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ENF – La nuova alleanza euroscettica

 

A un anno dal fallimentare tentativo di creare una formazione politica euroscettica internazionale, Marine Le Pen questa volta ce l’ha fatta.

Supportata dal suo vice, il leghista Matteo Salvini, Le Pen ha presentato ufficialmente il gruppo ENF (Europe of Nations and Freedom) a Bruxelles, nell’arco di una conferenza stampa.

Obiettivi principali del nascente partito anti-europeista sono la lotta all’immigrazione e tutela dei lavoratori, dell’agricoltura e delle piccole e media aziende.

 

A unirsi al progetto politico di Le Pen e Salvini, leader provenienti da diverse correnti e scuole di pensiero. Tra gli altri, Geert Wilders, leader del Partito della Libertà olandese (Pvv); Janice Atkinson, ex UKIP; Gerolf Annemans, rappresentante dei fiamminghi nazionalisti (Vlaams Belang); Viktor Zubarev, delegato del partito di Putin; e l’austriaco Heinz Christian Strache.

Molti di questi leader avevano già espresso il loro supporto a Matteo Salvini nel Dicembre 2013, quando il nuovo leader di Lega Nord fu nominato tale durante un congresso a Torino. Già da allora, l’aspirazione di Salvini di coalizzarsi con altri partiti europei contro l’UE e l’immigrazione are evidente.

 

La costituzione del gruppo fa sì che la destra euroscettica possa godere di 25 milioni di euro in finanziamenti per i prossimi quattro anni.

L’ENF è a oggi l’ottavo gruppo in aula, con 40 deputati, di cui 23 appartenenti al Front National, cinque italiani, quattro olandesi e altrettanti austrici, due polacchi, un inglese e un belga.

Numeri che si avvicinano a quelli dell’EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy), il gruppo nato dall’alleanza Grillo-Farage.

 

Il successo del gruppo, tuttavia, rischia di essere minato dalle differenze interne dei suoi componenti. Come potrà, per esempio, la Nuova Destra polacca, conservatrice, trovare un compromesso ideologico con il Pvv olandese, molto più aperto in merito ai diritti civili? E, al contempo, come riusciranno i liberali, quali la Atkinson e Wilders, a conciliare le proprie posizioni con quelle dei nazionalisti di Front National e Lega Nord?

Quale sarà la linea che adotterà Matteo Salvini riguardo all’immigrazione? Seguirà la scuola di pensiero ideologica e i valori della vecchia Lega o verterà maggiormente verso posizioni come quella di Atkinson, pro globalizzazione e libero mercato, ma contro l’immigrazione soltanto per ragioni economiche?

 

Nonostante questi significativi quesiti, Salvini appare tranquillo. “Finalmente nasce a Bruxelles un’opposizione sana, forte e coraggiosa contro la moneta unica e il pensiero unico,” ha dichiarato il leader leghista durante la conferenza stampa. “Se fossi Schulz e Juncker non sarei tranquillo.”

 

Quali saranno, per l’Europa, le ripercussioni di questa nuova alleanza? Non soltanto i sentimenti nazionalisti che prevalgono sullo spirito d’integrazione potrebbero ostacolare la visione dell’Unione Europea di creare una grande società multietnica e solidale, ma esiste il rischio che la forte presenza a livello europeo di partiti come Lega Nord e Front National possa condizionare anche la azioni dei Governi a livello nazionale, minacciati dall’ipotesi di perdere voti in favore dei gruppi nazionalisti.

 

La soluzione a questo problema è una soltanto. I governi europei, tra i quali quello italiano, hanno bisogno di prendere nuove direzioni, affinché il problema immigrazione venga risolto e, al tempo stesso, i cittadini si sentano tutelati dalle leadership dei loro Paesi. Senza dover ricorrere all’estremismo.

 

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