Home / Playground / Elementary OS, Linux con eleganza

Elementary OS, Linux con eleganza

Sono ormai un paio d’anni che ho sostanzialmente abbandonato Windows per Linux. Ogni tanto temo di essere diventato un po’ un testimone di Geova al riguardo, ma la maggior parte delle (ok, non molte) persone che ho convinto a fare il salto sono rimaste soddisfatte, e considerando che le percentuali di utlizzo dei sistemi operativi fondati sul pinguino sono ancora risibili, credo che un po’ di propaganda non possa fare troppo male.
Oggi in particolare vorrei parlare di quella che in questi anni è stata di gran lunga la mia versione di Linux preferita, quella che ho usato per più tempo e che mi ha definitivamente fatto innamorare delle possibilità della piattaforma: elementary OS.
Proprio questa domenica è stata ufficialmente rilasciata la nuova versione stabile 0.3, nome in codice Freya, e non potrebbe esserci dunque momento migliore per mettere in mostra i passi in avanti fatti rispetto alla versione precedente.
Quello che va detto innanzitutto di eOS è che punta molto sul design, in una maniera che raramente capita di osservare nella maggior parte delle altre distribuzioni. Facendo di necessità virtù molti sistemi basati su Linux prioritizzano la funzionalità piuttosto che l’aspetto estetico del software, e se ci sono sicuramente diversi esempi contrari a questa tendenza, specie tra le distribuzioni più mature e popolari, nessuno fa della gradevolezza estetica e dell’eleganza del design un punto centrale della propria filosofia come elementary OS. Ispirandosi per certi versi al linguaggio di design dei sistemi operativi della Apple, elementary è riuscita in brevissimo tempo ad imporsi come una forza creativa indipendente, ritagliandosi una crescente nicchia nel panorama open source.

elementary os

Oltre ad un ulteriore raffinamento degli elementi estetici la nuova versione porta però una serie di miglioramenti che già mi rendono impossibile pensare di tornare indietro, e pur non essendo ancora disponibili alcuni “ritocchi” che su Luna (la versione precedente) ritenevo indispensabili, il saldo netto è sicuramente positivo, e non dubito che le migliorie di cui sopra saranno implementate per Freya in tempi ragionevoli.
La prima caratteristica che salta all’occhio è la migliorata integrazione della applicazioni di default che vengono fornite “out of the box” con l’installazione del sistema. Puntando molto sull’uniformità del design, il team di elementary tende a selezionare con estrema cura questi default, molti dei quali sono fatti in casa specificamente per integrarsi con eOS, e se in passato ero un po’ restio ad adoperare alcuni di questi strumenti, da quando ho installato Freya il client per mail Geary e il nuovo terminale hanno soppiantato Thunderbird e Terminator, applicazioni sicuramente più potenti e versatili, ma meno eleganti ed integrate col resto del sistema.

elementary os
Un’altra aggiunta che è decisamente la benvenuta è l’integrazione nel drawer delle applicazioni di Synapse, un ottimo launcher di applicazioni comandato da tastiera che in Luna era sempre la prima cosa che aggiungevo dopo ogni installazione, e che ora fa parte della scuderia di utility del sistema. Altri aggiornamenti riguardano zone che personalmente influenzano meno il mio “work”flow abituale, come le notifiche e le schermate per il multitasking o la gestione di workspaces multipli, ma non c’è dubbio che anche questi aspetti siano stati sottoposti ad un lavoro di lima degno di nota.

La scarsa modularità che caratterizza il progetto elementary può essere vista come un difetto da parte di un purista, ma è sicuramente una manna per un utente meno esperto, che può fruire di un prodotto più coerentemente concepito rispetto a molte altre distribuzioni “leggere”, e che permetta di cominciare ad esplorare i livelli più profondi dell’esperienza Linux partendo da una piattaforma di confortante semplicità ed eleganza.
Questo vale in particolar modo per la fascia di utenti che dal proprio sistema operativo non si aspetta funzionalità particolarmente avanzate e ha semplicemente bisogno di un’interfaccia accogliente che permetta di gestire la propria “vita digitale” con agio. Sono pochi i sistemi operativi che rispondono a queste esigenze con la disinvoltura e la parsimonia di risorse che elementary OS può vantare di abbinare ad un design contemporaneamente ispirato e funzionale, e consiglio veramente a chiunque non abbia necessità specifiche che sa non poter essere soddisfatte da Linux di fare un tentativo con Freya.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

Check Also

album

L’album, una specie in via d’estinzione?

Una delle differenze più ovvie tra gli appassionati di musica casual e i nerd più ...