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Aeroporti e Casinò: le location più assurde della PFW

Parigi cala il sipario. Louis Vuitton e Miu Miu chiudono il mese di fashion week ma la partenza è dall’aeroporto di Chanel. Il Gate ovviamente è il numero 5. Per presentare la collezione primavera/estate 2016, Karl Lagerfeld fa sfilare le sue viaggiatrici di lusso, d’ogni razza e nazionalità, sullo sfondo di un terminal ricostruito al Grand Palais. Non parlo di un jet disegnato sullo sfondo o di qualche valigia sparsa qua e là lungo una classica pedana ma della ricostruzione di un vero e proprio aeroporto, il Paris Chambon, che comprende voli di linea, carte di imbarco con la scritta Chanel Airlines. Il trolley matelassé come bagaglio a mano. Le hostess indossano la divisa nera. Con scarpina tacco 5 naturalmente.

Vanessa Paradis all'aeroporto di Chanel
Vanessa Paradis all’aeroporto di Chanel

Il nuovo volto di Chanel Lily-Rose Depp in jeans e top con spalle scoperte è al check-in, al seguito di sua mamma Vanessa Paradis pronta per l’imbarco dei bagagli e Cara Delevigne, in tenuta da viaggio, sta seduta nella sala d’attesa con Kendall Jenner e il baby modello Hudson Kroenig.

La classica passerella per il Kaiser della moda è obsoleta, le carte di imbarco couture alla Paris Fashion Week sono solo l’ultima trovata dopo il casinò, la brasserie Gabrielle e il supermercato di Coco.

In principio fu il supermarket. Carrelli di plastica rossi e blu, scatole di latta di biscotti salati (con doppia C incrociata), sacchi di iuta di Jambon Cambon (rima baciata!) corsie a tema, cartelli con promozioni non a caso sulle “noci de Coco”, orari scritti a caratteri cubitali “Un Grand Magasine pour un Grand Palais”. Per la collezione autunno/inverno 2014-2015, le modelle di Chanel sfilarono con cestino di metallo al braccio o spingendo il carrello. A fare la spesa Rihanna e Stella Tennant. Tra le corsie potevi incontrare Cara Delevigne. Fortuna che sotto casa mia c’è il Simply e posso continuare ad andarci in tuta. In realtà, a modo loro, anche per le top fu scelto un look sportivo: sneakers ai piedi e felpe..couture.

Rihanna e Cara Delevigne al supermercato

Poi tutti al ristorante. O meglio, alla Brasserie Gabrielle, tanto l’indirizzo è sempre lo stesso: il Grand Palais. I set designer di Chanel per l’autunno/inverno 2015-2016 ha ricreato il bistrot stile La cupole per intenderci, la celebre tavola calda che ha visto seduti gli eroi e le eroine di tutta una generazione di scrittori, artisti, attori.Il pubblico si accomoda ai tavoli o al bancone, le modelle si destreggiano altrettanto finendo per accomodarsi anche loro ai tavoli per le foto di convenienza. La collezione? Poco importante ma la it-bag altro non è se non una pochette formata da un doppio piattino di ceramica siglato da cui escono gli iPhone 6 per immortalare il selfie pre-portata. In un periodo in cui l’unica star alle sfilate era Kim Kardashian, interprete massima della comunicazione su internet, Lagerfeld porta l’estetica della collezione verso un esito borghese, chic, snob e parigino. Insomma, se autoscatto deve essere, tanto vale rendere glamour anche quello.

Un selfie postato su Instagram da due modelle alla sfilata di Chanel
Un selfie postato su Instagram da due modelle alla sfilata di Chanel

Infine il Grand Palais è diventato un Casinò. A luglio, per la presentazione della collezione di Alta Moda, ormai la performance è la prassi ma lo spettacolo sorprende ogni volta. Le vere celebrità non sono più quelle seduta nel front row ma quelle inglobate nella sfilate. Sedute ai tavoli da gioco, a chiacchierare tra una puntata e l’altra, c’erano Julianne Moore, Kristen Stewart, Rita Ora, Vanessa Paradis e sua figlia Lily Rose Depp. Intorno nel frattempo sfilavano le modelle. L’evento si è concluso con l’arrivo di Kendall Jenner in abito da sposa in doppio petto, accompagnata da Karl Lagerfeld.

Julianne Moore e Kristen Stewart al tavolo da gioco durante la sfilata di Chanel
Julianne Moore e Kristen Stewart al tavolo da gioco durante la sfilata di Chanel

Chanel impone uno standard con cui ogni grande della moda che tale voglia dirsi, deve fare i conti. Ecco quindi che Moschino presenta una collezione pop ispirata al fast food con tanto di borse a forma di chips e vassoi di McDonald. All’aeroporto di Lagerfeld, Christian Dior per la primavera/estate 2015-2015 ha risposto “costruendo” una collina fiorita di fronte al museo del Louvre.

La location della sfilata di Christian Dior Primavera Estate 2016 a Parigi
La location della sfilata di Christian Dior Primavera Estate 2016 a Parigi

Riflettevo sulla domanda di una ragazza dal disarmane buonsenso: “Ma non sarebbe più facile usare una vera collina o un vero aeroporto?”. Sempre più giovani e talentuosi stilisti si affacciano sulla scena, le catene della grande distribuzione, da Top shop a H&M sono entrate nel calendario delle sfilate, da qui il bisogno dell’alta moda di spingersi oltre. Non bastano più la qualità dei materiali, le finiture impeccabili, le linee ineccepibili, l’haute couture, anche con il rischio di strafare, deve dare un messaggio. O almeno un sogno.

Prendi il banale. Rendilo eccezionale. E poi costruisci intorno un kolossal. È la formula del successo di Chanel firmata Karl Lagerfeld.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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