Home / Cinema / It Follows di David Robert Mitchell
it follows

It Follows di David Robert Mitchell

Quella dei film horror è una nicchia meno prospera di quanto non fosse qualche decennio fa, ma pur non trovandoci in una qualche età dell’oro non è nemmeno così raro che qualche pellicola riesca a richiamare l’attenzione del pubblico di appassionati, e questo è quello che è successo l’anno scorso con It Follows.

Il regista David Robert Mitchell aveva debuttato qualche anno prima con un film sulle paturnie adolescenziali che si chiamava The Myth of the American Sleepover e il retaggio della sua pellicola d’esordio si fa certamente sentire nel suo secondo lavoro, i cui protagonisti sono tutti adolescenti in preda a crisi ormonali di varia entità, le quali si intersecano piuttosto strettamente col tema soprannaturale che carbura il lato orrorifico del film.

L’idea alla base di It Follows è che ci sia una specie di maledizione sessualmente trasmissibile per cui chi la contrae verrà costantemente seguito da un lento ma mutevole e inarrestabile persecutore, con l’unica possibilità di scampo legata alla contaminazione di un nuovo bersaglio. Jay viene “infettata” a inizio film, e passerà la durata del film a cercare di sopravvivere ai lenti assalti del suo demone personale.

La semplicità dell’intuizione di fondo viene ben valorizzata dalla parsimonia con cui il regista dosa i momenti di tensione del film, evitando di farli diventare abitudinari, e dalla cura con cui gli aspetti “di contorno” vengono tenuti sempre in primo piano senza dare per scontato che allo spettatore interessi altro, una tendenza deleteria che a volte i film horror hanno in comune coi porno.

Il tocco registico anche è decisamente più raffinato e sottile di quanto sarebbe stato lecito attendersi, e in particolare i giochi cromatici che caratterizzano molte scene sono un’interessante variazione sul tema per un genere in cui le tinte scure di solito la fanno da padrone. Chicca molto benvenuta è poi la colonna sonora retrò che sembra presa da un film di Carpenter ed è appropriatamente fuori luogo.

Nel complesso un piccolo gioiello che farà la felicità degli appassionati del genere, ma che potrebbe interessare anche gli spettatori meno navigati nell’ambito.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

Check Also

album

L’album, una specie in via d’estinzione?

Una delle differenze più ovvie tra gli appassionati di musica casual e i nerd più ...