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Tra bilanci e nuovi talenti: considerazioni sparse sui primi mesi di calciomercato di Serie A

INTRO–  Si è detto in questi primi due mesi di calciomercato italiano che le società di Serie A abbiano ritrovato il coraggio di investire dopo numerosi anni di spending review. Lungi da me affrontare questo punto di interesse, appare comunque evidente  che i quasi novanta milioni di disavanzo tra acquisti e cessioni rappresentino un interessante spunto per valutare alcuni dei movimenti delle compagini di Serie A. Va, tuttavia, considerato, che questa differenza è ancora piuttosto marcata poiché nel sito a cui facciamo riferimento non è stata ancora considerata la cessione di Arturo Vidal al Bayern Monaco, che dovrebbe portare nelle casse della Juventus intorno ai 30 milioni di euro. Un motivo in più per analizzare rapidamente quali sono le squadre che hanno realmente investito a costo di appesantire il bilancio, e quali invece hanno operato oculatamente nell’oramai consueta ottica dell’autofinanziamento.

OCCHI SUL BILANCIO– Iniziamo dalla Juventus. I bianconeri hanno attualmente a bilancio un passivo di 56 milioni di euro, che andrà però rivisto proprio in funzione dell’imminente cessione di Arturo Vidal. Non si può dire che in virtù degli acquisti di Dybala, Mandzukic, Zaza e Sani Khedira, la Juventus abbia speso cifre folli sul mercato. L’attuale passivo è, infatti, parzialmente, se non del tutto ammortizzato, dalle cessioni dei giocatori con i contratti più onerosi, come Tevez, Pirlo, Vidal, per non parlare dei tentativi di Marotta e Paratici di sbarazzarsi dell’unico giocatore,  escluso Pogba, che percepisce un ingaggio da più di 4 milioni netti a stagione, Fernando Llorente. La società di Agnelli sta rinnovando completamente la squadra con un modus operandi simile a quello dell’Atletico Madrid dell’anno scorso. Tanti acquisti onerosi, supportati da cessioni eccellenti, come se l’exploit di giungere in finale di Champions League rappresentasse il punto di arrivo dell’operato delle due società, le quali hanno rapidamente smobilitato il gruppo vincente, al fine di ricostruire dalle fondamenta un nuovo ciclo.

Diverso il discorso per le due romane, tanto rapide ad esaltare i propri successi  in campionato, quanto sbiadite in questi primi mesi del mercato. La Roma è stata in parte bloccata dalla sanzione della UEFA riguardante il fair play finanziario, in parte dal sovraffollamento causato dall’affaire Destro dello scorso Gennaio. A causa dell’addio in prestito del centravanti, trasferitosi per sei mesi a Milano, sponda rossonera, il factotum Walter Sabatini ha affrettato le tempistiche per giungere all’acquisto di Seydou Doumbia, che ha fortemente condizionato il bilancio e il parco attaccanti dei giallorossi. Con Doumbia già ai minimi termini con l’esigente piazza romana e Destro tornato in rosa dopo un’incolore parentesi milanese, la società di James Pallotta si è trovata necessariamente nelle condizioni di dover vendere per portare i principali obiettivi di mercato alla corte di uno scettico, e profetico, Rudi Garcia . Salah e Dzeko saranno operazioni concretizzabili solo dopo queste due cessioni, nonché una tra i pezzi più pregiati del reparto ali della Roma, Ljajic o Gervinho.
La Lazio, invece, vive la classica impasse di chi non sa se giocherà la Champions o l’Europa League. Va detto che le aquile stanno facendo di tutto pur di non impaurire i loro futuri avversari di coppa. Gli acquisti di Hoedt e Morrison, così come quello imminente del funambolico Kishna dell’Ajax, andranno valutati in prospettiva. E’ plausibile, dunque, che Pioli si presenterà all’appuntamento con l’organico della passata stagione.
Se la Fiorentina colleziona più polemiche (Salah e Savic-Milinkovic) che giocatori, è chiaro che siano le squadre che vengono dalle retrovie ad aver condizionato fortemente il mercato.

CHI SPENDE– Inter e Milan sono sicuramente le due regine del mercato, nonché le due squadre ad aver maggiormente contribuito ad aumentare gli investimenti del nostro calciomercato. I rispettivi passivi di 35 e 56 milioni di euro, sembrano destinati a confermarsi o addirittura crescere. Se l’Inter sta cercando di piazzare Xerdan Shaqiri alle Shalke 04, per ammortizzare l’acquisto di uno tra Jovetic o Perisic (ammesso che non li acquisti entrambi), il Milan sembra deciso a puntare dritto su Alessio Romagnoli al fine di rifondare una delle peggiori difese della Serie A.  Sfruttando la mancanza di fondi della Roma e le difficoltà nelle cessioni di Destro e Doumbia, i rossoneri potrebbero, ad un costo molto alto, che si aggira tra i 25 e i 30 milioni, mettere le mani sul futuro difensore centrale della nazionale italiana. Un mercato oneroso, eccessivo, ma in parte necessario al fine di tornare competitivi in ottica terzo posto.

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Altre due squadre che stanno spendendo molto sono Napoli e Sampdoria. La squadra di Sarri, nonostante abbia momentaneamente bloccato le cessioni di Callejon e Higuain, ha acquistato Valdifiori e Allan, riprendendo dal prestito Omar El Kaddouri, così rinnovando un centrocampo apparso negli ultimi anni non all’altezza. I 17 milioni di disavanzo non sono in sé pesanti, visto che le cessioni di Edu Vargas e altri calciatori fuori rosa permetteranno di quadrare i conti; ad esserlo, invece, sono i contratti dei Callejon, Higuain del rientrante Reina, molto onerosi per una squadra che non giocherà la Champions League.

Interessante anche il capitolo Sampdoria. Il presidente Ferrero ha deciso di fare sul serio in vista dell’impegno in Europa League. Nonostante non si siano ancora concretizzate le cessioni di Edér e Okaka, la Samp ha deciso di investire, incassando solamente 6 milioni dalla cessione di Obiang. Il riscatto di Muriel (10,5 milioni), l’acquisto di Fernando dall Shakhtar Donetsk, gli arrivi di Barreto e Moisander, e i colpi in prospettiva, Duncan e Torreira, hanno resto la Samp una delle squadre più attive sul mercato. I 20 milioni di passivo, e gli ingaggi pesanti di Barreto, Moisander e Fernando, parzialmente compensati dagli addii di Eto’o e Bergessio, hanno spazzato via alcuni dei dubbi sulle difficoltà economiche di Ferrero, anche se una costante di questo mercato, è quella di provare diffidenza nei confronti  di chi sborsa ingenti somme per rafforzare la propria squadra. I dubbi su Milan, Inter e Sampdoria, appaiono fondati, soprattutto a causa dello spauracchio fair play finanziario. E’ evidente, tuttavia, che qualora dovesse cambiare il trend, in maniera sostenibile, sarebbe il calcio italiano tutto a beneficiarne.

CHI GUADAGNA– Come al solito è l’Udinese/Watford/Granada dei Pozzo a beneficiare della sessione estiva di calciomercato. Sull’asse Friuli-Gran Bretagna-Andalusia le cose continuano ad andare a gonfie vele. I soldi incassati dal riscatto di Pereyra da parte della Juventus, quello di Muriel da parte della Samp, dalla cessione di Allan al Napoli e da operazioni di contorno ottimamente orchestrate, hanno permesso ancora una volta al club di Pozzo di rinnovare un ciclo, che promette con Colantuono, Duvan Zapata e il baby talento Valerio Verre di far tornare i friuliani nella metà di sinistra della classifica. Dall’Estate del 2010 in poi, l’Udinese ha un bilancio attivo nel calciomercato di ben più di 100 milioni di euro, risultato incredibile per una squadra che ha spesso giocato i preliminari di Champions League, e che ha sempre ben figurato in Europa.

E’ tornato a vedere un bilancio in verde anche il Palermo di Zamparini, che grazie alla cessione di Dybala è riuscito a replicare gli incassi dell’affare Pastore-Paris Saint Germain. Un guadagno, però, meramente economico, visto che senza Barreto e Dybala, e con Vasquez nella lista dei partenti, i rosanero sembrano essere piombati tra i fanalini di coda della Serie A.
Discorso diverso quello fatto dal Torino, che pur avendo solamente 700.000 euro di attivo, ha ricostruito in maniera ambiziosa la squadra, acquistando giocatori del calibro di Baselli, Avelar e Zappacosta, che credibilmente costituiranno l’ossatura dei granata per gli anni avvenire.

CHI E’ PRONTO– Nel complesso, le società di Serie A sembrano essersi mosse bene nei mesi di Giugno e Luglio. Se escludiamo i mercati non esaltanti di Bologna, Palermo, Atalanta e in parte Empoli e Sassuolo, la squadre di mister Di Francesco non avrebbe chiaramente potuto replicare il mercato della passata stagione, sono molte le squadre ad essersi rafforzate. Gli stessi Carpi e  Frosinone hanno acquistato giocatori di categoria (Marrone, Lazzari e Spolli gli emiliani, Diakitè, Leali, Verde i ciociari) cosa che potrebbe non bastare per salvarsi, ma che rappresenta bene gli sforzi lodevoli da parte di società con una disponibilità economica sicuramente ridotta.

I tre acquisti che reputo più importanti in rapporto alle squadre in cui giocheranno sono attualmente Mario Suarez, Pepe Reina e Gianpaolo Pazzini. Il centrocampista spagnolo in forza alla Fiorentina è sicuramente una pedina fondamentale per Paulo Sousa. I viola da anni necessitavano di un acquisto che svecchiasse il centrocampo. Suarez ha esperienza e classe dalla sua, e in un centrocampo abituato a manovrare come quello viola si troverà benissimo. Se in giornata una mediana formata da Suarez-Badelj-Borja Valero potrebbe veramente rappresentare le fortune di una squadra attualmente in difficoltà,  come quella dei Della Valle. E’ chiaro che i sogni di gloria rappresentati dagli acquisti di Rossi e Gomez siano già terminati, ma presentarsi con un centrocampo all’altezza e un attacco prodotto dal vivaio come Bernardeschi e Babacar potrebbe ridare entusiasmo alla piazza. La cessione di Savic, per arrivare allo stesso Suarez, potrebbe, tuttavia, portare notevoli problematiche nel reparto difensivo.
Pepe Reina è a mio avviso  l’acquisto più importante della Serie A fino a questo momento. Non tanto per le grandissime qualità del portiere, quanto per la sua personalità e il suo blasone. Non era affatto scontato, infatti, che il Napoli non optasse per una ricostruzione lenta con Sarri. L’acquisto di Reina, invece, ha portato un sussulto nell’ambiente napoletano e chiarito le ambizioni di una piazza scossa dagli ultimi mesi di gestione Benitez. Se vi è una chance che Callejon e Higuain restino, questa la si deve anche alla presenza di Reina, oltre che agli acquisti di Allan e Valdifiori, ossigeno puro per la società partenopea. Sarri potrà e dovrà da subito puntare in alto. Per andare nelle retrovie, è impossibile non considerare Pazzini come uno degli acquisti più importanti dell’intero campionato. Il Verona è reduce da una salvezza tranquilla ma non esaltante come quella del primo anno dopo la promozione. L’accoppiata Toni-Pazzini può sicuramente garantire agli scaligeri un posizione di preminenza rispetto alle neopromosse e a squadre indebolitesi come Palermo e Atalanta. Se entrambi i centravanti dovessero arrivare in doppia cifra, la terza salvezza consecutiva non sarebbe un miraggio per Mandorlini.

GIOVANI TALENTI– I tre acquisti più interessanti in prospettiva sono a mio avviso Lucas Torreira, Valerio Verre e Alberto Cerri. Di questi prospetti abbiamo già parlato in merito allo speciale sulla Serie B realizzato da Filippo Antonelli. Non me ne vogliano Baselli e Viviani, due fantastici colpi per Torino e Verona, ma in ottica futura questi tre potranno dare moltissimo alle loro rispettive squadre. Torreira è stato acquistato dalla Sampdoria per 2 milioni di euro e immediatamente rispedito in prestito al Pescara. Questo piccolo Gargano potrà insieme a Duncan formare due terzi del futuro centrocampo della Sampdoria. Tra cinque anni la cessione di Obiang non sarà particolarmente rimpianta dai blucerchiati. Così come quella di Medhi Benatia da parte dell’Udinese. Oltre ad aver incassato molto, i Pozzo sono riusciti nell’ambito della cessione del difensore marocchino alla Roma a mettere le mani su un gioiellino come Valerio Verre. Il giocatore classe ’94 formatosi nel vivaio giallorosso, ha tutto per imporsi in Serie A. Tecnica, passo, visione di gioco, sono qualità che, abbinate ad un progresso fisico che appare necessario, potranno portare Verre a giocare nei più importanti palcoscenici nazionali. Sarà molto interessante capire che utilizzo ne farà Colantuono già da questa stagione.

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Il colpo ad effetto, tuttavia, lo ha realizzato la Juventus, acquistando a parametro zero il centravanti classe ’96 Alberto Cerri. Il fisicato centravanti era svincolato a causa del fallimento del Parma. Prima di infortunarsi l’anno scorso, Cerri aveva mantenuto una media gol nel Lanciano altissima, dimostrando di essere già a 18 anni un potenziale capocannoniere della Serie B, categoria nella quale plausibilmente giocherà anche quest’anno, dopo aver fatto la preparazione con la Juventus. Senza dubbio da tenere d’occhio, vista anche la capacità mostrata dai bianconeri di far crescere i propri giocatori lontano da Torino.

In attesa dei colpi della sessione d’Agosto, godiamoci i primi segnali di risveglio da parte del campionato di Serie A.

 

 

 

Dati forniti da transfermarkt.it
Foto tratte dal web.

About Niccolò Costanzo

Appassionato di qualsiasi cosa che implichi una competizione, seguo principalmente calcio e pallacanestro, di cui scrivo sul sito my-basket.it. Caporedattore Sport, ma solo perché Claudio Pavesi e Filippo Antonelli sono amici e mi lasciano questo titolo!

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