Home / Internazionale / La Grecia di Tsipras dice “NO”. Vincono la democrazia e il coraggio.

La Grecia di Tsipras dice “NO”. Vincono la democrazia e il coraggio.

Con il 61,3% dei voti, il “NO” ha trionfato al referendum in Grecia.

Se il Paese avra’ un futuro all’interno dell’Unione Europea, e quale esso sara’, e’ ancora da stabilirsi. Ma Alexis Tsipras, Primo Ministro ellenico, ha certamente dimostrato all’Europa che la Grecia e’ forte e unita, dando al Paese una nuova forza per intraprendere nuove negoziazioni.

Il Primo Ministro ha espresso la gioia per i risultati del referendum su Twitter. “Oggi celebriamo la vittoria della democrazia. Domani, continueremo i nostri sforzi per raggiungere un accordo,” ha scritto sul social network Tsipras che, in un tweet successivo, ha aggiunto: “Procederemo con il supporto dei cittadini greci e con la democrazia e la giustizia dalla nostra parte.”

Nonostante la forte opposizione del Presidente del Parlamento Martin Schulz e della Cancelliera tedesca Angela Merkel, Tsipras ha ricevuto il supporto di illustri economisti e politici.

Che la vittoria del “NO” non sia la vittoria personale di Alexis Tsipras, ma la vittoria della democrazia, e’ infatti stato riconosciuto non soltanto da vari movimenti politici della sinistra europea, come L’altra Europa per Tsipras, ma anche da leader d’oltreoceano del calibro di Fidel Castro.

Il Líder máximo ha indirizzato una lettera al Primo Ministro Greco per esprimere supporto e ammirazione. “Il suo Paese, soprattutto il suo coraggio in questo frangente, suscita ammirazione tra i popoli dell’America Latina e dei Caraibi di questo emisfero nel vedere come la Grecia, contro le aggressioni esterne, difende la propria identità e cultura,” ha scritto Castro.

Il coraggio con cui Tsipras si e’ opposto all’austerita’ che ha devastato le sorti della Grecia e di molti altri Paesi europei per cinque anni dimostra, come scrive Marco Travaglio “la serieta’ e la dignita’ dei nuovi politici di Atene.”

 

A opporsi all’auterita’ in fovore della Grec ia e’, tra gli altri, il noto economista americano Paul Krugman, che accusa le politiche di austerita’ dell’UE di essere responsabili per la crisi dell’economia greca. “Le misure di austerita’ hanno dimostrato di essere fallimentari e continueranno a esserlo,” scrive Krugman sul The New York Times, definendo la creazione dell’euro come errore principale.

Oltre a Krugman, anche l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz e il Professor Piketty si sono schierati a favore della Grecia. Insieme ad altri esperti e politici, tra i quali Massimo D’Alema, i due hanno usato il Financial Times per rivolgere un appello ai leader europei. “We call on European leaders to avoid creating bad history!,” ha esordito il gruppo nella lettera di appello, criticando in seguito le misure di austerita’ imposte alla Grecia ed evidenziando la volonta’ dei politici di Atene di attuare riforme.

Per Romano Prodi, ex Presidente della Commissione Europea, il vero problema giace nella mancanza di una vera autorita’ europea. Intervistato da La Repubblica, Prodi ha asserito che l’assenza di una forte autorita’ federale abbia permesso alla Grecia di entrare nell’Euro pur non avendo i requisiti per farlo.

 

Il fulcro della questione, nel caso della Grecia, non e’ economico. Anche nell’ipotesi di un’improbabile Grexit, l’UE non risentirebbe economicamente dei danni, ma la sua credibilita’ politica fallirebbe. Gli ideali d’integrazione e solidarieta’ sui quali l’UE si dovrebbe basare sarebbero irrimediabilmente minati. Mentre la Grecia, nonostante il falliento economico a breve termine, ne uscirebbe vincitrice, come il primo Stato in grado di sfidare apertamente l’austerity di Angela Merkel. Il primo Stato della moderna Europa in cui coraggio politico e democrazia sono prevalsi.

 

 

 

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

Check Also

#GE2015: Le elezioni Inglesi spiegate con Twitter

L’approccio populista di Cameron, quello pragmatico di Miliband, la passione culinaria di Clegg e le ...