Home / Polinice / Milan-Napoli: una sfida con un’altissima posta in gioco

Milan-Napoli: una sfida con un’altissima posta in gioco

Milan-Napoli non è solo la sfida tra due compagini storiche del nostro campionato. Il momento particolare che stanno vivendo le due squadre, permette di analizzare il posticipo della settima giornata come un incontro già fondamentale per affrontare la stagione con un piglio diverso rispetto all’inizio stentato. I motivi di difficoltà sono stati diversi per Milan e Napoli, ma si riflettono nello stesso risultato: 9 punti in classifica in sei partite. Poco, per un Napoli che vuole e può approfittare della crisi della Juve per osare l’impossibile, ma poco anche per un Milan che sperava di aver trovato in Mihajlovic l’uomo della svolta. Il gioco, per ora, tarda ad arrivare da entrambe le parti, soprattutto sulla sponda rossonera, dal momento che il Napoli invece ha mostrato sprazzi di buon calcio in questo primo mese e mezzo.

MILAN ─ I problemi della scorsa stagione non sembrano essere stati risolti con i nuovi acquisti e il cambio di guida tecnica. Il reparto difensivo e il centrocampo risultano ancora totalmente scollegati in fase di non possesso e le disattenzioni individuali (di De Sciglio su tutti) del reparto arretrato permettono agli avversari di segnare con troppa frequenza. Di contro, in fase di costruzione lo schema adottato da Mihajlovic ha messo in luce la mancanza di un trequartista credibile (anche se Bertolacci, nel secondo tempo di Genova, ha fatto vedere buone cose) e, eccezion fatta per lo spesso bravissimo Bonaventura, l’intero reparto denota una mancanza di qualità generale che non permette di innescare gli attaccanti con frequenza o con i giusti tempi. L’intesa tra Balotelli, Bacca e Adriano va ancora trovata, ma sarebbe questione di tempo se avessero più palloni giocabili nell’arco di una gara. Da questo punto di vista, Adriano sembra il meno dotato tecnicamente dei tre, ma anche quello a cui è più difficile rinunciare: offre un ottimo contributo in fase di manovra e di copertura. Bacca e Balotelli, se schierati assieme, potrebbero finire per isolarsi a vicenda. Il Milan, stando ai dati statistici (WhoScored.com), è una delle squadre meno scintillanti di inizio campionato: 11a per tiri a partita (12.2), addirittura 17a per tiri nello specchio (3.5) e 17a per dribbling (7.7). In compenso, i rossoneri stanno nella parte alta della classifica per passaggi sbagliati (11.8) e palle perse su contrasto (14.8). In fase di gestione, si può far notare anche come il Milan sia 13o per passaggi corti (322 a partita) e invece 3o per lanci lunghi (70).

NAPOLI ─ Le aspettative sul Napoli di Sarri erano ancora più alte. Il cambio di allenatore doveva essere la svolta per attestarsi ai piani alti della classifica. La squadra, però, ha ancora lo stesso problema strutturale dell’anno passato: il reparto difensivo resta inadeguato al livello che De Laurentiis vorrebbe per il Napoli. Detto questo, l’attacco del Napoli può vantare giocatori di caratura internazionale, primo fra tutti Higuain, con un Insigne in crescita esponenziale che ha ormai soppiantato Mertens nelle gerarchie. La mano di Sarri, comunque, si è vista nel gioco del Napoli, che predilige la palla a terra. Ma, se l’Empoli di un anno fa verticalizzava ad ogni occasione, il Napoli ha chiaramente vita meno facile: le avversarie lo attendono e non si scoprono. Ecco perché la formazione partenopea può vantare un terzo posto nella classifica del possesso palla (57.6% in media) e anche un’alta percentuale di passaggi riusciti (84.9%, quinti in Serie A), così come occupa i primi posti per tiri tentati (18.7) e per gol segnati (12 in sei partite). I problemi sono derivati tutti dalle disattenzioni nelle retrovie e da una mancanza di idee contro difese particolarmente blindate, come quella del Carpi che ha costretto il Napoli sullo 0-0. La strada, però, sembra tracciata ed era d’altronde inevitabile non aspettarsi che Sarri potesse aver bisogno di qualche tempo per costruire il suo giocattolo. Questa partita a S. Siro suona già fondamentale per capire se la svolta è arrivata o se il Napoli dovrà continuare a soffrire.

CHE PARTITA ASPETTARSI ─ Se dovessimo limitarci alle statistiche che abbiamo già elencato, sarebbe ovvio aspettarsi un Napoli un grado di far la partita e un Milan in affanno a cercare la ripartenza. Oltretutto, l’assenza di Romagnoli (squalificato) costringe Mihajlovic a dover ripiegare sull’inedita ─ dal primo minuto ─ coppia difensiva Zapata-Rodrigo Ely, due giocatori che hanno già vissuto momenti di buio in stagione. Il rientro di Antonelli permette a Calabria di evitare un banco di prova durissimo, ma dall’altro lato De Sciglio dovrà evitare le disattenzioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni della sua carriera, altrimenti sarà festa per il trio offensivo composto da Insigne, Higuain e uno tra Mertens e Callejon. Il centrocampo partenopeo, d’altra parte, è chiamata a far la differenza come non ha quasi mai fatto fino ad ora in stagione. Un uomo chiave, da questo punto di vista, è Allan, elemento con ottime capacità di inserimento che potrà esporre il Milan alla mancanza di collegamento tra i reparti già citata. Innescare Bacca e Adriano risulterà fondamentale per i rossoneri, se non vorranno lasciare troppo spazio all’iniziativa del Napoli. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, va citato il fattore psicologico. Che, alla fine dei conti, è quello che farà più la differenza: se una delle due squadre dovesse accusare la pressione del momento, avrà grandi possibilità di risultare schiacciata. Buona domenica a tutti. E speriamo in un grande spettacolo.

About Filippo Antonelli

Filippo Antonelli
Classe 1992, studente di Linguaggi dei Media a Milano. Vivo a Varese. Appassionato di sport, pallacanestro e calcio in testa, da gran parte della mia vita.

Check Also

Ancora tu?

La storia di Michael Phelps va oltre a qualsiasi possibile sogno di un ragazzino che ...