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Venice, April 2013 - Big cruise liners invade the city - MSC Divina cruise ship passing by the old town >< Venezia, aprile 2013 - Le grandi navi da crociera invadono la città - La MSC Divina passa davanti al centro storico

Fra i transatlantici dell’arte la navigazione dello Studio Azzurro

©Gianni Berengo Gardin courtesy Fondazione Forma per la Fotografia, Venezia, aprile 2013 - Le grandi navi da crociera invadono la città - La MSC Divina passa davanti al centro storico

Venezia, aprile 2013 – Le grandi navi da crociera invadono la città – La MSC Divina passa davanti al centro storico

Dal 22 Ottobre nel capolavoro del Negozio Olivetti di Carlo Scarpa in piazza San Marco a Venezia  il  FAI – Fondo Ambiente Italiano mette in mostra “Grandi Navi” di Berengo Gardin. Il racconto fotografico, ad opera del maestro genovese, testimonia il recente passaggio dei giganti transatlantici nella piccola città lagunare, e rende manifesta la deformazione percettiva ed identitaria che travolge la preziosa città sull’acqua. Dopo Milano la mostra prende piede anche in laguna, a seguito di un’accesa discussione mediatica che l’aveva vista respinta dalla sede del Palazzo Ducale mettendone in dubbio la stessa realizzazione. Ponendo luce sull’aspra questione del turismo di massa che invade le nostre città d’arte, i giganti del mare risultano scomodi nella loro testimonianza quanto un elefante in una cristalleria.

“In ciascun epoca il transatlantico riflette la società che l’ha progettato, costruito, arredato, fatto viaggiare ed infine demolito o, come spesso è avvenuto, distrutto con violenza.” [1]

Le navi da crociera hanno oggi rubato la scena a quelli che un tempo venivano chiamati Transatlantici, comunemente intesi come quelle enormi navi in grado di traghettare passeggeri da un capo all’altro dell’Oceano, raccogliendo come grandi cestini galleggianti frutti di ogni paese, cultura ed etnia. Nel 2004, nella città natale dello scopritore delle Americhe, dentro gli spazi del Museo del Mare prende luogo la mostra Transatlantici, Scenari e Sogni di mare. Appena nominata Capitale della Cultura, Genova decide di aprirsi al mondo internazionale raccontando la propria memoria di città di cantiere e di porta d’Europa: lo fa attraverso la storia di queste enormi navi, contenitori di vita e di racconti di viaggio.

A dirigere questa narrazione del mare vi è un gruppo  milanese pioniere della multimedialità partecipata: Studio Azzurro. In quest’occasione la tecnologia prende il ruolo di una nuova lingua in cui tutti si riconoscono, che può  dare spazio all’invisibile rendendolo manifesto.

transatlantici

Video mostra Transatlantici: https://www.youtube.com/watch?v=jUaPTNestMw

Percorrendo delle scalette d’imbarco si intraprende un viaggio che trasforma la visita ad un museo in un’ esperienza di vita, nuova, decontestualizzata e fuori dal quotidiano. Grandi schermi evocano le scene dei balli e della realtà di queste architetture galleggianti dell’opulenza, ma la presenza tecnologica  è inserita come oggetto scenografico a costruire una spazialità reale di cui il visitatore prende parte. Così nella sezione del Traversando l’Oceano si cammina sulla proiezione del mare e si è guidati da bussole che compaiono sotto i passi del fruitore attraverso l’ausilio di sensori di movimento. Una video ambientazione “che dialoga – inoltre – con la fisicità degli oggetti, dei preziosi modelli navali, ma soprattutto si confronta con l’immaginario, i gesti e i percorsi degli spettatori.” [2]

l  racconto sereno si interrompe con un’onda anomala che riempie le sale e lascia la scena al lento movimento di risalita di quegli oggetti del quotidiano che tornano a galla, soli ed inanimati, abbandonando le anime sommerse nelle profondità  del blu.

“ La narrazione multimediale intrecciandosi allo sviluppo architettonico del museo, crea una condizione di coinvolgimento sensoriale ed emotivo, che ricorda l’affascinante complessità e la grandiosità dei cicli d’affreschi che hanno segnato a lungo la storia dell’arte.” [2]

Il percorso museale diviene espressione artistica, da contenitore a contenuto, opera d’arte intesa come esperienza di vita nuova. Studio Azzurro propone un museo del Nuovo Millennio, che sia Territoriale, in quanto racconto del contesto che lo accoglie, sia Universalmente comunicativo attraverso l’ausilio tecnologico e permetta una fusione tra la Memoria di quel che è stato e la realtà del vissuto contingente.

A soli due anni di distanza dalla fondazione dello studio, nel 1984,  il gruppo poneva luce sulle proprie direzioni future di ricerca, attraverso Il Nuotatore, che nelle sale di Palazzo Fortuny a Venezia attraversava dodici schermi collocati lungo la sala, proponendo un evento unico in quell’istante di realtà alterata.

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Studio Azzurro, Il Nuotatore, 1984

“Un insieme di desiderio di tecnologia e di soluzioni artigianali messe insieme e di presenza corporea. In una notte, in una piscina abbiamo allestito il set nuotando e tuffandoci nell’acqua e cosa che non era quasi mai successa a quel tempo abbiamo sincronizzato 12 registratori tutti insieme per questa ripresa continua di questa inquadratura che recupera senza soluzione di continuità la linea di separazione tra l’acqua e l’aria di una piscina.” [3]

Con  le bracciate di un nuotatore lo Studio Azzurro ha portato avanti la propria ricerca nel campo artistico e museale, indicando una direzione nuova ed umana rispetto al gigantismo speculativo che ha preso scena nel mercato artistico attuale. Immaginiamo Pinocchio che nuota in figura del Bel Paese, minacciato dalla presenza delle balene o dei pesci cane: è in queste bracciate che si misura la distanza che lo separa dallo scoglio.

[1] L. Borzani, testo introduttivo pubblicato sul catalogo della mostra Transatlantici, Scenari e sogni di mare, Skira Editore, Milano 2004

[2] Studio Azzurro, Musei di Narrazione, percorsi interattivi ed affreschi multimediali, a cura di F. Cirifino, E. Giardina Papa, P. Rosa

[3] Intervista a Leonardo Sangiorgi sul portale Rai Arte, I musei del XXI secolo, secondo Studio Azzurro http://www.arte.rai.it/articoli/i-musei-del-xxi-secolo-secondo-studio-azzurro/13974/default.aspx

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Isabella Zaccagnini
L'Architettura è uno strumento atto a semplificare la vita dell'uomo. Essendo la vita una realtà complessa, come ogni complessità, per essere semplificata, è necessario il tentativo di spiegarla. In tale direzione va la ricerca personale svolta con PoliLinea.

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