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Gioventù italica: Youth e la pirateria

Non sono un grande ammiratore di Paolo Sorrentino, ma un po’ per curiosità, un po’ per poter lanciare su Facebook qualche flame vecchio stile, sono andato a vedere i suoi ultimi film al cinema abbastanza celermente. Vi sarete forse accorti che non ho pubblicato nessun post riguardo Youth, il suo ultimo lavoro, e il semplice motivo è che non ho avuto modo di vederlo. Non perché non avrei voluto, ma a causa di un peculiare embargo voluto dalla Fox Searchlight, che distribuirà Youth nelle sale americane: nessuna copia in versione originale potrà essere distribuita prima dell’uscita a stelle e strisce, prevista per l’autunno.
Il disagio è minimo sinceramente, nel senso che una grossa fetta dei film che ogni anno attendo anche più febbrilmente di questo, nelle sale italiane non hanno nemmeno la speranza di fare un’affacciata, e l’esercizio della virtù dei forti non mi è nuovo in questo campo.

Sono rimasto però un po’ stupito dalle motivazioni di questa interdizione, che non credo avere molti precedenti. Il distributore americano è infatti preoccupato che distribuendo copie inglesi della pellicola in giro per il mondo, aumentino le possibilità che questa venga piratata ben prima della sua uscita oltreoceano, minando i potenziali ritorni al box-office.
Non voglio dire che si tratti di un precedente pericoloso, perché in fondo il numero di film che si trovano nella strana intersezione di circostanze che hanno fatto venire in mente ai capoccia americani questa strategia è molto limitato, ma è sempre abbastanza curioso e quasi divertente osservare queste aziende colossali dibattersi goffamente nel tentativo di ostacolare una serie di fenomeni su cui evidentemente non hanno nessun controllo.

Per valutare quanto efficace o meno un provvedimento del genere possa essere avrei bisogno di numeri e dati che non saprei dove andare a cercare, ma quello che mi pare chiaro è che non è con queste toppe improvvisate che si potrà mai risolvere il “problema” della pirateria alla radice. Questo in particolare in Italia, dove un appassionato di cinema ha veramente poche maniere di spendere cifre ragionevoli per dei servizi on demand di buona qualità, e la pirateria si diffonde innanzitutto perchè il “servizio” che offre è di gran lunga il migliore su piazza.
Si potrebbe obiettare che il servizio gratuito sarà sempre preferito dal pubblico, ma il successo di piattaforme come Steam e Spotify in altri ambiti ci dimostra come le persone siano più che disposte a mettere mano al portafogli quando sentono di potersi fidare di un prodotto che percepiscono come ben concepito e di semplice accesso e impiego.

Non so cosa renda l’industria cinematografica così di retroguardia rispetto ad altre aree dell’intrattenimento, probabilmente il semplice fatto che per molti anni le connessioni casalinghe non consentivano l’agevole condivisione di file di grandi dimensioni come quelli video, ma non c’è dubbio che, come i loro colleghi discografici hanno dovuto imparare sulla loro pelle, cercare di arginare la circolazione del materiale è un’impresa pressochè impossibile. Spendere risorse nello sviluppo di servizi di nuova concezione invece che nel combattere una guerra coi mulini a vento è chiaramente l’unica maniera per sopravvivere, e prima questo concetto passerà, prima potremo lasciarci alle spalle iniziative strampalate e dilettantesche come questa di cui è stato protagonista Youth.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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