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Il Pallone d’Oro di Shevchenko: i 5 momenti indimenticabili della sua annata 2004

Andriy Shevchenko è uno dei giocatori più forti ad aver vestito la maglia di una squadra della Serie A italiana. Non per niente, è stato il terz’ultimo calciatore proveniente dal nostro campionato a vincere il Pallone d’Oro: dopo di lui ci riuscirono solo Fabio Cannavaro (nel 2006, ma per la verità trascorse metà di quell’anno al Real Madrid) e Kakà (nel 2007). Con il Milan, Shevchenko disputò 322 partite ufficiali mettendo a segno 175 gol complessivi. Un dato che posiziona l’ucraino al secondo posto nella classifica dei migliori marcatori nella storia del Milan, alle spalle dello svedese Gunnar Nordahl (221 reti in 268 gare). Attaccante versatile, mobile e dotato di straordinaria tecnica, Shevchenko ha incantato i tifosi rossoneri con le sue accelerazioni fulminee e le sue pennellate dalla distanza.  Il 13 dicembre del 2004, più di un anno dopo la vittoria della Champions League e sei mesi circa dopo la vittoria dello Scudetto, Shevchenko ha ricevuto il Pallone d’Oro. Andiamo a rivedere i cinque momenti indimenticabili di quell’anno per l’ucraino.

6 gennaio 2004, Roma-Milan 1-2

Al termine della sosta natalizia, il Milan di Carlo Ancelotti si trova subito davanti allo scontro diretto con la Roma di Fabio Capello. La Roma non ha ancora perso in campionato e comanda la classifica con sei punti di vantaggio sui rossoneri, che però hanno da recuperare una partita contro il Siena. La squadra ospite, priva di Nesta e di due attaccanti come Inzaghi e Tomasson, parte rimaneggiata: Ancelotti schiera il famoso albero di Natale inviso a Berlusconi, con i due trequartisti Rui Costa e Kakà alle spalle di Shevchenko. Al 24′ è subito Sheva: Seedorf alza un pallone per premiare il taglio in area del compagno, che stoppa di petto eludendo la sorveglianza di Chivu e scavalca Pelizzoli con il sinistro.  Cassano pareggia nei minuti di recupero del primo tempo, ma nella ripresa è di nuovo l’ucraino a punire la squadra di Capello: questa volta è Rui Costa a difendere benissimo il pallone in mezzo a tre avversari e poi ad allargare per Shevchenko, che ─ di nuovo col sinistro ─ incrocia e realizza il gol che vale la vittoria.

 

2 maggio 2004, Milan-Roma 1-0

Facciamo un salto in avanti di cinque mesi. Il Milan ha messo in scena una trionfale cavalcata nel girone di ritorno, arrivando allo scontro diretto della terz’ultima giornata con un vantaggio più che rassicurante: questa volta sono infatti i rossoneri ad aver sei punti in più dei rivali. Il match di andata contro la Roma ha fatto parte di una striscia di sette vittorie consecutive in campionato, interrotta da un pareggio a Lecce che ha anticipato altri cinque successi consecutivi. Questa volta niente albero di Natale: Ancelotti sceglie Kakà dietro a Tomasson e Shevchenko. E all’ucraino bastano due minuti per lasciare il segno: Cafu scarica su Kakà, che accelera sulla destra e crossa. Shevchenko ci arriva per primo e insacca di testa per l’1-0. Nel finale, i romanisti recriminano per un intervento dello stesso Sheva: in barriera per una punizione avversaria, il numero 7 del Milan ha colpito il pallone col gomito proteggendosi il volto. Per l’arbitro Messina, non è calcio di rigore. Il Milan vince la partita e conquista aritmeticamente lo Scudetto numero 17.

16 maggio 2004, Milan-Brescia 4-2

Ultima partita di campionato. Per quanto questa gara sia ricordata principalmente per l’addio al calcio di Roberto Baggio, anche per Shevchenko quella del 16 maggio è una data significativa. Un minuto dopo il vantaggio rossonero siglato da Tomasson, Cafu si allarga sulla destra e indirizza verso la porta una conclusione per la verità non potentissima. Respinta corta di Castellazzi, arriva Shevchenko e realizza il suo 24o gol in campionato. Con questa rete, l’ucraino si difende dall’attacco di Gilardino, salito a quota 23 grazie ad un poker nell’incredibile sfida dell’ultima giornata contro l’Udinese (vinta 4-3 dal Parma). Shevchenko si merita così, per la seconda volta in carriera (la prima nella stagione 1999/2000), il titolo di capocannoniere della Serie A italiana.

21 agosto 2004, Milan-Lazio 3-0

Il Milan campione d’Italia, che non è però riuscito a bissare il successo europeo del 2003 a causa dell’eliminazione patita ai quarti contro il Deportivo, inizia la stagione 2004/2005 con grandissime aspettative: Shevchenko è al top della carriera, Kakà si è dimostrato un fuoriclasse già al primo impatto col campionato italiano, Nesta e Maldini continuano ad essere una garanzia e Dida è stato il miglior portiere del mondo nelle precedenti due stagioni. A questi cinque, si aggiungono giocatori come Seedorf, Gattuso, Pirlo, Serginho e Cafu. Oltre ai nuovi arrivati Crespo e Stam. Comprensibilmente, il Milan è favorito in tutte le competizioni. Compresa la Supercoppa italiana, il primo impegno stagionale. La Lazio non può nulla e perde addirittura per 3-0, con Shevchenko che sigla tutte e tre le reti dell’incontro.

20 ottobre 2004, Milan-Barcellona 1-0

Il Milan che punta a riscattare la delusione di La Coruña deve ripartire da un girone con Celtic, Shakhtar e soprattutto il Barcellona di Ronaldinho ed Eto’o. I rossoneri vincono le prime due gare e si presentano alla sfida d’andata contro i blaugrana a punteggio pieno. Larsson colpisce una traversa nelle battute iniziali della gara, ma un cross del solito Cafu permette al solito Shevchenko di segnare il gol del vantaggio alla mezz’ora. Il Barça è tutt’altro che remissivo: attacca, ci prova. Soprattutto con Ronaldinho. Dida è attento a sventare un’occasione capitata sui piedi del brasiliano, poi è di nuovo una traversa (colpita da Iniesta) a salvare il Milan. Shevchenko segna anche nella sfida di ritorno, ricordata però soprattutto per il meraviglioso gol vittoria segnato da Ronaldinho dopo un dribbling su Nesta e Gattuso. La stagione del Milan si concluderà con un secondo posto in campionato ─ alle spalle della Juve ─ con la sconfitta in finale di Champions contro il Liverpool, dopo che i rossoneri erano sul 3-0 all’intervallo.

About Filippo Antonelli

Filippo Antonelli
Classe 1992, studente di Linguaggi dei Media a Milano. Vivo a Varese. Appassionato di sport, pallacanestro e calcio in testa, da gran parte della mia vita.

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