Home / Sport / Djokovic a Londra per la storia. Ecco gli U-21 che sognano di raggiungere l’uomo senza rivali.

Djokovic a Londra per la storia. Ecco gli U-21 che sognano di raggiungere l’uomo senza rivali.

INTRO- 25 novembre 2011. Questa è la data dell’ultima sconfitta di Novak Djokovic nelle ATP World Tour Finals di Londra. Il serbo perse contro il connazionale Janko Tipsarevic, subentrato ad un infortunato Andy Murray, in tre set (6-3, 3-6, 3-6), non qualificandosi nel girone A del torneo a causa della sconfitta patita contro Berdych ad inizio torneo. Dopodiché sono arrivate tre vittorie consecutive per festeggiare la propria dominanza nell’ultimo torneo stagionale. I finalisti? Federer nel 2012, Nadal 2013 e nuovamente Roger Federer, che scelse di non partecipare all’ultimo atto della competizione a causa di problemi fisici.

AVVERSARI- Per quanto riguarda i contender non è cambiato molto. Federer continua a giocare un tennis magistrale, con il quale purtroppo non riesce a capitalizzare come nel massimo splendore della sua carriera, a causa principalmente di Djokovic, che più volte lo ha beffato nei finali di Slam e Master 1000. Murray e Wawrinka, rispettivamente numero 2 e 4 al mondo hanno giocato una stagione ad alto livello, che ha permesso al primo di posizionarsi nel ruolo di primo antagonista di Nole sia nel torneo che probabilmente nel 2016 (sono, tuttavia, solo 8.470 i punti in classifica dell’inglese, cifra insignificante a fronte dei 15.285 di Djokovic) e al secondo di togliere la possibilità al serbo di realizzare il grande slam, privandolo del Roland Garros, in una finale che ha visto un Wawrinka ad un livello forse mai raggiunto in carriera.
Nadal e Ferrer sembrano invece essere in fase calante della carriera, benché il fenomeno della terra rossa stia dando segnali di ripresa. Il tennis spagnolo a dirla tutta sembra in una fase di stanca, causata dall’età dei suoi migliori interpreti e da un ricambio generazionale di difficile realizzazione. L’unico under-29 degli iberici presente tra i primi cento giocatori del mondo è Pablo Carrena Busta, classe 1991, che si è segnalato per pochi highlights nella sua stagione, una vittoria su Janowicz nel primo turno degli US Open e una semifinale di un ATP 500 in Portogallo, contro Nick Kyrgios.

STAGIONE DA RECORD?– I cinque, ad ogni modo, sono lontani dal tennis giocato da Nole, che, pur non essendo riuscito nell’impresa di collezionare tutti e quattro i principali appuntamenti stagionali, risultato sfumato nel femminile anche a Serena Williams, grazie ad un’epica semifinale di Francesca Vinci agli US Open, disputerà la fase finale della rassegna ATP con la testa al record.

E’, infatti, datata 2011, lo stesso 2011 in cui Djokovic fallì nell’ultimo appuntamento di Londra, la stagione più vincente del serbo nel tennis professionistico. Furono 10 i tornei vinti da Djokovic in quell’anno magico, che lo resero il venticinquesimo numero uno della storia del tennis, il sesto ad aver vinto tre tornei dello Slam nella stessa stagione. Nole ha trionfato quest’anno altrettante volte, con la possibilità di estendere la sua collezione a 11, potenzialmente il miglior risultato in carriera. Djokovic è dunque chiamato ad un trionfo che potrebbe permettergli di superare per dominanza, titoli e consapevolezza il suo fantastico 2011.
Il girone del numero uno al mondo, lo “Stan Smith” rinominato in onore del primo vincitore del torneo, nel 1970, è molto complesso, contando al suo interno altri tre giocatori di altissimo livello, come Federer, Nishikori e Berdych. Ancora una volta il richiamo all’ultima sconfitta di Nole, di quattro anni fa, è presente. Fu una delle sconfitte patite, proprio contro Thomas Berdych, a minare il percorso del tennista più forte del mondo. Se possibile, però, il girone “Iliae Nastase”, che il serbo può superare qualora vincesse il suo quinto titolo a Londra, è ancora più equilibrato. Tirare fuori due nomi di possibili finalisti da un mazzo contenente Ferrer, Wawrinka, Nadal e Murray sarebbe certamente un azzardo, quantomeno se fatto preventivamente. D’altra parte, come esige l’ATP di fine stagione, la creme del tennis mondiale si è riunita in quel della O2 Arena.

IL FUTURO- Dopo Londra cosa accade? Tutti gli occhi, in quel moto perpetuo che è il circus della ATP, sono già puntati al 2016. Ci saranno i presupposti per scalzare il numero uno del mondo dal suo trono? A meno di un exploit incredibile di Murray o Nadal, questo appare improbabile. Non per questo la prossima stagione si prospetta meno interessante. Molti tennisti giovani si stanno approcciando alla 2016 con ambizione. Tra questi possiamo sicuramente nominare Alexander Zverev, Heyos Chung, Dominic Thiem, la testa calda Nick Kyrgios e Borna Coric.
La scelta di non nominare giocatori giovani ma oramai pronti come Nishikori (24 anni), Raonic (24), Tomic (23) come possibili rivali di Nole è dovuta in parte a un amore per la ricerca dei nuovi talenti, dall’altra, perché escluso il giapponese, che si candida a raggiungere la Top 5 del mondo nella prossima stagione, gli altri due giocatori hanno vissuto un’annata troppo altalenante, nonostante il loro talento e il loro gioco potesse bastare per ottenere grandi risultati nel 2015 giunto oramai al termine. Cosa che non vale per David Goffin (24), che ha fortemente innalzato il suo livello di gioco rispetto al 2014, arrivando a ridosso della Top Ten, posizioni che giocatori come Raonic e Tomic dovrebbero provare a superare e consolidare nel corso delll’intera stagione.

AFFERMATI- Senza dubbio della lista tra i giocatori scelti possiamo inserire due tennisti che nel 2015 hanno disputato regolarmente i maggiori tornei della ATP ben figurando. Si tratta di Dominic Thiem (22) e Nick Kyrgios (20). I due, rispettivamente giocatore più giovane nella Top 25, e nella Top 30, dipende da che punto la si voglia vedere, si sono fatti notare in contesti differenti e si son fatti apprezzare per caratteristiche differenti, che ad ogni modo stanno portando ad entrambi grandi successi.
Il primo, austriaco, è stato il dominatore della stagione per quanto riguarda gli ATP 250 (i livelli sono progressivamente 250, 500, 1000 e Slam). Thiem ne ha vinti ben tre, sconfiggendo nella sua cavalcata alla vittoria giocatori del calibro di Feliciano Lopez, Verdasco, Isner, Gulbis, lo stesso Kyrgios per ritiro, e David Goffin. Meno convincenti i risultati nei tornei dello Slam e nei Masters 1000, nonostante la grande cavalcata che l’austriaco è riuscito a realizzare in quel di Miami, salvo essere sconfitto nei Quarti di Finale da Andy Murray, dopo essere andato in vantaggio nel primo set. L’austriaco è un giocatore completo, con un rovescio di alto livello, ma a sorprendere sono la sua maturità e la sua tenuta mentale. Cosa che non si può dire di Nick Kyrgios; l’australiano è una forza della natura, in grado di sconfiggere chiunque se in giornata, nonostante uno stile di tennis molto scostante nel corso della stessa partita. Spesso artefice di punti mozza fiatanti, realizzati esclusivamente con la forza immensa che si ritrova, Kyrgios ha altrettanta facilità nel perdersi, a causa di comportamenti non convenzionali, che lo hanno spesso fatto salire alla ribalta nelle cronache extra-tennistiche. Nulla però ci impedisce di descrivere Kyrgios come uno dei migliori tennisti del circuito, soprattutto se in rapporto alla giovane età.

 

AppleMark

 

L’australiano ha collezionato negli ultimi due anni due Quarti di Finale a Wimbledon (2014) e US Open (2015) risultato già ineguagliabile per qualunque giocatore del 1995. Kyrgios, tuttavia, appare un giocatore da Slam. Negli ATP 1000 e soprattutto nei più abbordabili 500 e 250, il ventenne è riuscito ad ottenere una sola finale, persa contro Gasquet. Le prossime stagioni rappresenteranno il bivio per la sua carriera. Si tratta di scegliere se provare a diventare una stella assoluta o un tennista maledetto. Sarà la sua testa a indirizzarlo verso il percorso a lui più adatto. E la cosa preoccupa.

I GIOVANISSIMI- Il terzetto di teenagers è senza dubbio interessante. Partiamo dal giocatore che chiuderà la classifica ATP del 2015 nella posizione migliore. Alla 46 del ranking abbiamo Borna Coric, croato del 1996, che ha compiuto ieri 19 anni; Coric è considerato il killer dei giocatori da Top Ten. A soli 17 anni, in un torneo ATP 500 in Svizzera ha sconfitto Rafael Nadal , o il suo simulacro, entrando nella Top 100. Quest’anno, a Dubai, un altro 500, Coric si è arreso in semifinale a Roger Federer, non prima di aver sconfitto il numero 3 (attuale 2) del mondo Andy Murray con un netto 6-1, 6-3. Altri giocatori illustri sconfitti da Coric nel 2015 sono stati Dolgopolov, Querrey, Jack Sock e Tommy Robredo, ma al di là delle vittorie, a stupire è stata la capacità del ragazzo di stare in partita contro qualunque avversario, in qualunque torneo. Sempre a testa alta, il ragazzo si farà.
Hyeon Chung, coreano del 1996, attuale numero 51 al mondo è stato appena premiato come giocatore “più migliorato” del circuito ATP, avendo scalato più di 120 posizioni nel ranking. Le fortune del ragazzo sono state costruite con quattro vittorie nei tornei Challenger, un gradino più basso del World Tour. I successi contro i Top 100 della classifica sono stati, tuttavia, numerosi e la partecipazione ai Quarti di Finale dell’ATP 500 di Shenzen ha impreziosito la sua ottima stagione. La miglior gara della sua breve carriera, tuttavia, si è conclusa con una sconfitta. Nel secondo turno dello US Open, Chung ha perso 7-6, 7-6, 7-6 contro il numero 4 (all’epoca 5) della ranking ATP, Stan Wawrinka. Con tre tie break persi, a 2, a 4 e a 6 punti, Chung ha dimostrato di poter rivaleggiare anche contro i pezzi grossi del circuito. Le vittorie nei master 500 contro Paire, e nel 1000 contro Granollers, due pari-grado vista oramai la classifica che vede Chung al ridosso della Top 50, sono due ottimi biglietti da visita per il 2016.
Il più giovane dei tre, classe 1997, è Alexander Zverev, tedesco di 198cm di statura. L’81° posto nel ranking, tuttavia, non spiega tutto quello che c’è da sapere su questo giocatore dotato di una battuta e di un dritto superiore a chiunque nel circuito a eccezione dei primi cinque/dieci giocatori più John Isner, Ivo Karlovic e pochi altri.
Le quattro partite vinte nello Slam statunitense (tre di qualificazione) hanno ben impressionato, ma non come il cammino nel torneo 500 di Washington, in cui Zverev ha sconfitto Kevin Anderson (14 al mondo), Dolgopolov (73), salvo poi capitolare contro Cilic (8) in una gara equilibrata nei Quarti. Le batoste impartite a giocatori da Top 50 sono oramai all’ordine del giorno, e Zverev sembra realmente poter fare la differenza già nel 2016. Probabilmente sarà lui il giocatore della Top 100 a scalare il maggior numero di posizione nella prossima stagione.

 

OUTRO- In attesa di questi ragazzi, però, godiamoci Djokovic in cerca di raggiungere il risultato del decennio, rafforzando una gerarchia che dal Giugno 2014 è oramai immutata. Mentre scrivo, Nishikori è stato spazzato via, risultato che ha portato l’imbattibilità di Nole nel torneo a 4 anni. La storia, però, è ancora tutta da scrivere. E così sarà fino all’ultimo punto dell’ultimo torneo della stagione.

FOTO: Tratte dal web

About Niccolò Costanzo

Appassionato di qualsiasi cosa che implichi una competizione, seguo principalmente calcio e pallacanestro, di cui scrivo sul sito my-basket.it. Caporedattore Sport, ma solo perché Claudio Pavesi e Filippo Antonelli sono amici e mi lasciano questo titolo!

Check Also

E ora?

L’eliminazione di Djokovic ha scombinato le carte di questa edizione di Wimbledon. Sam Querrey, battendo ...