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Brexit – L’aut aut di Londra all’UE


Da anni l’Unione Europea, ridotta in macerie pari a quelle della Seconda Guerra Mondiale, si concentra sulla delicata stabilità economica dei paesi meridionali appartenenti alla sua sovra struttura.

Quel che si è dimenticato è che da secoli, l’Europa continentale e le regioni dell’Eurasia, devono fare i conti con sua potenza la Gran Bretagna.  Che si chiami Elisabetta I, Churchill o David Cameron la Gran Bretagna ha sempre fatto rispettare, ponendosi secondo la Dottrina Mackinder alle volte in antitesi, le proprie richieste e prerogative all’Europa. Se in Italia la propaganda politica, le sentenze della Corte Costituzionale e i media hanno posto le scelte dell’Unione a un dogmatico dominio ciò non vale per Londra. Londra è da sempre attenta a salvaguardare gli interessi dei suoi membri.
La recente crisi economica ha dato il via a tutte le questioni irrisolte nel tempo con la Gran Bretagna a cui le risposte di Bruxelles, nel tempo coadiuvate da progressiste politiche e piani economici intrisi di austerità, non bastano più. Così ad oggi si parla sempre più convintamente di Brexit.

Posto il referendum sull’Unione Europea a fine 2017, il premier conservatore stravincintore delle ultime elezioni primaverili, ha formalmente avanzato quattro richieste alla Commissione:

Proteggere i paesi che non usano l’euro come moneta
Il governo britannico teme che i 19 paesi dell’euro sui 28 dell’Unione, possano approfittare del loro trovarsi in maggioranza nell’UE per approvare riforme senza il consenso di chi non fa parte dell’euro. I britannici sono interessati soprattutto alle riforme dei mercati finanziari, particolarmente importanti per Londra.

 

Porre la ” competitività” al centro dell’Unione Europea
Richiesta tanto importante quanto formulata in maniera vaga pone l’accento sulle quasi fallimentari politiche economiche europee, cui fanno da contraltare le efficaci manovre di Mario Draghi. Nello specifico il riferimento britannico riguarda i regolamenti europei che possono frenare lo sviluppo dell’economia.

 
Sovranità del Regno Unito
Il governo britannico chiede che sia data al Regno Unito la possibilità di recedere dall’impegno – incluso nel Trattato di Roma – per lavorare alla creazione “di un’unione ancora più stretta” con gli altri paesi dell’Unione Europea. È un punto e richiesta di fondamentale importanza. Se per l’Italia è normale vedersi legiferare contro il patrimonio enogastronomico e adottare politiche sanzionatorie contro partners energetici quali la Russia, per il Regno Unito ciò non è praticabile. Londra svolge tutt’ora un perno per i paesi del Commonwealth e non potrebbe mai vedersi imposte scelte, anche in qualità di Membro Permanente del Consiglio delle Nazioni Unite, da importanti centri finanziari, ma irrilevanti geopoliticamente, quali il Lussemburgo. Esempio in politica estera è l’etichettatura e segnalazione dei prodotti fabbricati negli insediamenti Israeliano.

Controllare l’immigrazione e limitare gli abusi della libertà di movimento
È il tema che sta più a cuore agli elettori britannici. Dopo anni di immigrazione europea ed extracomunitaria, il sistema britannico di welfare ha detto basta. Le recenti politiche tedesche, poi smentite dai fatti hanno creato un particolare e nuovo senso di insoddisfazione tra i cittadini britannici. Vero è anche che in molti teatri di guerra la Gran Bretagna gioca un ruolo fondamentale e che potrebbe di gran lunga essere d’aiuto nella gestione e assistenza agli ultimi del mondo ossia i profughi.

In questo quadro, nel presentare le sue richieste, che dovranno essere discusse dalla Commissione e dai capi di stato e di governo dei paesi membri, Cameron si è rivolto direttamente ai cittadini britannici: «Sarete voi, il popolo britannico, a decidere. In quel momento avrete in mano il destino del nostro paese. Questa è una decisione fondamentale per il nostro paese, probabilmente la più importante che avremo modo di prendere nell’arco delle nostre vite. E sarà una decisione definitiva».

 
Parafrasando Giulio Cesare, Cameron ha in sostanza affermato che – Alea Iacta Est-.  Alla frontiera oltre il Reno il compito di dare risposte o dire addio al Regno Unito e a un’Europa forte.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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