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Expo2015, invitati e imbucati illustri nel Silos di Armani

Ci sono eventi in cui il mondo si divide in Chi c’era e Chi no. L’importante é esserci e se l’invito non arriva l’unica cosa che puoi fare é trovare un modo eclatante per farti notare. Expo 2015, Milano al centro del mondo, la moda al centro di Milano, Giorgio Armani al centro del suo regno.

Padrone di casa e special Ambassador dell’evento più glamour dei mille in programma per l’inaugurazione dell’esposizione Universale, lo stilista ha festeggiato i suoi 40 anni di carriera con l’inaugurazione del suo Silos e una sfilata della collezione di Alta Moda, Armani Privè, per la prima volta in passerella a Milano.

Il nuovo spazio espositivo al 40 di via Borgognone si chiama Armani Silos perché qui, negli Anni ’50, la Nestle aveva costruito il proprio deposito di cereali. Lo stilista ha deciso di trasformare quei 4500 metri quadri distribuiti su 4 piani, nella sede di un archivio permanente che comprende passato, presente e futuro. “Qui c’era cibo per vivere e ora ci sono vestitini con cui affrontare la vita al meglio”. “Vestitini”, curiosa definizione per 600 abiti e 200 accessori illuminati da led nascosti dietro un sistema di quinte mobili. Non c’é un ordine cronologico ma una ripartizione tematica: daywear, Giappone, Cina, India, l’amore per il Ballet Russes. Nelle sale dedicate ai cromatismi ci sono i fiori di Matisse e quel verde detto Chartreuse perché ricorda il liquore di erbe dei monaci di Certosa benedettina che lo stilista fa anche camminare in passerella.

Giorgio Armani inaugura a Milano il suo Silos e festeggia 40 anni di carriera con una sfilata della collezione Prive
Giorgio Armani inaugura a Milano il suo Silos e festeggia 40 anni di carriera con una sfilata della collezione Prive

 

Dopo l’inaugurazione si passa alla sfilata. Ottanta modelle che lui definisce “una più carina dell’altra” e che ai comuni mortali sembrano delle dee, presentano in 35 minuti gli 11 temi portanti della collezione Privè: luna, bambù, nomade, maraja, rosso lacca, metamorfosi, nudo, Cina e Giappone.

Insomma non una sfilata come le altre, per entrare non bastano gli occhialoni neri e lo status fashion blogger su linkedin. ” Vestitini per vivere meglio portati da ragazze carine”, é la moda nella sua espressione più nobile che trasuda eleganza al di la delle tendenze. Non é questione di stile o stili, di abbinamenti così assurdi da sembrare ben riusciti #lookoftheday da 200 like su Instagram, é una scienza certosina l’eleganza.

Maligni e invidiosi parlano di “Armaniadi” oltre a definire l’impressionante numero di star invitate un “allevamento di trote”. Sicuramente un laghetto invidiabile quello dove nuotano le pinnute Cate Blanchett in tailleur pantalone bianco decorato da un grande fiocco nero e Sofia Loren in abito nero con nastri di tulle.

Seguono a ruota Pierce Brosnan, Glenn Close, Tom Cruise e un Leonardo di Caprio bolso, gonfio e con codino. Decisamente più avvenente Hillary Swan, bellissima in un abito bustier con rose ricamate. Vulcanica come sempre Tina Turner, affabile il nuovo testimonial del marchio Chris Pine. Oltre alle star internazionali è arrivato anche il cinema italiano, da Paolo Sorrentino a Sergio Castellitto, da Raoul Bova a Pierfrancesco Favino, da Margherita Buy a Vittoria Puccini, da Luca Argentero ad Alba Rohrwacher. E poi Claudia Cardinale che ha ricordato di vestire Armani fin dagli esordi.

Gladiatori da red carpet, party people per eccellenza, professionisti del saluto fotogenico e della mano sul fianco. Accanto a loro, come in ogni festa, ci sono quegli invitati che chi lo sa, il biglietto arriva ma non era scontato per Stefano Pilati e Tomaso Trussardi con la moglie Michelle. “Non potevo credere all’invito del signor Armani, mi ha toccato il cuore”, confessa Pilati. Giorgio Re Democratico.

Ci sono poi quelli che il protocollo comanda, simpatici o antipatici, amici o quasi amici. Arriva il premier Renzi, cravatta e orologio Armani, con la moglie Agnese, in gonna nera lunga e camicia bianca Scervino e bimba in tutù al seguito. Letizia Moratti in smoking rosso, Pisapia e consorte in Armani d’ordinanza.

Il Silos dello stilista é a prova di proteste. Gli unici black bloc sono i completi sartoriali delle star. Per il jet set la protesta é solo un cinguettio lontano.

Bisticcio tra non invitati su Twitter. “E’ palese che la manifestazione di ieri e le violenze che stanno avvenendo in queste ore non sono minimamente paragonabili e accomunabili” ha scritto in un tweet il rapper Fedez, che ieri sempre su Twitter si era schierato a favore dei #NoExpo, scrivendo: “I danni dei #NoExpo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e le speculazioni economiche di Expo. Indignati a giorni alterni!”. Una posizione che aveva scatenato le reazioni della rete, a partire da quella del leader della Lega Matteo Salvini. “Fedez – scriveva Salvini – difende quelli che oggi hanno danneggiato e imbrattato strade, vetrine, palazzi e negozi? Paga i danni di tasca tua, fenomeno!”.

È proprio Giorgio Armani a riassumere la giornata ieri 1 Maggio, inaugurazione del tanto atteso Expo 2015. “Capisco le ragioni di chi manifesta, ma sono contrario alla violenza”. E’ il commento dello stilista sui disordini di piazza. “C’era da aspettarselo – ha aggiunto lo entrando alla Scala per assistere alla Turandot – la cosa non ci ha colti di sorpresa. Peccato, quella di oggi poteva essere una buona giornata”.

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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