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Wimbledon – Genesi di un mito

Sarà per il blasone che accompagna il suo nome. Sarà per la sua sede, l’isola britannica, che ha rappresentato la genesi dello sport moderno. Sarà per il verde del suo prato o per l’essere il sogno di ogni tennista. Ma, Wimbledon suscita emozioni che nessun altro luogo al mondo evoca. Le origini del Torneo di Wimbledon sono intimamente legate alle origini del tennis. Questo ha le sue radici nel ” jeu de paume “, comparso nel 1874, quando il maggiore gallese Walter Wingfield Clopton pubblicò un brevetto conosciuto col nome di A Portable Court of Playing Tennis nel 23 febbraio 1874 che stabiliva le regole della nuova disciplina. Da lì a poco, nel 1877, l’Inghilterra avrebbe proiettato il futuro e le origini dello sport, erede della pallacorda, su il manto erboso.

 

 

LE ORIGINI DEL MITO – Alla fine del XIX secolo la capitale dell’Impero Britannico ospitava il prestigioso All England Croquet Club, il quale primo fra i prestigiosi circoli londinesi, decise di affiancare, ai campi di croquet, quelli di tennis. Una rivista sportiva, nel 1877, decise di mettere in palio due coppe per organizzare un torneo di tennis sui campi dell’All England Croquet Club. In questo c’è un elemento di assomiglianza con il ciclismo, l’altro grande sport europeo, che ha visto nascere la gara del ” Il Giro d’Italia ” su proposta di un premio da parte de La Gazzetta dello Sport. Una delle curiosità di Wimbledon è che nelle prime edizioni, fino al 1922, fu in vigore il sistema del challenge round. Il challenge round prevedeva che il campione uscente vedesse opposto in finale il vincitore del torneo preliminare senza giocare nessuna partita. Fu così che che Spencer Gore difese il suo titolo nel1878 contro Frank Hadow, un proprietario di piantagioni dello Sri Lanka che aveva approfittato di una vacanza per testare il suo tennis a Wimbledon. Hadow vinse il torneo utilizzando tra gli altri il pallonetto sorprendendo i suoi avversari a rete, con una tecnica mai utilizzata fino ad allora. Il successo ottenuto tra nobili ed alto borghesi interessati sia a partecipare sia a seguire fu immediato, in seguito però, durante la belle epoque, il successo dello sport andò affievolendosi, tanto che una coppia di fratelli, Reginald e Lawrhence Doherty, fu in grado di dominare quasi tutte le gare maschili per quasi un decennio sul finire del secolo. Anche le donne iniziarono ad assumere grande importanza, con la francese Suzanne Lenglen che vinse per 6 volte il premio. Nel 1922 si ebbe il trasferimento nella sede attuale, a pochi chilometri dalla prima storica. Vi è da sottolineare che la presenza femminile nello sport della nobiltà, la borghesia si farà largo successivamente grazie agli Statunitensi, fu dovuta all’allora federazione irlandese.

 

TRADIZIONI E SEGNI DISTINTIVI – Se nel mondo sportivo qualcuno ha fatto scuola nello sviluppo del brand è il Torneo di Wimbledon. Non a caso Fred Perry e Lacoste devono le fortune poi raggiunte nel mondo dell’abbigliamento ai trascorsi sul prato verde di Wimbledon. Esso, vede il Verde e Viola come i colori tradizionali e rappresentativi di ogni evento legato al nome del torneo. nome. Una particolarità risiede nel differente modo in cui vengono chiamati gli atleto. Ad esempio, le giocatrici donne vengono sempre appellate con “Miss” o “Mrs” durante il gioco, mentre i giocatori uomini invece vengono indicati solo con il cognome. Per alcunj lo sport è similare a una religione e come per la Pasqua di Cristiani ed Ebrei anche Wimbledon lega il suo inizio al conteggio delle settimane e giorni. Infatti il torneo inizia ogni anno sei settimane prima del primo lunedì di agosto e dura due settimane. Tradizionalmente non si gioca nella “middle sunday”: per tre volte nella storia del torneo (l’ultima nel2004) la pioggia ha costretto a giocare in quel giorno. Durante la prima settimana si disputano i primi turni del tabellone, mentre nella seconda tocca a ottavi, quarti, semifinali e finale. I giocatori e le giocatrici devono indossare divise di gioco di color bianco, tuttavia piccoli accenni di altre tonalità sono possibili.

 

Tutti questi dati, rappresentano solamente alcuni elementi del mito di un Torneo che suscita emozioni non comprensibili al cuore di chi nello sport, vede solamente un gioco e non il senso ultimo della passione.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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