Home / Musica / Diario Mali: Ludovico Einaudi e Ballaké Sissoko

Diario Mali: Ludovico Einaudi e Ballaké Sissoko

ludovico_einaudi_diario_maliLudovico Einaudi è un nome che non ha bisogno di presentazioni. La sua musica, da molti definita minimalista, da altri classica contemporanea (a me piace definirla “sapientemente essenziale”), è possibile ascoltarla in tutto il mondo, nei contesti più disparati.
Egli riesce a plasmare composizioni tanto affascinanti quanto semplici, senza troppi arzigogoli e virtuosismi, senza follie metriche che facciano perdere di vista la linea melodica di base.
Ogni frase, ogni accento, ogni pausa esplodono di quella che è la fusione dei suoi studi classici con la sua innata passione per la musica folk. Non meraviglia, dunque, che dal suo viaggio in Mali nel 2003 sia nato un piccolo gioiello musicale, quale può essere considerato “Diario Mali”, meno conosciuto di altri suoi lavori, ma per nulla inferiore.
Lo stile Einaudi resta inconfondibile, le strutture armoniche dei pezzi che compongono il disco sono costruiti con la sua abituale raffinatezza, eppure l’impronta che il Mali ha lasciato nel suo animo si palesa in maniera evidente.
Il lavoro è più precisamente una collaborazione tra due artisti, rappresentanti di due culture lontane, che si incontrano in un dialogo nel quale le differenze si rafforzano tra loro. Il partner musicale di Ludovico è Ballaké Sissoko, suonatore di Kora apprezzato in tutto il continente africano.
I brani scorrono piacevolissimi, le sonorità africane del Kora si amalgamano meravigliosamente con quelle del pianoforte, più congeniali al “nostro orecchio”.
I titoli dei brani rendono precisamente l’idea che vuole essere musicata dalle melodie, come ad esempio Lassez moi en paix, molto introspettivo, che trasmette quel senso di solitudine spensierata fondamentale per qualsiasi viaggio degno di questo nome; Entre nous, che ha il sapore di un incontro tra chi ha tanto da dirsi, in un’alternanza di fraseggi rilassati e passaggi più movimentati; o Chanson d’amour, che si presenta come la colonna sonora di una storia d’amore ripercorrendone tutti i momenti, dalla tensione che può essere avvertita quando gli sguardi si incrociano per la prima volta fino alla passione più infuocata, intrisa dell’armonia di due anime che cominciano a muoversi all’unisono.
Molti sono, chiaramente, gli audioritratti di quel paese lontano, che fanno respirare un’aria completamente diversa da quella cui siamo abituati, inondandoci di nuovi aromi e profumi: Chameaux, Soutoukou, Mali Sajio, A l’ombre, Ma mere, Niger Blues.
Nel complesso, un lavoro da pollice in su, coinvolgente ma rilassante, colorato e ricco di emozioni trascritte su pentagramma. Un viaggio a portata di cuffia.

About Pasquale Scognamiglio

Pasquale Scognamiglio
Aspirante chirurgo con il vizio del pianoforte. Ben lungi dall'essere un musicologo, preferisco definirmi come uno a cui piace parlare di musica, che, lo diceva Miles Davis, insieme alla vita è una questione di stile. Oop bop sh'bam. Ho detto tutto.

Check Also

playing for change

Playing for change, un messaggio di pace dalle strade del mondo

Playing for change è un progetto che prova quanto la musica sia in grado di ...