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Tsipras l’uomo in più di Putin

 

La Madre Russia ha da  sempre un appeal particolare sui leader della sinistra socialista autentica. Nell’attuale assetto liberista incentrato sul riconoscimento di fatto dell’economia di mercato come fondamento della struttura sovranazionale UE, l’unico leader di quel mondo che ha le sue origini nel neo marxismo è Tsipras. A differenza di molti leader europei la sua autentica predisposizione al socialismo non è capace di spiegare l’importanza del passo economico e geopolitico che la Grecia si appresta a fare.

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Infatti, Tsipras ha modificato l’attuale assetto europeo del gas aprendo la strada alla partecipazione della Grecia a una pipeline russo-turca dopo lo stop al progetto South Stream. È questa una delle conclusioni dell’incontro durato circa due ore e mezzo al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin e il premier greco. La visita di urgenza del Segretario di Stato statunitense John Kerry dopo le minacce di aprire alla Russia lo scorso febbraio assume un senso profondo. Perché energia significa in primis un partenariato geopolitico. Ora Merkel, Hollande e Renzi dovranno indubbiamente cercare di recuperare una frattura così ampia nella zona di interesse occidentale, in special modo per gli Stati Uniti d’America. Infatti, era dai tempi della Jugoslavia di Tito che la Russia non otteneva a ovest di Cipro un partner.

L’incontro tra Tsipras e Putin si è incentrato sulla crisi ucraina, e soprattutto sulla cooperazione energetica. La Grecia «è interessata alla realizzazione di un prolungamento della pipeline che porti il gas russo in Europa» ha detto Tsipras, un riferimento alla partecipazione di Atene al progetto di gasdotto che attraverserà la Turchia: ogni Stato membro, ha precisato, «ha diritto a firmare accordi bilaterali in campo energetico». Questo progetto può assicurare la «sicurezza energetica rispettando le regole sia della Grecia che dell’Unione Europea». Tsipras ha più volte sottolineato che la Grecia, pur facendo parte dell’Unione Europea, è un Paese sovrano e quindi ha il diritto di tutelare i suoi interessi nazionali in linea «con il suo ruolo geopolitico di Paese mediterraneo e balcanico». Atene, ha detto, è contraria alle sanzioni imposte dalla Ue a Mosca, una forma di «guerra economica» che non condivide affatto: spero, ha affermato, che sorga «una nuova primavera nelle relazioni tra i nostri due Paesi».

In cambio della partecipazione e messa a disposizione del proprio territorio Atene ha chiesto forti aiuti economici sotto forma di anticipi ai lavori. Una tecnica già sperimentata dalla Grecia nella vendita del Porto del Pireo a una società cinese. La Grecia ha un forte e disperato bisogno di aiuti o entrate per tener fede agli impegni presi. Non tanto nella tipologia di politiche economiche impostali, quanto più nei confronti dei sottoscrittori dei suoi titoli di Stato.

 

In questo quadro se Troika e il trio Merkel – Hollande – Renzi credevano di stringere nella loro morsa le aspirazioni di Alexis Tsipras e di un Paese stremato; ora dovranno correrre ai ripari. Ma, come sempre, l’incapacità europea dell’ultimo secolo, sarà rimessa in piedi da Washington. Washington che dopo il successo di Obama a Losanna sul Nucleare Iraniano dovrà recuperare al caos mediterraneo ampliato dai suoi alleati, con Mosca che si riprende le sue rivincite su chi le ha imposto sanzioni. Ma, si sa che quella greca è una delle tante battaglie in una guerra tra Usa-Nato e Russia-Cina ormai globale.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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