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dark souls ii scholar of the first sin

Recensione: Dark Souls II Scholar of the First Sin

Dark Souls II, erede di Demon’s Souls e Dark Souls, è ritenuto uno dei giochi dark fantasy più difficili e impegnativi degli ultimi anni: qualsiasi errore viene punito severamente con la morte e la vanificazione del lavoro svolto fino a quel dato punto. Ciononostante si è conquistato nel corso degli anni una larga fetta di giocatori, stanca dei soliti casual games e della sempre più ampia influenza dell’impostazione cinematografica, a scapito di un gameplay nudo e crudo. Proprio ad Aprile è stata rilasciata anche per la nuova generazione di console Playstation 4 e Xbox One (e anche PC dotati di DirectX 11.0), con tutte le espansioni, nuovi contenuti e grafica aggiornata.

È opportuno, parlando di un titolo uscito un anno fa e della sua riproposizione rimasterizzata per old e next-gen, distinguere fra il gioco originale e i DLC (downloadable-content) e l’edizione Scholar of the First Sin. Quindi dividere fra l’opera e il successivo “remake”, sottolineando le novità.

Dark Souls II (e i DLC)

dark souls ii scholar of the first sin

Dark Souls II uscì il 13 Marzo 2014 e fu subito un bestseller acclamato come ultimo grande gioco di ruolo della generazione Ps3-Xbox360-PC DirectX 10.0. In effetti, con qualche difettuccio, si rivelò a mio parere il migliore gdr per console di questa generazione (insieme a Dragon Age: Orgins).

Mi attirerò sicuramente le antipatie della ben nutrita comunità dei giocatori della serie Souls, ma ritengo il secondo capitolo attualmente il migliore della saga. Per alcune ragioni: primo, un comparto artistico ben più variegato e con piacevoli aperture all’high-fantasy. Secondo, è stato mantenuto il livello di difficoltà del primo, eliminando però tutte le frustrazioni.  Come la mancanza iniziale di teletrasporto fra i falò e così via. In tal modo è stata offerta un’esperienza sullo stesso piano dei predecessori e autenticamente Souls, scremata di tutti i fattori di gameplay superflui e scoraggianti, che non arricchivano in sé la sfida. Quindi stessa ricetta, ma resa più accessibile ai neofiti. Terzo, il “lore”, il contesto narrativo del gioco: seppur risulti a tratti incoerente rispetto al primo Dark Souls, risulta più suggestivo e ricco.

Aggiungendo un’immensa personalizzazione del personaggio, PNG davvero intriganti, un comparto multiplayer solido e la possibilità di ricominciare la partita con lo stesso eroe con mostri e boss più letali (il cosiddetto NewGame+), Dark Souls II è un videogame da giocare senza stancarsi per gli anni a venire.

Anche i DLC non sono male: nonostante originariamente la From Software promise che non sarebbe stato rilasciato nessun tipo di contenuto aggiuntivo (per poi rimangiarsi poco dopo la parola), le espansioni extra valgono la pena di essere giocate, con mappe e storie emozionanti. Insomma, valevano la spesa.

Scholar of the First Sin

dark souls ii scholar of the first sin

La nuova riedizione, contiene il gioco orginale, tutti i DLC usciti oltre a dei contenuti inediti e una completa rivisitazione dei luoghi dove si collocano i vari avversari. Anche il numero di giocatori online è stato portato da 4 a 6. Peccato che tutto questo sia al limite del false advertising. Aldilà della grafica migliorata, disponibile come ovvio che sia per la nuova generazione di piattaforme da gioco, il resto dei nuovi contenuti è disponibile solo per queste ultime e per l’edizione PC del remake. Scholar of the First Sin per Xbox 360 e PS3 è sprovvisto dei contenuti aggiuntivi e del multiplayer rivisto; è presente solo il gioco base, i DLC e un NPC opzionale, nonostante sia stato spacciato come equivalente, perlomeno nell’offerta di contenuti, alle controparti PS4/XOne (onor del vero sul sito ufficiale vi è una tabella comparativa delle varie features, ma è accessibile solo per vie traverse). Rimane il problema che questa differenza non è stata sottolineata esplicitamente dalla casa produttrice al momento del lancio il 2 Aprile scorso. Un po’ di trasparenza, credo, non avrebbe guastato. Per il sottoscritto non è stato un gran danno in fondo: ho giocato solo il predecessore e non ho comprato né Dark Souls II né le varie espansioni, quindi ho potuto provare il gioco ad un prezzo minore su XBox 360 con in più diversi extra. Immagino però che i fan del gioco rimasti ancorati alla generazione precedente siano rimasti con l’amaro in bocca, ricomprando il disco apposta per i nuovi contenuti.

Parlando della versione Scholar in quanto tale, è stata un grosso passo in avanti in termini di design: effettivamente, gli sviluppatori hanno svecchiato un titolo già validissimo, sfruttando il nuovo hardware e permettendo ai veterani di godersi un’esperienza rinnovata e a chi se lo era perso (come me) di apprezzarlo per la prima volta. Oltretutto le descrizioni inedite ampliano la già vasta ambientazione di Drangleic, la quale non ha nulla da invidiare in quanto dettaglio e profondità a quelle cartacee per GDR carta e penna; un’occasione ghiotta per approfondire nel dettaglio aspetti della trama in precedenza tralasciati o rimasti ambigui. Ma la novità principale risiede certamente nel potenziamento grafico: finalmente è possibile osservare e godere a pieno, senza limitazioni tecniche, del fantastico art design ormai diventato marchio della serie.

Quindi è giusto affermare che Scholar of the First Sin sia l’edizione definitiva di quel capolavoro che è Dark Souls II, anche se non indispensabile per chi lo giocò al tempo dell’uscita.

Conclusioni

Dark Souls II Scholar of the First Sin è tutto sommato un bel regalo per appassionati e non. Si tratta della dimostrazione che il team From Software crede ancora nella sua opera e continua a supportarla nel tempo; scelta azzeccata, dato l’enorme successo registrato pur trattandosi alla fine di una minestra riscaldata. Deludente invece per chi è rimasto alle console più vecchiotte.

Riassumendo, acquisto consigliatissimo per i possessori di PS4 e Xbox One e per coloro che se lo sono lasciato sfuggire in precedenza. Da evitare o superfluo invece per chi ha già speso tempo, pazienza e denaro nei mesi scorsi.

About Alessio Persichetti

Alessio Persichetti
Game Master a tempo perso, oltre ad essere un bibliofilo compulsivo. Nel tempo libero, fin da ragazzino, si appassiona al gioco intelligente (giochi di carte, giochi di ruolo e da tavolo) e ai fumetti, senza però disdegnare i videogiochi.

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