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Met Gala 2015: non chiamatelo festa in maschera

 

Il Met Gala 2015 é l’evento a tema più glamour dell’anno. Immaginate le vostre feste in maschera e, come diceva il buon Joe Black, “moltiplicatele all’infinito portatele negli abissi dell’eternità e vedrete solo uno spiraglio di quello di cui sto parlando”. Ma da qualche parte bisogna pur partire. Ricevi un invito per una serata, dove dovrai pagare un ingresso e nella quale ti sarà richiesto di vestirti secondo un tema che in genere spazia da un intramontabile “Anni ’70”, jeans a zampa e via, a “Lucciole e Papponi” per i più trasgressivi. Ci sono quelli che la prendono sul serio, addirittura affittano un costume o hanno un’apposita sezione “travestimenti” nell’armadio, quelli che non si vestono per principio e quelli che, traumatizzati dal diario di Bridget Jones, nel dubbio vanno vestiti sempre come se il tema fosse Lucciole e Papponi.

Anche per il Met Gala devi pagare un ingresso. Conosciuto anche come Costume Institute Gala, si tratta infatti dell’ annuale raccolta fondi a favore del Metropolitan Museum of Art organizzata in collaborazione con il Costume Institute. Ogni anno, dal 1946 a oggi, l’evento è uno dei più importanti appuntamenti fashion: sul red carpet di New York le star di Hollywood sfilano “vestite a tema”. Come da tradizione la serata è legata a una esposizione temporanea, che questa edizione ha celebrato la Cina. La mostra si intitola China: Through the Looking Glass ed è curata dal regista, sceneggiatore e produttore cinematografico cinese Wong Kar Wai assieme al dipartimento di Arti Asiatiche del Met. Fil ruoge della serata e della mostra? L’impatto che l’estetica orientale ha avuto sulla moda occidentale e come la Cina sia una continua fonte d’ispirazione per tanti stilisti, da Paul Poiret a Yves Saint Laurent grazie alla bellezza e particolarità dei costumi tradizionali, delle pitture, delle porcellane e anche dei film. Una celebrazione artistica a 360° che vede esposti più di 100 pezzi tra creazioni di alta moda e ready-to-wear. Alla faccia della festa Country.

Veniamo ai look. Quello che accomuna tutte le feste in maschera é che c’é sempre qualcuno che vuole farsi notare. Queste occasioni portano a galla tutti gli stereotipi e i luoghi comuni su un certo tema. Gli indiani? Tutte con le trecce e la piuma in testa. Hollywood? Solo boa e paillettes. Ma anche Hollywood ha rischiato di cadere nella trappola, in fondo le celebrità non sono così diverse da noi. Ecco le scelte di look delle star.

1. Quelle che: massimo risultato con minimo sforzo. Del tema si enfatizza un dettaglio. Insomma, possono scendere dalla macchina – o dalla limousine – a testa alta.

Cina sinonimo di rosso per Hailee Steinfeld in Michael Kors e Reese Witherspoon con abito senza spalline dal taglio geometrico dello stilista taiwanese Jason Wu. Reese associa anche un altro must del luogo comune sulla Cina: i capelli piastrati. Scelgono invece lo chignon da bacchetta in testa Linda Evangelista in Jeremy Scott per Moschino e Amanda Seyfried che opta per un abito costruito di Givenchy in pizzo bianco con ricami tridimensionali, perle e finiture in cavallino. Bellissima Kate Hudson che sceglie un abito oro con strascico di Michael Kors in tulle stretch con ramage di paillettes.

2. Quelle che: tema a tutti i costi, anche a costo di sacrificare quello che dona sull’altare del travestimento. Se per disgrazia la macchina si ferma a più di un metro dall’ingresso, potrebbe essere molto imbarazzante.

Regina indiscussa di questa categoria Rihanna. C’é chi ha paragonato il suo abito a una pizza, chi a una frittata enorme. Di certo, la gigantesca cappa in seta gialla ricamata e profilata di pelliccia, abbinato a gioielli di diamanti e scarpe di cristallo era davvero troppo trash. Eppure l’intento era nobile: dare rilievo a un giovane stilista cinese, Guo Pei, e all’artigianalità del paese. La pop star é in buona compagnia. Sarah Jessica Parker sceglie un cappello che sembra un dragone del capodanno in Chinatown.

3. Quelle che: nel dubbio mi vesto da coniglietta. Sexy a tutti i costi in barba a qualunque tema. Dalla macchina potevano pure non scendere.

Tulle, chiffon, spacchi e cristalli piazzati strategicamente al limite (assai basso, in verità) della decenza. Una gara a colpi di vedo-non-vedo che ha visto sfidarsi Beyoncé, Jennifer Lopez e l’onnipresente Kim Kardashian.

4. Quelle che: strano ma funziona. Sicuramente il look é studiato e difficilmente potranno riutilizzare il vestito. Quando scendono dalla macchina? Pensi o va a una festa in maschera o é una matta..ma con stile.

Anne Hathaway, eterea e elegantissima, concettuale ma con brio. L’attrice ha scelto una tunica in lamé Ralph Lauren con tanto di cappuccio francescano. A darle un tocco di ironia e originalità, la clutch a forma di cabaret di pasticcini di Benedetta Bruzziches. Vince.

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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