Home / Playground / Il Dungeon più Oscuro

Il Dungeon più Oscuro

Negli ultimi – chessò – cinque anni (?) tornano le cose. Mode passate ci vengono riproposte: vestiti, musica, arte. Lo chiamano “vintage”, gusto retrò, hipsteria ed altre parolacce simili. Il mondo dei videogiochi non ne è certo esente e in particolare quello dei giochi di ruolo vede moltiplicarsi le proposte dei “retrogame” sempre più ortodossi… Polinice ve lo racconta qui e qui.

Un filone affine è quello che recupera, con l’ausilio dei più potenti mezzi grafici moderni, la sana vecchia carica di sfida dei videogiochi di una volta, quelli che richiedevano una vera destrezza o un’efficiente pianificazione per essere portati a termine con successo: portavoce dei nuovi action rpg che si rifanno a questo ideale è senza dubbio la serie dei Demon’s Souls prima e Dark Souls poi. Bando agli FPS sempre più pilotati, agli autosave ogni tre passi, ai giochi che si completano da soli: su un titolo devi sputare il sangue! Se non vieni scomunicato almeno tre volte ogni 10 ore di gioco non sei un vero hard gamer. Non sei nessuno.

Ebbene c’è un titolo, rigorosamente indie, che incarna queste due scuole di pensiero e le porta all’ennesima potenza. GDR tipicamente old school, pieno di statistiche da ottimizzare, malus e bonus da bilanciare, classi diversificate e dettagliate. Piacevole la grafica 2D in stile cartoon, ad arricchire un’ambientazione dark fantasy con palesi omaggi a Lovecraft. Livello di sfida fuori scala. Ladies and gentleman, habemus Darkest Dungeon.

darkest dungeon

Disponibile da febbraio scorso con la formula dell’accesso anticipato su Steam, l’uscita ufficiale del gioco è fissata per il 19 gennaio 2016… ma già da adesso è a mio avviso pienamente godibile e stimolante. Il gameplay è di base quello di un dungeon crawler classico: assolda eroi, componi un team bilanciato, affronta le missioni disponibili in uno dei quattro dungeon generati proceduralmente, raccogli il loot, sali di livello, do it again. Può trattarsi di spedizioni di sterminio mostri, esplorazione, recupero oggetti o simili… in realtà un palese pretesto per menare le mani con ogni sorta di orribile creatura il dungeon vorrà scagliarci contro. Le quattro tipologie di dungeon sono ben caratterizzate non solo a livello di ambientazione ma anche per le sensibili differenze dei mostri che le abitano (e quindi del team più efficiente per affrontarli) nonché per il loot che forniscono.

darkest dungeon

Il sistema di combattimento a turni tiene conto della posizione in cui il team viene schierato consentendo una specializzazione piuttosto classica: tank, assassino, healer, ranged… Ben presto ci renderemo conto che durante le nostre esplorazioni non dovremo preoccuparci tanto della salute dei personaggi (che comunque scenderà inesorabile) quanto della loro sanità mentale. Anche qui il riferimento al Ciclo di Chtulhu è smaccato: i nostri eroi combattendo, ma anche solo esplorando i dungeon, vedranno incrementare il loro valore di stress, rischiando di sviluppare fobie e manie varie, che avranno i loro riflessi in game non solo come malus ma con veri comportamenti imprevedibili… e sempre dannosi. Non potremo quindi affidarci troppo di frequente allo stesso team, che avrà bisogno di periodi di riposo presso il Sanitarium. Questo ci costringerà ad ampliare la nostra rosa di personaggi e a variare le nostre strategie.

darkest dungeon

Elemento interessante è quello delle torce, acquistabili insieme ad altro equip (come il cibo) prima di affrontare ogni missione: la luminosità del dungeon tenderà infatti a calare durante la nostra esplorazione, e con essa aumenterà la forza dei mostri, lo stress accumulato dagli eroi… e la ricchezza del loot. Cosa fare quindi? Rischiare di fronteggiare al buio un’orda di non morti imbufaliti per ottenere un tesoro più grande… o utilizzare le preziose torce per veder tornare la luce?

darkest dungeon

A fungere da collante fra le varie missioni è “l’Estate”, il villaggio del gioco: vero e proprio hub, in esso potremo reclutare nuovi personaggi, recuperare lo stress di quelli impiegati nelle missioni più difficili e potenziarne equip e abilità.

Il gioco, nonostante la semplicità apparente degli elementi, è impietoso. Non perdona errori, distrazioni e raramente ricompensa i rischi presi. Ogni missione affrontata con successo è una vittoria epica… non di rado sarà preferibile abbandonare la missione prima del dovuto che rischiare di veder morire i nostri personaggi. Eh già. Darkest Dungeon ci maltratterà crudelmente, ci strapperà il nostro eroe preferito, cresciuto con cura, davanti ai nostri occhi. Ancora. E ancora. Il caso, Chtulhu o chi per lui, ci farà maledire le ore spese a livellare quel Crociato, o quell’Occultista, per poi vederlo perire squartato da un lich in una missione qualunque.

Menzione d’onore per i boss: divertenti, impegnativi e molto vari. Decisamente da non prendere sotto gamba, pena… bè, lo sapete già.

Se cercavate quindi un dungeon crawler classico, con una bella ambientazione e capace di tirare fuori il blasfemo che è in voi: tenete d’occhio questo titolo!

https://i.ytimg.com/vi/iDwyTaJybGY/maxresdefault.jpg

About Francesco Bucci

Trascorre l'infanzia squagliando Pokémon Rosso su GameBoy Pocket e divorando i suoi primi fumetti dei Fantastic Four e di Spiderman. L'adolescenza è l'età dei manga e di Age of Empires II. L'epoca dei primi passi con D&D, di Final Fantasy VIII e di Buffy - the Vampire Slayer. Poi decide di crescere e recupera la bibliografia completa di Gaiman, Miller e Moore. Consuma tutti gli sparatutto e i GDR che gli passano sotto mano e comincia ad esplorare il mondo dei giochi da tavolo. La sua "curiosità nerdica" non conosce misure.

Check Also

Il Gioco di Ruolo NON È D&D

Il Gioco di Ruolo è finalmente entrato nella cultura di massa e non è più ...