The Guardian ricorda un’altra polemica italiana analoga. A settembre 2013, l’imprenditore Guido Barilla era stato costretto a scusarsi pubblicamente dopo aver rilasciato un’intervista a La Zanzara di Radio 24 in cui si dichiarava a favore della famiglia tradizionale.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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