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Sud Sudan, cronache di una strage

Le conoscenze e la percezione dei drammi globali sono indotte dei media e dai gatekeeper. Infatti, molte delle notizie a cui viene dato un peso, quasi mai sono ponderate da una relativo peso specifico e da dati oggettivi. Così, ci fa più partecipe un piccolo dato di povertà, pur grave che sia, che una pulizia etnica in corso. Capita così, che il Sud Sudan, Repubblica nata ufficialmente nel 2011 e appartenete alle Nazioni Unite, sia stata abbandonata a sé stessa, senza una continuità di fatto ai proclami delle grandi potenze mondiali.

La Repubblica del Sud Sudan rappresenta lo stato più giovane al mondo: esiste dal 9 luglio 2011 ed è nato dopo una guerra civile e grazie a un referendum in cui il 99 per cento dei votanti si è espresso a favore della secessione dal Sudan. Fin dai primi mesi dalla sua indipendenza, il governo del Sud Sudan non si è mostrato in grado di governare con efficienza, a causa soprattutto delle molte divisioni etniche e di una controversia intensa con il Sudan per la gestione e vendita del petrolio.
Dal dicembre del 2013 è  cominciata una nuova guerra civile, riconducibile alla lotta di potere tra le forze del presidente sud sudanese Salva Kiir e quelle dell’ex vicepresidente e attuale leader dei ribelli Riek Machar. L’opposizione tra i due schieramenti è alimentata anche da antiche divisioni etniche, e cioè dall’inimicizia tra i Dinka, il gruppo etnico di Kiir e il più numeroso del paese, e i Nuer, a cui invece appartiene Machar.

Il Sud Sudan è nato a sua volta per via dela seconda guerra civile in Sudan ha avuto luogo dal 1983 al 2005, configurandosi come una prosecuzione  a sua voltadella prima guerra civile sudanese che era durata dal 1955 al 1972.. Con 1,9 milioni di morti e 4 milioni di profughi fu una delle più sanguinose guerre degli ultimi cent’anni. Il conflitto ebbe ufficialmente fine con l’accordo di Naivasha, firmato nel gennaio del 2005.

In questo quadro post Trattato di Naivasha, l’attenzione sfuamata da parte dei media e delle cancellerie occidentali, ha portato al sostanziale e perpetrato atto di distruzione della popolazione Sud Sudanese. La quale priva di strumenti mediatici e d’influenza diretta si vede ancora perseguitata da violenze e povertà estrema.

A cercare di porre fine a questi massacri è l’ente sovranazionale dell’Unione Africana. La stessa ha recentemente accusato il governo e le forze ribelli in Sud Sudan di aver commesso crimini raccapriccianti .

Il 26 agosto è stato firmato un accordo di pace tra governo e ribelli, che però è stato più volte violato provocando la morte di decine di migliaia di persone sono morte dall’inizio della guerra civile.

Una commissione dell’Unione africana, guidata dall’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, ha identificato perpetratori di crimini su entrambi i fronti. “La commissione crede che crimini di guerra siano stati commessi a Giuba, Bor Bentiu e Malakal”, spiega il rapporto. Alcuni testimoni a Giuba hanno detto ai membri della commissione di aver visto gente costretta a bere sangue e mangiare la carne di gente che era stata appena uccisa.

Le Nazioni unite e varie organizzazioni non governative hanno già accusato il governo e i ribelli di aver commesso atrocità e crimini contro l’umanità.

Crimini contro l’umanità non celati, la cui riprova è nei volti della popolazione. Crimini dell’umanità palesati da dichiarazioni ufficiali, ma del cui arresto non sembra importare a nessuno. Poichè in nussun ordine del giorno delle grandi potenze vi è l’instaurazione di una forza di Peace-Keeping. E questo griderebbe vendetta di sé per sé.

D’altronde è più facile voltarsi dall’altra parte che guardare l’amara realtà. La realtà è amara, la vita su questo mondo è fatta di sofferenze. Che siano le vostre, quelle di un amico o di un Paese intero, per favore, se mai doveste fare morali, non voltatevi d’altra parte. Perchè la responsabilità di tutto questo è anche la nostra. La vostra.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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