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Madrid, la democrazia è tecnologica

Che i nuovi media abbiano un impatto sulla politica e sui processi democratici non è certo una novità. Facebook e Twitter, negli ultimi anni, hanno dato voce ai cittadini, conferendo loro il potere di esprimere senza censure la propria opinione; tramite forum e gruppi online sono nate proteste e forme di aggregazione politica che prescindono dai confini geografici; e, grazie ai nuovi strumenti forniti dal web, un nuovo dialogo si è sviluppato tra le istituzioni, i politici e il popolo.

Ma l’influenza dei nuovi media sulla politica ha raggiunto la sua apoteosi a Madrid dove, nella notte tra Sabato 11 e Domenica 12 Aprile, gli ologrammi di migliaia di manifestanti hanno protestato davanti al Parlamento spagnolo contro la “legge di sicurezza cittadina”.

 

La Legge

Lo scorso Marzo, il Senato spagnolo ha approvato la cosiddetta “Ley Mordaza”, ossia la Legge Bavaglio, mirata a ridurre il diritto di manifestazione. La nuova legge, che è stata fortemente voluta dal Governo Rajoy, entrerà in vigore a partire da Luglio 2015 e impone sanzioni fino a 30.000 euro a coloro che manifesteranno davanti al Congresso dei Deputati. La legge prevede inoltre che siano considerati come gravi illeciti l’organizzazione di proteste in luoghi pubblici, l’utilizzo sui social network di hashtag di proteste non autorizzate, l’atto di fotografare o filmare con smartphone gli agenti di polizia e la manifestazione con indosso divise da lavoro. Le sanzioni verranno imposte a seguito delle denunce degli agenti di polizia.

Un ingente numero di proteste ha circondato l’approvazione della legge, vista come un ritorno alle politiche dittatoriali di Francisco Franco. Movimenti cittadini, ONG, sindacati e politici dell’opposizione hanno protestato contro i gravi limiti alla libertà di espressione imposti dalla legge; anche i giornalisti, nonostante le legge li autorizzi a scattare foto per fini professionali, si stanno battendo contro la “Ley Mordaza”.

 

Il caso

Il malcontento per l’approvazione della legge ha portato i cittadini a dimostrare che i provvedimenti presi del Governo non basteranno a impedire l’aggregazione ai fini di protesta e la libertà di espressione. Nella notte tra l’11 e il 12 Aprile, gli ologrammi di 17.857 manifestanti provenienti da varie parti del mondo hanno marciato davanti al Parlamento spagnolo, sollecitati a partecipare alla protesta dal gruppo No Somos Delito, che include giuristi, attivisti e un centinaio di associazioni e ha raccolto sostenitori tramite il sito web Hologramas por la Libertad.

Il processo di creazione degli ologrammi è stato semplice. I partecipanti hanno mostrato il loro volto a una webcam, che ha scannerizzato ed elaborato il tutto affinché’ gli ologrammi dei manifestanti apparissero nel corteo. A chi lo desiderasse, è stata offerta la possibilità di registrare anche la propria voce con slogan relativi alla manifestazione.

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Al termine della protesta, durata per più di un’ora, è stato letto un manifesto contro le legge, definita come “un terribile colpo allo Stato sociale, democratico e basato sul diritto.”

“Proibire le manifestazioni davanti a un Parlamento costituisce una restrizione sproporzionata alla libertà di riunione,” ha dichiarato Alba Villanueva, portavoce di No Somos Delito. “Questa manifestazione rappresenta un futuro surreale nel quale dovremo manifestare disincarnati e convertiti in una realtà fittizia,” ha aggiunto Villanueva.

La protesta di Madrid costituisce una pietra miliare nel rapporto tra tecnologia e democrazia, in quanto rappresenta la prima manifestazione al mondo condotta da ologrammi.

 

Gli ologrammi nel XXI secolo

Nonostante i manifestanti di Madrid rappresentino il primo approccio politico degli ologrammi, questa forma di rappresentazione tecnologica ha già preso piede in varie aree.

All’Expo di Milano, un ologramma di Virgilio e Teodolinda guiderà i visitatori attraverso il padiglione della Lombardia; nel Settembre 2014, un ologramma di Assange ha partecipato a un dibattito negli Stati Uniti; e l’ecografia verrà sostituita dal feto-ologramma, che permetterà alle future madri di vedere il proprio figlio in 3D.

Il contributo tecnologico degli ologrammi è innegabile, ma apre un dibattito importante riguardo a quale sia il giusto limite della virtualizzazione dell’individuo. Il rischio, più concreto che virtuale, è che si perdano le capacità d’interazione e socializzazione che sono parte integrante dell’essere umano.

Forse, alla luce degli eventi di Madrid, i governi dovrebbero considerare anche questo, prima di imporre restrizioni come quelle previste dalla “Ley Mordaza”.

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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