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Dead Bouquet: molto ma molto rock

Sbirciando tra le novità degli ultimi tempi, scovo un gruppo tutto da ascoltare per gli amanti del rock, quello “vero”.

Loro sono i Dead Bouquet, un trio di emergenti composto da Carlo Mazzoli Daniele Toti e Alberto Cr

11136984_10152840760783716_1042923807_noce, tre ottimi musicisti che si sono cimentati in 13 tracce strabilianti per gli amanti del genere. Chitarra 12 corde, basso e batteria, un classico intramontabile.

C’è del folk e c’è della psichedelia, mischiata ad una voce calda e groove nel loro “As far as I know”.

L’album è uscito lo scorso Ottobre ed è una realtà che val la pena di scovare per gli appassionati.

I tre son stati prodotti da Paul Kimble, bassista dei Grant Lee Buffalo gruppo da cui ha tratto ispirazione la band il quale ha anche affiancato in studio i ragazzi come polistrumentista.   La collaborazione più celebre probabilmente è quella però del mastering engineer Joe Gastwirt, che ha collaborato con artisti come Bob Dylan e i Pearl Jam che in questo album ha supervisionato il mastering. Un album quindi registrato in Italia, mixato a Seattle negli U.S.A. e arrivato a noi.

Come abbiano fatto questi ragazzotti laziali ad arruolare questa bella squadra non sappiamo ma il lavoro c’è e si sente.

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I Dead Bouquet sono apparsi sulla scena dal 2012 suonando live in numerosi concerti della zona e il loro sound molto deciso ha convinto, oltre che i loro preziosi collaboratori oltre oceano, anche molti ascoltatori nostrani. Usciti con etichetta indipendente, neanche a dirlo e totalmente fuori dal mainstream.

 

Il singolo uscito “Nobody’s sky” merita un ascolto e forse anche qualcosa di più. Buona musica e buon rock.

Simona Gaudiosi

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