Home / Playground / Marques Brownlee, tech guru della porta accanto

Marques Brownlee, tech guru della porta accanto

Durante uno degli ultimi simposi prandiali, chiacchierando con degli amici, notavamo come la televisione e i suoi palinsesti abbiano perso quasi del tutto il ruolo centrale che occupavano nel nostro tempo libero sino a pochi anni fa. Che sia per un crescente bisogno di personalizzazione dei contenuti o per l’incapacità dei direttori di rete di interpretare i nostri mutamenti di gusto, sta di fatto che ormai da tempo le tv nelle nostre case assumono sempre più il ruolo di porta-soprammobili/polvere.

Questo non vi tragga in inganno, nessuno sta dicendo che la passione per la teledipendenza ci abbia abbandonato: abbiamo solo cambiato pusher, abbandonando quello che ormai aveva da offrire solo l’erbaccia di San Lorenzo per i coffee-shop di Amsterdam. In altre parole: vegetiamo ancora, ma davanti a YouTube. Il portale di video streaming più popolare al mondo (che non corredo di link per non insultare la vostra intelligenza) offre infatti ad ognuno ore di intrattenimento mirato, così che letteralmente chiunque, dall’entomologa di Vigevano all’imbianchino di Nacogdoches, possa comporre il proprio palinsesto personalizzato. La categoria di video su cui vorrei soffermarmi oggi, che fa al caso di noi nerdz metropolitani, è quindi quella dei tech-reviewers, i recensori di gadget tecnologici.

Dalla metà degli anni ‘90 la società occidentale ha visto una fioritura di riviste, poi soppiantate dall’avvento dei blog, dedicate inizialmente all’analisi di software e hardware per personal computer e successivamente al selvaggio mondo di cellulari, smartphone e tablet. Se pure non rinnego il piacere degli anni passati a sfogliare i Computer Idea di mio padre, c’è da dire che in un settore come quello dell’elettronica di consumo nulla batte il potere dell’oralità: un articolo sul nuovo motoX o sull’ultima console Sony saranno senz’altro approfonditi ed esaurienti, ma volete mettere il potere persuasivo/fomentante di un amico che vi decanta le meraviglie del suo smartphone o le risate sguaiate alla cronaca accorata del suo primo YLOD? Forti di questo principio, centinaia di nostri pari più o meno competenti hanno imbracciato le telecamere per condividere con la rete aspettative, impressioni e giudizi sulle migliaia di prodotti chip-dotati disponibili sul mercato.

In questa selva di amatori ognuno ha la sua parrocchia: c’è chi preferisce gli italiani e chi gli anglosassoni, chi, come nel porno, si fida solo dell’amatoriale spinto e chi preferisce la patinatura, chi dà ascolto ai senior che le hanno viste tutte e chi ai giovani nativi digitali. Per quanto mi riguarda, per una volta rifuggo la minoranza e tifo per la Juventus di turno. Il mio recensore di fiducia è Marques Brownlee.

marques brownlee

Coetaneo di chi scrive, questo ventiduenne di Hoboken, New Jersey, è passato in pochi anni dall’esporre le sue idee riguardo le diavolerie che si trovava in casa ad essere definito dall’ex vice-presidente di Google, Vic Gundotra, “attualmente uno dei migliori recensori di teconologia al mondo”. Ad oggi non c’è prototipo o modello su cui non riesca a mettere le mani settimane prima della sua comparsa sugli scaffali, pronto a sviscerarne pro e contro per gettarli in pasto a noi fedeli sbavanti. Ma come ha fatto un adolescente, a cavallo tra superiori e università, a conquistare MILIONI di spettatori dalla sua cameretta?

Ecco gli indiziati principali: innanzitutto dalle parole di Marques traspare un’enorme competenza tecnologica. Un po’ come in ogni settore, amiamo ascoltare chi ha l’aria di sapere di cosa sta parlando, e siamo più disposti a concedergli credito. Tale senso di affidabilità si accompagna inoltre ad una totale assenza di spocchia/supponenza; se c’è qualcosa che generalmente ci allontana anche dal più esperto dei luminari è la sensazione che questi si senta superiore a noi, e nel caso di MKBHD (il suo nickname online) non ho mai avvertito nulla di simile. Nonostante poi sia un recensore decisamente rigido, pronto a stroncare prodotti anche di alto livello per pecche che alcuni potrebbero ritenere minori, è pronto a rivedere le sue posizioni senza compiere difese oltranziste dei suoi marchi preferiti (per dire, è impossibile etichettarlo come un apple-fag o -hater basandosi solo sulle sue recensioni) e, soprattutto, non urla. Lo so che potrebbe sembrare un’idiozia, ma nel mondo di YouTube poche cose mi repellono come chi sfrutta uno stile urlato per risultare più energico o simpatico (qualcuno ha detto Favij?).

Ok, il nuovo iPhone non vale il suo prezzo, siamo d’accordo, ma c’è davvero bisogno di darsi a isterismi per dimostrare il proprio disappunto? Non è che con il casino stai solo cercando di supplire alla piattezza delle tue argomentazioni? Ecco, Marques Brownlee non mi ha mai suscitato tali pensieri. Mantiene costantemente un tono vivace ma pacato, forse non il massimo della naturalezza ma comunque estremamente godibile. Tutte queste caratteristiche, unite all’aver sempre mantenuto la stessa aura da amico smanettone con cui passare i pomeriggi a cazzeggiare, giustificano secondo me l’enorme popolarità raggiunta dal Nostro negli ultimi anni.

Come se non bastasse i suoi video non si limitano all’analisi di smartphone, tablet o altro hardware, ma coprono spesso argomenti che spaziano dall’analisi di fenomeni tecnologici (perchè un prodotto ha tanto successo? Perchè costa così tanto? Come funziona davvero?) alle raccomandazioni di applicazioni più o meno utili, passando per sessioni di Q&A con gli spettatori. Avendo incensato fin troppo il buon Marques per un articolo non su commissione, spero di avervi fornito materiale convincente per dare un’occhiata ai suoi video.

DISCLAIMER:

Se siete il tipo di persona che preferisce una colonscopia alla prospettiva di un quarto d’ora di chiacchiere sulle caratteristiche di uno smartphone non vi divertirete affatto. Certo in tal caso mi chiedo perchè seguiate questa rubrica.

About Marzio Persiani

Marzio Persiani
Romano, studio informatica. Curiosa intersezione tra cose che mi appassionano e argomenti con cui non si rimorchia.

Check Also

Giochiamo a IA e cowboy: Westworld, la serie

Michael Crichton è un mio punto di riferimento. Per quanto oggi lo trovi un deprecabile ...