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As the gods will di Takashi Miike

Nonostante non mantenga i ritmi vertiginosi che aveva a inizio carriera, resta piuttosto complicato tenere il passo con le uscite di Takashi Miike. L’anno scorso per esempio sono uscite due pellicole a sua firma e ce ne sono altre due in questo 2015, e se alcune ormai passano regolarmente dai festival e finiscono addirittura in sala, altre sono meno immediatamente reperibili.
Oggi parleremo di As the gods will, pellicola dell’anno scorso basata su un manga che riprende in un certo senso la premessa di Battle Royale. Invece che il governo, a sequestrare gli studenti giapponesi per sottoporli a prove di sopravvivenza è questa volta… Non si sa. Il film, di cui mi pare di capire sia in programma un sequel si conclude nel momento in cui sembrerebbe stia per essere svelato qualche retroscena delle follie appena trascorse, ma il finale è deliziosamente frustrante e per ora non ho altre informazioni da fornire, se non che il film parla di un gruppo di liceali che devono sopravvivere all’attacco di varie creature tanto apparentemente inoffensive quanto in realtà sanguinarie.
Se il tutto sembra folle è perché lo è, e questo è il primo dato di fatto da sottolineare parlando di un regista di quasi sessant’anni, con due decadi di lavoro e cento film alle spalle. Molti registi si sono fatti una reputazione per il loro approccio senza compromessi, la crudezza delle loro pellicole e una generale immagine da “cattivi ragazzi” del cinema, pochi sono stati in grado di sfuggire al passaggio del tempo senza ricadere in un processo di maturazione nella maggior parte dei casi comprensibile, ma che li ha privati di parte della verve giovanile. Takashi Miike continua imperterrito a girare film completamente fuori di testa senza che un filo di manierismo filtri a sporcare la purezza della sua follia.
Con questo non voglio dire che il regista di Osaka non abbia fatto passi falsi durante gli anni, anzi, ma l’approccio naif che ha sempre conservato, anche quando ha prodotto film cupi e malati come Izo o Big bang love, Juvenile A, ha fatto sì che la sua poetica non venisse mai scalfita da quella brutta bestia che è la sanità mentale, o dal cancro chiamato età adulta.
As the gods will è un esempio lampante di questo discorso. Il film è tratto da un manga che faccio fatica a immaginare rivolto ad un pubblico di mezza età, è girato in maniera da rivelare il più chiaramente possibile le sue origini, e abbonda di violenza gratuita, melodramma giapponese e una generale aria di stranezza giapponese che si potrebbe facilmente liquidare come fine a se stessa se non la si collega alla filmografia di Miike.
In parte esagererò, ma la nota di spostatezza che film come questo mi comunicano è un qualcosa che riesco a rinvenire solo nelle pellicole di zio Takashi, e finchè questo sarà il caso penso che potrò continuare a pensare a lui come a uno dei migliori registi su piazza.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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