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Obvious Child di Gillian Robespierre

Riapriamo oggi la rubrica “film indie americani a cui è stata dedicata troppa attenzione” parlando di Obvious Child, opera prima della regista Gillian Robespierre che ha ricevuto una calda accoglienza dalla platea Sundance in particolar modo per l’interpretazione della protagonista Jenny Slade.
Il film parla di una ragazza tardo ventenne che tira a campare tra un lavoro in una libreria e delle serate in un comedy club dove si esibisce con la sua routine di stand-up. Donna, questo il nome del personaggio, viene lasciata piuttosto brutalmente dal suo ragazzo all’inizio del film, e nello stato confusionario che risulta dalla suddetta disgrazia finisce a letto con Max, un ragazzotto decisamente lontano dall’ambiente bohemien in cui la nostra si muove.
Dalla pazza serata Donna esce incinta, e oltre a dover incamminarsi sull’iter che la porterà all’aborto, la ragazza deve gestire il riavvicinamento di Max che si rivelerà una presenza più costante del previsto.

L’affinità col mondo della stand-up comedy è sin dalle prime battute un tratto molto pronunciato del film, nonchè di gran lunga quello meglio sviluppato e che più soddisfazioni regala allo spettatore. Sia le routine che la protagonista svolge su schermo, sia alcune delle battute in cui si produce durante interazioni più quotidiane riescono spesso a strappare un sorriso, e in questo senso le lodi che la verve di Jenny Slade si è guadagnata sembrano giustificate.
Obvious Child non riesce però in nessun momento a saldare questo spirito umoristico con le tematiche più drammatiche che vuole affrontare, come il precariato emotivo/professionale di Donna, le sfaccettature del suo peculiare rapporto coi genitori separati. Dire che queste questioni sono affrontate in maniera superficiale sarebbe un eufemismo, e la simpatia dei protagonisti in questo senso non aiuta, dando a tutta la pellicola un tono faceto che non riesce a scrollarsi di dosso nei momenti in cui invece vorrebbe, se non avere un maggior impatto, quantomeno trascendere la vena comica per “dire qualcosa”. Ostensibilmente invece, Obvious Child non dice niente, e la sua fattura registica o la sua verve comica vanno molto lontano dal giustificare la sua esistenza per altre vie.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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