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Beck – Sea Change (2002)

beck-624-1367411586Beck negli anni Novanta fu uno degli idoli assoluti della Generation X, l’autore paradigma di un decennio dominato dalle contaminazioni e dal crossover (oltre che dai Nirvana e dal brit-pop, fenomeni in realtà piuttosto conservatori). Rappresentante di una dialettica giovanile assurda e metaforica che si muoveva su un variegato tappeto fatto di hip-hop, funk, folk, blues, bossa – un po’ come fosse un Dylan in salsa moderna- Beck divenne un mito sin dal singolo “Loser”, uno dei brani più importanti e rappresentativi di tutti gli anni Novanta. Se l’esordio discografico “Mellow Gold” è considerato un must assoluto, non sono da trascurare i successivi “Odeley” – per alcuni il miglior album di Beck , “Mutations”, e il danzabilissimo e bellissimo “Midnite Vultures”.

Il nuovo millennio, che si rivelerà fatale per moltissimi artisti, e più in generale per l’intero complesso della music industry, vede in atto una mutazione sorprendente per Beck. “Sea Change”, esce nelmaxresdefault 2002, a tre anni dall’ultimo “Midnite Vultures”, e vede un abbandono totale delle birrazzie dei primi quattro album, portando Beck a uno stile formalizzato che non ha alcun precedente nella sua discografia. Il nostro offre al pubblico un album deliziosamente semplice ed evocativo, che coglie il meglio dai padri putativi senza scopiazzature evidenti (anche se qualcuno ci ha tenuto a precisare che “Paper Tiger” è quasi identica a “Melody” di Gainsblourg). Un album che dimostra che Beck riesce (e riuscirà) ad essere elegante ed intelligente anche senza soluzioni bizzarre, ripredendo in mano la ballata e immalinconendosi. Ancora una volta arrangiamenti deliziosi e produzione di altissimo livello, non a caso a incaricarsene fu Nigel Godrich (su tutti Radiohead, Air, Sonic Youth) che regala degli archi talmente belli che andrebbero studiati nelle scuole di fonia di tutto il mondo.

Guardandolo con il senno di poi, “Sea Change” è l’album che consacra Beck a star totale, percorso arrivato forse al suo epilogo più mainstream con la vittoria del Gramy per l’ultimo “Morning Phase” (2014).

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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