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You ain’t seen nothing yet

Candida Höfer è senza dubbio uno dei più brillanti discepoli di Bernhard Becher, emersi dalla straordinaria Kunstakademie di Düsseldorf. Uno dei suoi lavori più recenti, colpisce per la chiarezza dell’intento quanto per il virtuosismo nell’esecuzione. Lo si potrebbe forse dire per l’intera opera della fotografa tedesca. In questo lavoro, anche qui come per la gran parte della produzione della Höfer e della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, l’eco di cotanta maestria arriva potente, seducendo l’immaginario architettonico. Nei suoi interni di teatri, l’artista prende una posizione netta nei confronti della composizione: estromette la presenza degli spettatori.

I wanted to capture how people behave in public buildings, so I started taking photographs of theatres, palaces, opera houses, libraries and the like. After some time, it became apparent to me that what people do in these spaces – and what these spaces do to them – is clearer when no one is present, just as an absent guest is often the subject of a conversation. So I decided to photograph each space without people.

Candida Höfer, Teatro della Pergola Firenze I, 2008

 

Fotografare il dibattito contemporaneo riguardante l’architettura, è lo scopo che anima la redazione di PoliLinea. Per farlo, quasi necessariamente, si deve agire come sopra riportato dall’artista. Oggi più che mai, ci si può realmente conciliare con un tema di ricerca solo sospendendo – per alcuni istanti – il susseguirsi di frame che anima il film della nostra vita. Un vociare roboante allontana costantemente lo studioso da quei rari acuti, necessari per donare profondità ad una riflessione.

Eccoci pronti a ricominciare, quindi, convinti di presentare ai lettori un palinsesto senza precedenti per la nostra piccola e giovane redazione. Inizieremo con Must/Last 30. Sei articoli che racconteranno, in sequenza cronologica, sei capolavori degli ultimi trenta anni di architettura. Ripartire da quanto di buono e di importante è stato fatto dalla seconda metà degli Ottanta, crediamo possa essere, oltre che di buon auspicio, un deterrente per tutti i detrattori-a-tutti-i-costi dell’architettura contemporanea.

Si proseguirà a dicembre con Unbuilt Projects, sei racconti di altrettante architetture mai nate. Sembrerà paradossale, ma non esiste nulla di più puro ed autentico, di più fertile per un architetto, che l’indagine su di un progetto irrealizzato.

Negli intervalli prosegue, arricchita, la consueta offerta di PoliLinea. Sei aree di indagine per sei collaboratori: le Storie dell’architettura, Arti e architettura, Liquid Modernity e nuove frontiere, Periferia Italia, Città d’Europa, oltre Oceano.

In ufficio davanti al pc, durante una pausa dal cad, in metropolitana, attraverso uno smart phone, a letto prima di dormire, con un tablet, ovunque sarà il nostro lettore, è a lui che auguriamo buona lettura.

You need patience when shooting, and endurance to get your projects done.

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research_ warehousearchitecture.org

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Non credo nelle coincidenza. Penso che ci sia qualcosa di straordinario e beffardo al contempo, nel registrare come alla scomparsa di Giorgio Muratore, siano seguite due iniziative riguardanti altri due alfieri della medesima Scuola. Franco Purini e Dario Passi, sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia incisa da un tratto geniale e da un pensiero raffinato.